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Balleremo abbracciati, come due ragazzi

Dalla rubrica QUESTIONI DI CUORE  Le speranze di due innamorati, non più giovani e clandestini, rimasti lontani per la quarantena. Ma decisi a non rinunciare l'uno all'altra
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«Ho una relazione con un uomo sposato, siamo ultrasessantacinquenni e viviamo in comuni diversi. Ci siamo conosciuti quasi 40 anni fa, mi piacque subito al primo sguardo, entrambi con figli piccoli, è durata un po’ con molti sensi di colpa. Poi, negli anni successivi, con intervalli molto lunghi, ci siamo ritrovati e perduti, con rapporti spesso aspri e con incomprensioni. Nel 2019 abbiamo ricominciato a vederci e ci siamo accorti che il rapporto stavolta era molto più sereno, merito forse della non più tenera età. Lo trovo gentile, bello, intelligente, simpatico, spesso ridiamo, l’odore della sua pelle è meraviglioso, per me una droga. Potevamo perderci con la separazione della pandemia invece il nostro rapporto ha fatto un salto di qualità. Telefona due volte al giorno, la sua voce è calda, affettuosa, con una tenerezza nuova. Ci raccontiamo la giornata, i libri che stiamo leggendo, i figli, tutto ci&o…
«Ho una relazione con un uomo sposato, siamo ultrasessantacinquenni e viviamo in comuni diversi. Ci siamo conosciuti quasi 40 anni fa, mi piacque subito al primo sguardo, entrambi con figli piccoli, è durata un po’ con molti sensi di colpa. Poi, negli anni successivi, con intervalli molto lunghi, ci siamo ritrovati e perduti, con rapporti spesso aspri e con incomprensioni. Nel 2019 abbiamo ricominciato a vederci e ci siamo accorti che il rapporto stavolta era molto più sereno, merito forse della non più tenera età. Lo trovo gentile, bello, intelligente, simpatico, spesso ridiamo, l’odore della sua pelle è meraviglioso, per me una droga. Potevamo perderci con la separazione della pandemia invece il nostro rapporto ha fatto un salto di qualità. Telefona due volte al giorno, la sua voce è calda, affettuosa, con una tenerezza nuova. Ci raccontiamo la giornata, i libri che stiamo leggendo, i figli, tutto ciò che sta succedendo ci preoccupa. Nella vita prima del Covid-19 uscivo molto spesso, ma ora non avverto difficoltà a rimanere a casa, certo in alcuni momenti l‘assenza di nostri abbracci mi pesa, ma lo sento vicino a me come mai prima, l’assenza si è trasformata in presenza e ho anche momenti di felicità che mai avrei pensato di avere. Credo che per lui sia la stessa cosa e che questo nostro rapporto ci aiuti anche ad aumentare le nostre difese immunitarie. Ci diciamo che rivedersi sarà molto bello, balleremo un lento abbracciati. Siamo due vecchi pure ridicoli, ma noi spesso ci sentiamo due ragazzi. Andrà tutto bene? Lo spero. Quando ho pensato se ricominciare questa storia ho valutato che ho solo una vita a disposizione, che la strada davanti a noi due non è molto lunga, che non potevo sprecare questa occasione, e visto come stanno andando avanti le cose penso di aver fatto la scelta giusta».
Eva

Pubblico questa lettera con molto ritardo e chiedo scusa alla signora Eva e ai lettori. Per un disguido, essendo stata spedita per posta alla redazione, mi è stata consegnata solo qualche giorno fa. Scritta in piena chiusura, la pubblico lo stesso perché conferma che anche in una situazione difficile, che tanti hanno ritenuto insopportabile, si può sentirsi liberi, sereni, addirittura felici. La lontananza obbligata vi ha liberato dai dissidi che sempre inquinano questo tipo di amore: a cui non si vuole rinunciare ma che non può concretizzarsi. I doveri, le responsabilità mi sembra siano state rispettate per decenni e quindi per sempre. Se nessuno ne è stato ferito, non credo abbia senso, in nome del moralismo e della tradizione, scegliere la rinuncia, la mancanza, il vuoto di affetti. Forse non siete ancora riusciti ad allacciarvi in un tango ma volersi bene davvero, a qualsiasi età, è un tesoro irrinunciabile. Credo che la troppa rabbia che ci circonda nasca proprio dal non aver saputo conservare l’amore.

Sul Venerdì del 21 agosto