Essere vergini a quarant'anni
Natalia Aspesi , di NATALIA ASPESIDalla rubrica QUESTIONI DI CUORE Una giovinezza infelice e una speranza per il futuro
"Sono un uomo sulla soglia dei 40 anni e mi sono messo a fare un bilancio sentimentale della mia vita. E mi è tornata in mente una vecchia gag di Peppino De Filippo: 'Facevo il bilancio delle entrate e delle uscite e mi sono detto: ma che è, sono tutte uscite?'. Figlio unico, sono cresciuto iperprotetto da mia madre ma ancora di più da mio padre. Per loro nutro un amore infinito, hanno cercato entrambi di crescermi nel modo che ritenevano migliore, ovviamente scontrandosi su questo e su tutto il resto. Ne sono venuto fuori come un ragazzino chiuso e timidissimo, perennemente bullizzato da uomini e donne in tutti i miei percorsi educativi, dalle elementari sino al liceo. Dopo essermi laureato e specializzato in letteratura italiana e filologia moderna a pieni voti, ho tentato percorsi professionali di ogni tipo, da assistente universitario ad addetto in un museo e perfino guardiano di giardino zoologico! Naturalmente nessuna professione mi ha garantito…
"Sono un uomo sulla soglia dei 40 anni e mi sono messo a fare un bilancio sentimentale della mia vita. E mi è tornata in mente una vecchia gag di Peppino De Filippo: 'Facevo il bilancio delle entrate e delle uscite e mi sono detto: ma che è, sono tutte uscite?'. Figlio unico, sono cresciuto iperprotetto da mia madre ma ancora di più da mio padre. Per loro nutro un amore infinito, hanno cercato entrambi di crescermi nel modo che ritenevano migliore, ovviamente scontrandosi su questo e su tutto il resto. Ne sono venuto fuori come un ragazzino chiuso e timidissimo, perennemente bullizzato da uomini e donne in tutti i miei percorsi educativi, dalle elementari sino al liceo. Dopo essermi laureato e specializzato in letteratura italiana e filologia moderna a pieni voti, ho tentato percorsi professionali di ogni tipo, da assistente universitario ad addetto in un museo e perfino guardiano di giardino zoologico! Naturalmente nessuna professione mi ha garantito mai un importo tale da permettermi un'indipendenza economica e sociale, ma a differenza di tanti arrabbiati di questo Paese, non do la colpa ai politici o all'economia, do la colpa a me stesso: chi sa fare il lavoro lo trova, poche storie. Ci sto girando intorno, vengo al punto. In quasi 40 anni non ho mai avuto contatti fisici con un'altra persona, mai. Sono, per dirla con un termine mai estinto, vergine. Una cosa surreale ma vera. Al liceo ero sistematicamente scartato in favore di ragazzi che bevevano e fumavano erba. All'università ho conosciuto centinaia di ragazze e la maggior parte di loro mi ripeteva letteralmente: 'ho bisogno di un vero stallone, tu non saresti alla mia altezza', e questo solo guardandomi vestito! Finita l'università sono diventato bulimico e sono arrivato a pesare 180 chili e ancora sono grosso come un ippopotamo. Psicologi, medici, curati e vecchi zii mi suggerivano come panacea di tutti i mali di contattare qualche 'brava escort' che mi avrebbe 'insegnato a vivere' ('tanto le donne bisogna sempre pagarle in qualche modo' mi disse un dietologo da cui smisi di andare il giorno stesso). Sono prossimo a compiere un grande passo, un'operazione chirurgica che assicurano i medici, mi toglierà di dosso quasi 80 chili e 'mi farà tornare bello come mai lo sono stato'. Credo poco ai patti col diavolo ma almeno non disgusterò più mia madre che prova ribrezzo nell'abbracciarmi perché lei mi aveva 'fatto bellissimo' e io solo mi sono 'rovinato'. Anche ammesso che la magia riuscisse, non credo che cambierebbe la situazione: quale donna di oggi, donne moderne, emancipate, in carriera, accetterebbe di essere la compagna di un quarantenne vergine?"
Giovanni Solo
Pubblico questa lunga e bella lettera perché Giovanni che la scrive ha vinto ritrosia e orgoglio, ci ha messo tutto sé stesso, racconta a noi tutti quello che racconta tutto il giorno a sé stesso da decenni sotto gli occhi e il giudizio di sua madre, che per troppo amore lo ha fatto crescere fragile e insicuro, già pronto ad accettare anche le più piccole sconfitte, senza l'idea di difendersi, di essere capace di difendersi. Lei sa che io posso solo ascoltarla e capirla, ma non è l'eventuale comprensione di cui ha bisogno, né di un aiuto professionale che io non sono in grado di darle e che comunque ha già ricevuto mi pare in abbondanza e non sempre da persone davvero sensibili. Come è ovvio ogni sua sofferenza è intrecciata all'altra, l'iperprotezione dei suoi genitori le ha reso difficile sapersi difendere dai bullismi, e questo l'ha portata ad avere un approccio incerto con le ragazze sbagliate, a rifugiarsi in quella che lei considera una anomalia, la rinuncia al sesso (che forse lo è, ma quanto l'eccesso) e il peso di tutto l'ha portata alla bulimia, cioè al disprezzo di sé stesso e alla scelta di un piacere fisico sostitutivo. Credo che smettere sia una battaglia impossibile mentre l'operazione cui si appresta con diffidenza potrebbe essere risolutiva per la sua immagine, meno per le ragioni che l'hanno portata a ingrassare. Mi scusi se non le dico che lei le donne sono lì ad attenderla a frotte, invece le ricordo che in tanti abbiamo avuto giovinezze molto infelici e le ragioni per cui lo eravamo non sono scomparse lungo i decenni: ma abbiamo imparato ad adattarci, a usare le ragioni di quell'infelicità nella forza che ci ha messo in pace con noi stessi e con gli altri.
Sul Venerdì del 31 luglio 2020
Giovanni Solo
Pubblico questa lunga e bella lettera perché Giovanni che la scrive ha vinto ritrosia e orgoglio, ci ha messo tutto sé stesso, racconta a noi tutti quello che racconta tutto il giorno a sé stesso da decenni sotto gli occhi e il giudizio di sua madre, che per troppo amore lo ha fatto crescere fragile e insicuro, già pronto ad accettare anche le più piccole sconfitte, senza l'idea di difendersi, di essere capace di difendersi. Lei sa che io posso solo ascoltarla e capirla, ma non è l'eventuale comprensione di cui ha bisogno, né di un aiuto professionale che io non sono in grado di darle e che comunque ha già ricevuto mi pare in abbondanza e non sempre da persone davvero sensibili. Come è ovvio ogni sua sofferenza è intrecciata all'altra, l'iperprotezione dei suoi genitori le ha reso difficile sapersi difendere dai bullismi, e questo l'ha portata ad avere un approccio incerto con le ragazze sbagliate, a rifugiarsi in quella che lei considera una anomalia, la rinuncia al sesso (che forse lo è, ma quanto l'eccesso) e il peso di tutto l'ha portata alla bulimia, cioè al disprezzo di sé stesso e alla scelta di un piacere fisico sostitutivo. Credo che smettere sia una battaglia impossibile mentre l'operazione cui si appresta con diffidenza potrebbe essere risolutiva per la sua immagine, meno per le ragioni che l'hanno portata a ingrassare. Mi scusi se non le dico che lei le donne sono lì ad attenderla a frotte, invece le ricordo che in tanti abbiamo avuto giovinezze molto infelici e le ragioni per cui lo eravamo non sono scomparse lungo i decenni: ma abbiamo imparato ad adattarci, a usare le ragioni di quell'infelicità nella forza che ci ha messo in pace con noi stessi e con gli altri.
Sul Venerdì del 31 luglio 2020