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Kim Jong-un: dal 2011 è leader supremo della Corea del Nord  (Getty Images) 

Caricature al potere

Dalla rubrica CONTROMANO. Putin, Kim Jong-un, Trump... Le diaboliche menti criminali della politica e il futuro di un mondo ancora tutto da immaginare
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Stanley Kubrick nel ‘68, a un anno dallo sbarco sulla Luna e in piena speranza nel futuro tecnologico, immaginò che nel 2001 l’uomo sarebbe stato governato dai robot. Nell’82 Ridley Scott ritrae un mondo in cui, sempre una trentina di anni dopo, le macchine avrebbero potuto volare e i replicanti essere così simili agli esseri umani che non si sarebbe riuscito a distinguerli. Steven Spielberg gira nel 1993 Jurassic Park, dove addirittura già nel presente gli scienziati sono in grado di riprodurre dinosauri dal sangue di una zanzara. Andrew Niccol, facendosi più furbo, ha allungato i tempi, girando nel 2011 In Time, ambientandolo nel più lontano 2169.  Ha visto bene di abbandonare gli irriverenti robot per fare spazio all’agognata eterna giovinezza dell’uomo. Vivere all’infinito con la forza dei 25 anni, in contrastocon la realtà che mira ai 110, senza occuparsi delle condizioni acciaccate in cui ci si ar…
Stanley Kubrick nel ‘68, a un anno dallo sbarco sulla Luna e in piena speranza nel futuro tecnologico, immaginò che nel 2001 l’uomo sarebbe stato governato dai robot. Nell’82 Ridley Scott ritrae un mondo in cui, sempre una trentina di anni dopo, le macchine avrebbero potuto volare e i replicanti essere così simili agli esseri umani che non si sarebbe riuscito a distinguerli. Steven Spielberg gira nel 1993 Jurassic Park, dove addirittura già nel presente gli scienziati sono in grado di riprodurre dinosauri dal sangue di una zanzara. Andrew Niccol, facendosi più furbo, ha allungato i tempi, girando nel 2011 In Time, ambientandolo nel più lontano 2169.  Ha visto bene di abbandonare gli irriverenti robot per fare spazio all’agognata eterna giovinezza dell’uomo. Vivere all’infinito con la forza dei 25 anni, in contrastocon la realtà che mira ai 110, senza occuparsi delle condizioni acciaccate in cui ci si arriva.

Oggi siamo nel 2020 e i nostri computer, belli e veloci per carità, non hanno niente a che vedere con l’immaginazione di Philip K. Dick o Michael Crichton. In compenso abbiamo inventato Google, dove si discute di scemenze, si insulta il prossimo evitando il rischio di un cazzotto o si creano miti come Chiara Ferragni, più celebrata sui social di Emily Dickinson. Non sarà un caso che in passato anche la politica più criminale avesse menti diaboliche ma sagaci, mentre oggi la maggioranza è formata da caricature ridicole che annaspano nel sogno di vecchi ideali. Da un lato una bizzarra rincorsa al comunismo, che ha già distrutto Paesi interi, come la Corea del Nord, grazie
a Kim Jong-un, o la Bielorussia, dove Alexander Lukashenko ha promesso guarigioni dal Covid con il duro lavoro e molta vodka, per non parlare di Vladimir Putin, lo Zar, o dei cinesi che sventolano la bandiera rossa in faccia a miliardi di poveracci. L’altra parte del mondo ha scelto il negazionismo di Donald Trump, per il quale coronavirus e riscaldamento del Pianeta sono solo problemi secondari. Primo seguace fra tutti, Jair Bolsonaro, nella versione ancora più semplicistica da curva Sud.

Nel nostro Paese, la genialità di Berlusconi è stata anticipare i tempi creando una televisione talmente bolsa da distruggere l’Italia e le sue menti.  I programmi televisivi sono diventati un’escrescenza della pubblicità, annullando ogni salutare differenza nel mare dell’audience, per cui tutto è uguale a tutto, e lasciando che la gente cresca o invecchi rimbecillendo davanti a un elettrodomestico. Come inevitabile conseguenza, la nazione gli ha restituito in cambio l’onore di essere oggi all’ultimo posto in Europa per livello di istruzione. La nuova politica dovrà prendere atto che i problemi esistono davvero e occorre affrontarli al più presto. Le pandemie, i disastri ambientali, le risorse idriche. Prendere o meno in considerazione questi temi, segnerà il nostro futuro.

Sul Venerdì del 21 agosto 2020