Lo Stato sbirro e il popolo mariuolo
Michele Serra , di MICHELE SERRADalla rubrica PER POSTA. Pagare le tasse ma senza ricevere in cambio servizi adeguati. Un cliché tutto italiano che manda in crisi la fiducia nel Paese
"Egregio Serra, non mi ha convinto la sua risposta a un lettore sullo 'Stato ladrò (Venerdì 24 luglio). Personalmente non sono né precario, né partita Iva, anzi sono un privilegiato col fondoschiena al caldo, tecnico assunto con impiego sicuro, casa di proprietà, giardino, biblioteca ben fornita e figli educati. Insomma, una persona poco incazzata. Ebbene, le confermo che lo Stato è un volgare ladro e né io né i miei colleghi (di diversi colori politici, cultura, estrazione sociale) ci fidiamo più. Il problema non è pagare tasse e trattenute ai limiti dell'esproprio, ma non ricevere in cambio servizi adeguati. Un po' come conciliare le tassazioni della Norvegia con i servizi dell'Algeria. Ogni giorno vedo strade sfondate di buche ma ben farcite di telecamere, servizi di trasporto pubblico assenti, solo due volanti dei Carabinieri per una provincia come quella di Pavia, ponti centenari sul Po al …
"Egregio Serra, non mi ha convinto la sua risposta a un lettore sullo 'Stato ladrò (Venerdì 24 luglio). Personalmente non sono né precario, né partita Iva, anzi sono un privilegiato col fondoschiena al caldo, tecnico assunto con impiego sicuro, casa di proprietà, giardino, biblioteca ben fornita e figli educati. Insomma, una persona poco incazzata. Ebbene, le confermo che lo Stato è un volgare ladro e né io né i miei colleghi (di diversi colori politici, cultura, estrazione sociale) ci fidiamo più. Il problema non è pagare tasse e trattenute ai limiti dell'esproprio, ma non ricevere in cambio servizi adeguati. Un po' come conciliare le tassazioni della Norvegia con i servizi dell'Algeria. Ogni giorno vedo strade sfondate di buche ma ben farcite di telecamere, servizi di trasporto pubblico assenti, solo due volanti dei Carabinieri per una provincia come quella di Pavia, ponti centenari sul Po al limite del collasso, vigili affamati che multano per due minuti di ritardo sulla sosta, arterie infestate di tutor e autovelox. Non occorre aver studiato Keynes, Friedman o Stiglitz per capire che da vecchi avremo una pensione di importo talmente ridicolo da equipararla a un'elemosina, livellando al basso sia chi non ha mai fatto nulla in vita sua, sia chi si è fatto 38 anni di servizio. Abbiamo un elefante nella stanza, ha persino iniziato a emettere flatulenze pur di farsi notare, ma seguitiamo a non volerlo vedere. Che sia la volta buona che si interrompano i rassegnati cliché italici e la gente che non ha più nulla da perdere inizi una buona volta a incendiare tutto? Generalmente, dalle ceneri si rinasce".
Marco Sore (Pavia)
Caro amico, non una delle sue lamentele mi vede in disaccordo, dalle strade gruviera (la viabilità della provincia di Pavia è tra le più indecorose del Pianeta) alle multe assurde, dai ponti tremolanti alle pensioni risicate, eccetera. Il problema è che lo Stato sbirro, esoso e inefficiente è il prodotto della società che lo esprime. Un popolo povero di spirito pubblico, esperto nel tirare a campare facendo la cresta e gabbando le leggi, perché mai avrebbe potuto e saputo darsi uno Stato probo, efficiente, corretto? Il nostro Stato non ci è piovuto sulla testa. Né ci è stato imposto dai marziani. È quanto abbiamo costruito in secoli di storia. Il classico circolo vizioso: un popolo mariuolo produce uno Stato sbirro, uno Stato sbirro produce un popolo mariuolo. Vuole una riprova? Le successive ondate populiste e antistataliste che hanno messo piede nel Palazzo al grido di "ora basta! cambia tutto!", hanno dimostrato, una volta al governo, di essere né più oneste né più efficienti di chi le ha precedute. L'arraffo e la mediocrità del cosiddetto "uomo della strada esasperato" non hanno offerto niente di meglio alle strutture lise e claudicanti della Prima Repubblica; e anzi. Non è per buttarla in politica, è per farle capire che quando sento gridare "abbasso lo Stato ladro!" dimentico in un baleno l'asfalto bucherellato e guardo in faccia chi lo sta gridando. Una classe dirigente non si forma con un urlaccio in piazza. In Francia e in altri Paesi le scuole di pubblica amministrazione sono ambitissime, e sfornano civil servants altamente preparati e orgogliosi di lavorare per la collettività. Noi possiamo consolarci con una sanità pubblica di ottimo livello, nonostante le ben note "creste" dei nuovi governanti "espressi dal popolo", e una protezione civile ben funzionante, e innervata dalle grandi energie del volontariato. Per il resto siamo messi male, con una burocrazia spaventosa e un ordine pubblico, diciamo così, non al di sopra di ogni sospetto, vedi il recente caso di Piacenza. Ma per cambiare, non punterei mezzo centesimo sul grande incendio da lei evocato. Ci vogliono lavoro e studio. Senso civico e cultura. Non mi sembra che la vox populi, a questo proposito, sia prodiga di buoni consigli. Di cattivi esempi, sì.
Sul Venerdì del 7 agosto 2020
Marco Sore (Pavia)
Caro amico, non una delle sue lamentele mi vede in disaccordo, dalle strade gruviera (la viabilità della provincia di Pavia è tra le più indecorose del Pianeta) alle multe assurde, dai ponti tremolanti alle pensioni risicate, eccetera. Il problema è che lo Stato sbirro, esoso e inefficiente è il prodotto della società che lo esprime. Un popolo povero di spirito pubblico, esperto nel tirare a campare facendo la cresta e gabbando le leggi, perché mai avrebbe potuto e saputo darsi uno Stato probo, efficiente, corretto? Il nostro Stato non ci è piovuto sulla testa. Né ci è stato imposto dai marziani. È quanto abbiamo costruito in secoli di storia. Il classico circolo vizioso: un popolo mariuolo produce uno Stato sbirro, uno Stato sbirro produce un popolo mariuolo. Vuole una riprova? Le successive ondate populiste e antistataliste che hanno messo piede nel Palazzo al grido di "ora basta! cambia tutto!", hanno dimostrato, una volta al governo, di essere né più oneste né più efficienti di chi le ha precedute. L'arraffo e la mediocrità del cosiddetto "uomo della strada esasperato" non hanno offerto niente di meglio alle strutture lise e claudicanti della Prima Repubblica; e anzi. Non è per buttarla in politica, è per farle capire che quando sento gridare "abbasso lo Stato ladro!" dimentico in un baleno l'asfalto bucherellato e guardo in faccia chi lo sta gridando. Una classe dirigente non si forma con un urlaccio in piazza. In Francia e in altri Paesi le scuole di pubblica amministrazione sono ambitissime, e sfornano civil servants altamente preparati e orgogliosi di lavorare per la collettività. Noi possiamo consolarci con una sanità pubblica di ottimo livello, nonostante le ben note "creste" dei nuovi governanti "espressi dal popolo", e una protezione civile ben funzionante, e innervata dalle grandi energie del volontariato. Per il resto siamo messi male, con una burocrazia spaventosa e un ordine pubblico, diciamo così, non al di sopra di ogni sospetto, vedi il recente caso di Piacenza. Ma per cambiare, non punterei mezzo centesimo sul grande incendio da lei evocato. Ci vogliono lavoro e studio. Senso civico e cultura. Non mi sembra che la vox populi, a questo proposito, sia prodiga di buoni consigli. Di cattivi esempi, sì.
Sul Venerdì del 7 agosto 2020