Invidia e brividi per una coppia perfetta
Natalia Aspesi , di NATALIA ASPESIQUESTIONI DI CUORE. "Trent'anni senza mai uscire senza di lei": la lettera d'amore di un marito
"Sono trent’anni di matrimonio. Trent’anni sempre insieme, mai più uscito senza di lei. Non mi viene, sarebbe spaesante, vertigine sgradevole. A parte recarmi al lavoro, naturalmente. Mi creda, mai visto due persone con gusti e idee più affini. Quanta gioia, quanta reciproca soddisfazione tratta dal coltivare i nostri piccoli hobbies. Sapesse la sua dedizione nei miei confronti, come e più di una moglie. Di una madre oserei dire. In tutti questi anni mia moglie ha fatto di me una persona molto migliore di come ero prima di incontrarla, e lo ha fatto con i suoi consigli, le sue cure. Di me non ho molto da dire, come vede. Sarà mia moglie, se lo vorrà, a giudicare Le mie azioni. Immagino a volte cosa rimarrebbe delle nostre vite se un giorno uno dei due venisse a mancare. Potrei suggerirle due immagini, allegorie prese banalmente in prestito da qualche film. Per me il sole che si spegne, un inverno perpetuo, cupo e glaciale; il suono d…
"Sono trent’anni di matrimonio. Trent’anni sempre insieme, mai più uscito senza di lei. Non mi viene, sarebbe spaesante, vertigine sgradevole. A parte recarmi al lavoro, naturalmente. Mi creda, mai visto due persone con gusti e idee più affini. Quanta gioia, quanta reciproca soddisfazione tratta dal coltivare i nostri piccoli hobbies. Sapesse la sua dedizione nei miei confronti, come e più di una moglie. Di una madre oserei dire. In tutti questi anni mia moglie ha fatto di me una persona molto migliore di come ero prima di incontrarla, e lo ha fatto con i suoi consigli, le sue cure. Di me non ho molto da dire, come vede. Sarà mia moglie, se lo vorrà, a giudicare Le mie azioni. Immagino a volte cosa rimarrebbe delle nostre vite se un giorno uno dei due venisse a mancare. Potrei suggerirle due immagini, allegorie prese banalmente in prestito da qualche film. Per me il sole che si spegne, un inverno perpetuo, cupo e glaciale; il suono della mia voce che rimbomba, i pensieri pesanti come macigni. Capitasse a mia moglie, mi figuro la scena. Minuta, vista un po’ dall’alto, da sola davanti alla tv. Con il telecomando in mano che parla tra sé, commentando il telefilm della sera, come se io fossi ancora vicino a lei. Per me che ci credo, non vorrei essere “nei panni” di Nostro Signore. Un Dio che si prenderà la responsabilità di sottoporre uno dei due a uno strazio simile. Sono conscio che parte di quanto ho scritto non è razionale. Dalle allegorie da pellicola di serie B, allo struggersi sulla caducità della vita, condizione naturale ed ineluttabile. Ma volevo descriverle quello che è accaduto, ciò che sento. E dedicarlo a mia moglie".
Luciano Dania, Torino
Mi vengono i brividi, primo perché è impossibile non provare un po’ o molta invidia per questo essere meravigliosamente coppia, credo che sia difficile sognarlo persino nel momento in cui si pronuncia il sì; secondo, perché lei si guasta tutta questa felicità pensando a quando uno dei due non ci sarà più. Mi permetta nella mia invincibile ma, le giuro, bonaria ironia, immaginare da come lei si esprime che forse quella che da sola se la caverebbe con meno strazio è la sua compagna. Insomma, veda lei. Intanto la ringrazio molto di questo inno all’amore coniugale piuttosto raro dopo trent’anni di vita insieme: magari si è soddisfatti, si è grati una all’altro, si sta bene insieme, ma quella luce d’amore si è un po’ attenuata. Per voi no, mi auguro che la vostra gioia non scateni gli haters, a meno che per loro una coppia che non si odia debba per forza essere disperata.
Sul Venerdì del 2 ottobre 2020
Altre Questioni di cuore
Luciano Dania, Torino
Mi vengono i brividi, primo perché è impossibile non provare un po’ o molta invidia per questo essere meravigliosamente coppia, credo che sia difficile sognarlo persino nel momento in cui si pronuncia il sì; secondo, perché lei si guasta tutta questa felicità pensando a quando uno dei due non ci sarà più. Mi permetta nella mia invincibile ma, le giuro, bonaria ironia, immaginare da come lei si esprime che forse quella che da sola se la caverebbe con meno strazio è la sua compagna. Insomma, veda lei. Intanto la ringrazio molto di questo inno all’amore coniugale piuttosto raro dopo trent’anni di vita insieme: magari si è soddisfatti, si è grati una all’altro, si sta bene insieme, ma quella luce d’amore si è un po’ attenuata. Per voi no, mi auguro che la vostra gioia non scateni gli haters, a meno che per loro una coppia che non si odia debba per forza essere disperata.
Sul Venerdì del 2 ottobre 2020
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