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I protagonisti del Delitto del bitter (1962): l’omicida Renzo Ferrari, l’ex amante Renata Lualdi, la vittima
(e marito di lei) Tranquillo Allevi. 

Lui, lei, l'altro. E un bitter al veleno

BRUTTE STORIE Un delitto "ingenuo" nell'Italia degli anni Sessanta
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Crescendo si impara, si diventa anche più attenti: in una parola, si matura. O almeno così dovrebbe essere. Vale per gli individui, vale per i Paesi e per la gente, e vale anche per i fatti criminali.

Adesso diffidiamo di quello che ci arriva – a casa o nel computer – non richiesto e accompagnato da promesse esagerate, e quasi mai ci infiliamo in bocca qualcosa di cui non conosciamo provenienza o valori nutrizionali certificati. Ma nel 1962 gli italiani sono ancora ingenui, o almeno lo è il signor Tranquillo Allevi, detto Tino, che un giorno riceve un pacchetto raccomandato con dentro una bottiglietta. Bitter Analcolico San Pellegrino, dice l’etichetta, e c’è anche una lettera che invita a provarlo. Un’indagine a campione, che al signor Tino, grossista di formaggi di Arma di Taggia, in provincia di Imperia, fa pensare anche all’opportunità di proporsi come rappresentante, quando un incaricato della San Pellegrino …
Crescendo si impara, si diventa anche più attenti: in una parola, si matura. O almeno così dovrebbe essere. Vale per gli individui, vale per i Paesi e per la gente, e vale anche per i fatti criminali.

Adesso diffidiamo di quello che ci arriva – a casa o nel computer – non richiesto e accompagnato da promesse esagerate, e quasi mai ci infiliamo in bocca qualcosa di cui non conosciamo provenienza o valori nutrizionali certificati. Ma nel 1962 gli italiani sono ancora ingenui, o almeno lo è il signor Tranquillo Allevi, detto Tino, che un giorno riceve un pacchetto raccomandato con dentro una bottiglietta. Bitter Analcolico San Pellegrino, dice l’etichetta, e c’è anche una lettera che invita a provarlo. Un’indagine a campione, che al signor Tino, grossista di formaggi di Arma di Taggia, in provincia di Imperia, fa pensare anche all’opportunità di proporsi come rappresentante, quando un incaricato della San Pellegrino lo contatterà per sapere cosa ne pensa.   
 
Così il signor Tino fa le cose per bene, invita due amici e insieme assaggiano il bitter. Buono, un po’ amaro, forse troppo: i due amici finiscono all’ospedale, mentre il signor Tino, che ne ha bevuto di più, muore avvelenato da una pesante dose di stricnina. Ma se in quei primi anni 60 le vittime sono ancora ingenue, per fortuna lo sono anche i colpevoli. Per quello che passerà alla storia della cronaca nera come il Delitto del bitter, verrà condannato all’ergastolo l’ex amante della moglie del signor Tino, il dottor Renzo Ferrari, che fa il veterinario in un paese vicino a Novara. Lui continuerà a proclamarsi innocente, ma per i carabinieri e la magistratura ha seminato troppi indizi. Ha comprato sei fiale di stricnina da una farmacia proprio due giorni prima, è stato a Milano quando il pacchetto è stato spedito proprio da lì, e soprattutto in quanto vicesindaco del paese utilizza la macchina da scrivere del Comune, una Lexicon 80 carrello lungo che le perizie indicano come quella usata per scrivere il bigliettino-trappola che accompagnava il bitter avvelenato.

Va bene, forse oggi non ci berremmo la prima bottiglietta arrivata per posta. E sicuramente le indagini scientifiche sugli avvelenamenti hanno fatto passi da gigante da quando il professor Boerhaave cominciò a studiarli all’Università di Leida ai primi del ‘700, o dal processo a Mary Blandy, che nel 1752 venne condannata in Inghilterra sulla base di prove scientifiche presentate per la prima volta in un tribunale. Ma anche gli avvelenatori si sono evoluti producendo tecniche e sostanze che Sherlock Holmes non riuscirebbe più a riconoscere dal classico odore di mandorle amare, come succede sempre nei romanzi gialli. Spray al polonio, bevande al tallio, microscopici proiettili alla ricina sparati dalla punta di un ombrello, o qualcosa di ancora sconosciuto, forse versato dentro un tè bevuto all’aeroporto.

Altro che un bitter alla stricnina spedito per posta.

Sul Venerdì del 28 agosto 2020