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(ansa)

Il M5S senza bussola si appresta a nominare un direttorio. Che rischia di diventare una commissione liquidatrice

Il Movimento è in crisi da quasi due anni. Venuti meno i ruoli indentitari di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, la struttura si è indebolita. Il pericolo è che gli Stati generali siano solo un espediente per rimandare la scissione
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Da mesi sta andando in scena la grande finzione del Movimento 5Stelle. Ed ora siamo agli atti finali. L'ipocrisia si concentra tutta nella frase che parossisticamente tutti i suoi dirigenti ripetono: decidono gli iscritti. A parte che il numero dei militanti da quando i famigerati meet up sono stati chiusi è drasticamente calato, far credere che una forma primitiva e non democraticamente garantita di assemblearismo possa risolvere i problemi strutturali di un partito - perché il Movimento è ormai un partito - è un'illusione.  Anche perché l'M5S fin dalla sua nascita è stato in Italia il soggetto politico più leaderistico in assoluto. Se si esce dalle banalità e dalle ipocrisie di questa fase, si deve ammettere che fino a due anni fa Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio comandavano e basta. Ogni scelta, anche quelle poi ratificate sulla piattaforma Rousseau, era pilotata o orientata con determinazione dai due &qu…
Da mesi sta andando in scena la grande finzione del Movimento 5Stelle. Ed ora siamo agli atti finali. L'ipocrisia si concentra tutta nella frase che parossisticamente tutti i suoi dirigenti ripetono: decidono gli iscritti. A parte che il numero dei militanti da quando i famigerati meet up sono stati chiusi è drasticamente calato, far credere che una forma primitiva e non democraticamente garantita di assemblearismo possa risolvere i problemi strutturali di un partito - perché il Movimento è ormai un partito - è un'illusione.  Anche perché l'M5S fin dalla sua nascita è stato in Italia il soggetto politico più leaderistico in assoluto. Se si esce dalle banalità e dalle ipocrisie di questa fase, si deve ammettere che fino a due anni fa Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio comandavano e basta. Ogni scelta, anche quelle poi ratificate sulla piattaforma Rousseau, era pilotata o orientata con determinazione dai due "fondatori". Ma, del resto, questa tendenza si è acuita negli ultimi venti anni in tutti i partiti.

Venuti meno per motivi diversi i ruoli identitari e unificanti dei due leader, il Movimento si è ritrovato senza bussola. Condizione aggravata dalla circostanza che la sua natura politica è rimasta indistinta. Quell'affannarsi a dichiararsi né di destra né di sinistra invece che rafforzare ha indebolito la struttura pentastellata: senza capi e senza direzione. I grillini non sanno cosa sono. La protesta li ha uniti, il governo li ha divisi perché non c'è nulla di condiviso che cementi le loro diverse convinzioni.

L'M5S è in crisi da quasi due anni. I suoi consensi sono verticalmente in calo ovunque. Come rilevato da tutti gli studi al riguardo, perde più voti nelle aree del Paese che hanno governato a partire dal 2016. Persino nella strabiliante vittoria del 2018, nelle città di Roma Torino e Livorno - con sindaci grillini - la loro crescita è stata inferiore al resto del Paese.

In questa situazione la strada di eleggere agli Stati Generali di novembre un direttorio, è solo un modo per non scegliere. Uno stratagemma per evitare che la guerra interna tra correnti non sia immediatamente esiziale. Un espediente per rimandare il rischio scissione inseguito da Davide Casaleggio (figlio di Gianroberto e in questa fase preoccupato soprattutto dei contributi persi dalla "sua" piattaforma Rousseau) e da Alessandro Di Battista. E' un semplice tirare a campare. L'M5S è il principale gruppo in Parlamento, la forza di governo maggiore. Nei prossimi mesi deve partecipare alla elaborazione di una strategia per affrontare ancora la pandemia e l'uso del Recovery Fund. In primavera ci sarà la decisiva tornata di elezioni comunali (Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli). Pochi mesi dopo il Parlamento sarà chiamato a eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. E i grillini pensano di affrontare tutti questi impegni senza aver davvero chiarito cosa sono e soprattutto senza un capo politico che sia la faccia del Movimento ed il suo esecutore? E' come nominare una commissione liquidatrice.