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Marco Canale, condannato per l’omicidio di Patrizio Bovi ed Elisa Marafini avvenuto a Cori, in provincia di Latina, nel 1997 (Ansa) 

Due fidanzatini e 175 coltellate

BRUTTE STORIE. Cori 1997 come Lecce 2020: perché tanta ferocia?
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Succede a Cori, in provincia di Latina, nel marzo del 1997. Il padre di Elisa e un amico di Patrizio, il suo fidanzato, preoccupati dal fatto che non rispondono alla porta e al telefono, prendono una scala ed entrano nell’appartamento di lui.

La parola massacro può avere tante accezioni, ma quello che si offre alla loro vista le comprende tutte. Elisa è stesa sul pavimento della camera da letto, Patrizio su quello del bagno. Li hanno uccisi a coltellate, ma quello che fa capire fisicamente, o meglio, matematicamente, la violenza che li ha investiti è il numero dei colpi che hanno subìto. Patrizio di coltellate ne ha prese 51. Elisa 124.

Su tutto il corpo, ferite da difesa, che si subiscono quando si alzano le braccia per difendersi, e quelle inferte anche dopo, quando la vittima non si muove più. Un uragano di violenza che ha investito due ragazzi, 17 anni lei, 23 lui, che da quel momento vengono consegnati all’immortalità della …
Succede a Cori, in provincia di Latina, nel marzo del 1997. Il padre di Elisa e un amico di Patrizio, il suo fidanzato, preoccupati dal fatto che non rispondono alla porta e al telefono, prendono una scala ed entrano nell’appartamento di lui.

La parola massacro può avere tante accezioni, ma quello che si offre alla loro vista le comprende tutte. Elisa è stesa sul pavimento della camera da letto, Patrizio su quello del bagno. Li hanno uccisi a coltellate, ma quello che fa capire fisicamente, o meglio, matematicamente, la violenza che li ha investiti è il numero dei colpi che hanno subìto. Patrizio di coltellate ne ha prese 51. Elisa 124.

Su tutto il corpo, ferite da difesa, che si subiscono quando si alzano le braccia per difendersi, e quelle inferte anche dopo, quando la vittima non si muove più. Un uragano di violenza che ha investito due ragazzi, 17 anni lei, 23 lui, che da quel momento vengono consegnati all’immortalità della cronaca nera col nome di “fidanzatini di Cori”.

Le indagini partono e dopo una serie di ipotesi che coinvolgono diverse persone, si appuntano su un amico di Patrizio, Marco. A inchiodarlo sono alcune piccole macchie di sangue di Elisa e Patrizio che si trovano sui suoi pantaloni. Marco dice che è entrato in casa, li ha trovati così, si è spaventato ed è scappato via, sporcandosi. Ma i tempi delle sue dichiarazioni e dell’alibi che produce non tornano con le testimonianze dei vicini e di chi lo ha visto in giro. C’è anche un dettaglio sonoro che contribuisce a stabilire gli orari: musica assordante che viene dall’interno dell’appartamento e che si interrompe all’improvviso. E infatti quando i carabinieri entrano in casa e riattivano la corrente elettrica che era staccata, parte un muro sonoro che li fa sobbalzare come in un film dell’orrore. Serviva, dicono, a coprire un litigio per motivi di droga tra Patrizio e Marco, con Elisa, di sotto, che non avrebbe dovuto sentire. Marco si prende trent’anni, confermati in Cassazione.

Centosettantacinque coltellate. Sembra impossibile anche pensarlo, di alzare e abbassare il braccio così tante volte, e figuriamoci in quella circostanza, eppure accade. Si chiama overkilling e dipende da tanti fattori. Uno di questi ha a che fare con l’immaginario che gira attorno all’omicidio. Abituati ai film di una volta, in cui chi veniva colpito si accasciava lentamente senza un lamento, o anche da quelli successivi in cui la violenza è maggiore ma immediatamente definitiva, o ai videogame sparatutto, dove i colpi sono tanti ma seguono una logica di stereotipato annichilimento, vedere che la vittima invece non cade, che reagisce, urla e tutto il resto spiazza l’assassino e lo trascina in una ipnotica e disperata coazione a ripetere.

Perché gli omicidi, sia nella finzione che nella realtà, soprattutto questo sono: violenza. Che sia quella che ha investito “i fidanzatini di Cori”, o quella, pianificata sui bigliettini, che ha ucciso, pochi giorni fa, i “fidanzati di Lecce”.

Elisa e Patrizio. Eleonora e Daniele.

Sul Venerdì del 9 ottobre 2020

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