Dalla rubrica ORA D'ARIA Il viaggio in dei coniugi Woolf nella Germania nazista. Affrontato in piena incoscienza
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Il viaggio era rischioso, ma fu affrontato in piena incoscienza. «Sarà divertentissimo» si riprometteva Virginia Woolf, andando nella primavera del 1935 in Germania, con un marito ebreo. Leonard Woolf, che era pure fabiano – socialista moderato – per prudenza si consigliò con un amico politico, che lo rinviò al Foreign Office. Lì Leonard conosceva Ralph Wigram, un vicino di campagna, e lo chiamò: per telefono meglio non parlare, disse l’altro; e andò a trovarlo: era bene munirsi almeno di una “lettera di protezione” del principe Bismarck, consigliere dell’ambasciata tedesca, e comunque tenersi alla larga da cortei o manifestazioni naziste. Bismarck scrisse la lettera per «lo stimatissimo Leonard Woolf e la pregiatissima moglie»; ma quello che li salvò fu la scimmietta Mitzi. Leonard (1880-1969) e Virginia (…!-->
Il viaggio era rischioso, ma fu affrontato in piena incoscienza. «Sarà divertentissimo» si riprometteva Virginia Woolf, andando nella primavera del 1935 in Germania, con un marito ebreo. Leonard Woolf, che era pure fabiano – socialista moderato – per prudenza si consigliò con un amico politico, che lo rinviò al Foreign Office. Lì Leonard conosceva Ralph Wigram, un vicino di campagna, e lo chiamò: per telefono meglio non parlare, disse l’altro; e andò a trovarlo: era bene munirsi almeno di una “lettera di protezione” del principe Bismarck, consigliere dell’ambasciata tedesca, e comunque tenersi alla larga da cortei o manifestazioni naziste. Bismarck scrisse la lettera per «lo stimatissimo Leonard Woolf e la pregiatissima moglie»; ma quello che li salvò fu la scimmietta Mitzi. Leonard (1880-1969) e Virginia (1882-1941) Woolf si sposarono nel 1912 e vissero insieme fino al suicidio di lei
Era un uistitì gracile; a una cena in giardino a Cambridge dai Rothschild, la scimmietta si era sistemata sulle ginocchia di Leonard, e i Rothschild, che partivano, gliel’avevano affidata. Mitzi era gelosa; per farla scendere dagli alberi, c’era un solo modo: Leonard doveva baciare Virginia, e Mitzi scendeva subito «squittendo di rabbia». Così Mitzi partì per la Germania con Virginia e Leonard. Il 9 maggio arrivano alla frontiera. È il primo assaggio col nazismo: «Diventiamo ossequiosi, è la prima volta che chiniamo la testa». «Maiale insolente!» urla il doganiere al contadino che non si è scappellato davanti al ritratto del Führer. Virginia aspetta fuori da un po’, inquieta: ma il «torvo» doganiere esce, vede Mitzi, e ride; non ci sono più problemi, si passa! Cartelli, in ogni villaggio: «Non c’è posto per gli ebrei»; invece ovunque Mitzi ha successo: «Kleine Apzi», che carina!, scrive Virginia nel suo diario.
Verso Magonza, croci uncinate e parata a festa; bambini con le bandierine salutano estasiati Mitzi – ma l’attesa è per Göring. L’auto dei Woolf procede a passo d’uomo, in un mare di vessilli e nell’eco di canzoni naziste; «gente radunata a forza, come per gli sport a scuola: io ho alzato una mano», confessa Virginia; la notizia di quel saluto hitleriano fa il giro dell’Inghilterra. Virginia, la femminista! La (svagatamente) fabiana! Per la verità, la Woolf aveva avuto uscite antisemite, all’epoca del matrimonio con il devoto Leonard – ma era a causa della suocera: «Come ho odiato quei gioielli orientali! Quei nasi!». Che snob sono stata, si era poi pentita. Nel ’35, al ritorno dal viaggio in Germania, Leoe Virginia fecero una scoperta sconcertante: Mitzi assomigliava a Göring.