Siate uomini adulti: le storie finiscono
Natalia Aspesi , di NATALIA ASPESIDalla rubrica QUESTIONI DI CUORE Il rimpianto di un amore perduto nasconde spesso l'incapacità di crescere
"Trent’anni o poco più, un lavoro eticamente valido che mi permette di campare, una convivenza che mi aiuta a stare meglio insieme alla passione per la musica che mi riempie. So di avere tutte le carte in regola per essere soddisfatto, so anche che mi pentirò di non esserlo stato riguardando questo presente nel futuro. Eppure? Eppure sono incastrato da una idea d’amore finito ormai da tanto, quanto è durata la storia (cinque anni). Continuo alternativamente a odiare e amare l’oggetto del sentimento. Ho provato ad andare da svariati consulenti, la più brava mi ha incoraggiato a scrivere un libricino che mi ha portato a elaborare ma non superare. Quando l’ho consegnato alla protagonista dello scritto, lei come risposta mi ha comunicato che si sarebbe sposata con una persona che, per quanto so, non ama, o almeno così mi ha detto le poche volte che ha avuto il coraggio di vedermi e toccarmi. Ho provato a ricercare quel sentim…
"Trent’anni o poco più, un lavoro eticamente valido che mi permette di campare, una convivenza che mi aiuta a stare meglio insieme alla passione per la musica che mi riempie. So di avere tutte le carte in regola per essere soddisfatto, so anche che mi pentirò di non esserlo stato riguardando questo presente nel futuro. Eppure? Eppure sono incastrato da una idea d’amore finito ormai da tanto, quanto è durata la storia (cinque anni). Continuo alternativamente a odiare e amare l’oggetto del sentimento. Ho provato ad andare da svariati consulenti, la più brava mi ha incoraggiato a scrivere un libricino che mi ha portato a elaborare ma non superare. Quando l’ho consegnato alla protagonista dello scritto, lei come risposta mi ha comunicato che si sarebbe sposata con una persona che, per quanto so, non ama, o almeno così mi ha detto le poche volte che ha avuto il coraggio di vedermi e toccarmi. Ho provato a ricercare quel sentimento in tutti i rapporti successivi, facendoli naufragare miseramente, quello attuale procede solo grazie alla tenacia della controparte. Il mio ideale d’amore rimane sempre legato a quella immagine di noi. L’unica idea che mi rasserena è pensare che in un qualche universo parallelo il nostro noi continua a essere felice e sereno, quegli anni di quiete perdurano e il sacrificio di questa vita è solo il prezzo da pagare per la soddisfazione nell’altra. Esiste un modo sano per uscirne prima che le mie dipendenze e i miei eccessi, nutriti in maniera ossessiva dopo l’abbandono doloroso e rocambolesco, distruggano se non il mio fisico, sicuramente la mia psiche?"
Personal Ego
Quando è iniziata la vostra storia lei, e immagino la sua ragazza, avevate vent’anni, ora ne avete trenta: eravate ragazzi, ora siete un uomo e una donna. Nessuno dei due oggi è quello di un tempo, perché si diventa adulti, si cambia. Non voglio fare psicologie spicciole ma sospetto che lei, non staccandosi da quell’esperienza finita, rimpianga soprattutto la sua giovinezza, l’irresponsabilità di quel tempo, la grazia irripetibile del primo risveglio d’amore. Non so cosa voglia dire una fine rocambolesca, ma si tratta comunque di una fine. Una fine che non ha deciso lei ma la sua ragazza, e questa è un’altra cosa che gli uomini fanno fatica ad accettare, come ci racconta troppo spesso la cronaca criminale. Ma voi uomini non siete i più forti, non sapete accettare una sconfitta, continuate, mi scusi, a importunare chi ha scelto un’altra vita senza consultarvi, rovinate la vostra (e quella di chi malauguratamente vi sta vicino, incolpevole): perché non siete in grado di diventare adulti? Perdoni la mia crudeltà, ma temo che questo suo sogno di rimettervi insieme in un fantomatico aldilà le serva per non dover affrontare la realtà, e quella tigna amorosa per giustificare i suoi eccessi distruttivi indicando un colpevole.
Sul Venerdì del 4 settembre 2020
Personal Ego
Quando è iniziata la vostra storia lei, e immagino la sua ragazza, avevate vent’anni, ora ne avete trenta: eravate ragazzi, ora siete un uomo e una donna. Nessuno dei due oggi è quello di un tempo, perché si diventa adulti, si cambia. Non voglio fare psicologie spicciole ma sospetto che lei, non staccandosi da quell’esperienza finita, rimpianga soprattutto la sua giovinezza, l’irresponsabilità di quel tempo, la grazia irripetibile del primo risveglio d’amore. Non so cosa voglia dire una fine rocambolesca, ma si tratta comunque di una fine. Una fine che non ha deciso lei ma la sua ragazza, e questa è un’altra cosa che gli uomini fanno fatica ad accettare, come ci racconta troppo spesso la cronaca criminale. Ma voi uomini non siete i più forti, non sapete accettare una sconfitta, continuate, mi scusi, a importunare chi ha scelto un’altra vita senza consultarvi, rovinate la vostra (e quella di chi malauguratamente vi sta vicino, incolpevole): perché non siete in grado di diventare adulti? Perdoni la mia crudeltà, ma temo che questo suo sogno di rimettervi insieme in un fantomatico aldilà le serva per non dover affrontare la realtà, e quella tigna amorosa per giustificare i suoi eccessi distruttivi indicando un colpevole.
Sul Venerdì del 4 settembre 2020