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Michelangelo Buonarroti, Bruto (1539) 

L’Alfa e l’Omega dI casa Buonarroti

Speciale Arte L’esposizione di Genova smentisce il luogo comune che vorrebbe Michelangelo uomo solitario e scontroso
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La mostra Michelangelo divino artista nasce da Casa Buonarroti di Firenze, a conferma della centralità assoluta nella cultura italiana del nostro tempo di questa istituzione che conserva opere, documenti, oggetti, testimonianze archivistiche di incomparabile valore per una conoscenza vera e capillare del sommo maestro.

L'esposizione è divisa in dieci sezioni che, avvalendosi anche di apparati multimediali, coprono tutta la lunghissima vita del Buonarroti. Curata da Cristina Acidini, massima specialista e attuale direttrice di Casa Buonarroti con Alessandro Cecchi e Elena Capretti, la mostra contiene l'Alfa (la giovanile Madonna della Scala) e l'Omega (il tardissimo Crocifisso ligneo dello scultore quasi novantenne) di Casa Buonarroti, ed è incentrata sugli incontri e le amicizie tra Michelangelo e una infinità di insigni personaggi  del suo tempo. Basti pensare ai papi con cui collaborò, due dei quali (Leone X e Clemente VII, di sti…
La mostra Michelangelo divino artista nasce da Casa Buonarroti di Firenze, a conferma della centralità assoluta nella cultura italiana del nostro tempo di questa istituzione che conserva opere, documenti, oggetti, testimonianze archivistiche di incomparabile valore per una conoscenza vera e capillare del sommo maestro.

L'esposizione è divisa in dieci sezioni che, avvalendosi anche di apparati multimediali, coprono tutta la lunghissima vita del Buonarroti. Curata da Cristina Acidini, massima specialista e attuale direttrice di Casa Buonarroti con Alessandro Cecchi e Elena Capretti, la mostra contiene l'Alfa (la giovanile Madonna della Scala) e l'Omega (il tardissimo Crocifisso ligneo dello scultore quasi novantenne) di Casa Buonarroti, ed è incentrata sugli incontri e le amicizie tra Michelangelo e una infinità di insigni personaggi  del suo tempo. Basti pensare ai papi con cui collaborò, due dei quali (Leone X e Clemente VII, di stirpe medicea) da lui conosciuti e frequentati da ragazzi, amici della vita quotidiana.

Buonarroti ha ancora fama di essere stato un solitario, una sorta di scontrosa monade, e la mostra opportunamente sgombra il campo da questo antico luogo comune, dimostrando con dovizia di opere e documenti come Michelangelo sia stato uomo di relazioni, di conoscenze ai massimi livelli della società del tempo, accorto e disponibile anche se, per molti versi, reticente e segreto.

Una mostra su Michelangelo non può non fare i conti con l'insormontabile difficoltà del reperimento di opere realmente importanti da esporre,  e tuttavia va detto come questa consegua in tal senso un risultato apprezzabilissimo: capolavori assoluti non mancano, primo fra tutti il meraviglioso disegno della Cleopatra, databile 1535, anch'esso proprietà di Casa Buonarroti, opera finitissima di un genio passato alla storia come maestro del "non finito".

Non mancano anche opere collaterali, non della mano del maestro ma riprese da suoi modelli celebrati già in antico, tra cui spicca qui un magnifico busto di Bruto, esposto per la prima volta, che ripete quello notissimo del Bargello, individuato da Silvia Danesi Squarzina, cui si deve anche la scoperta del superbo Cristo Redentore di Bassano Romano, probabile prima versione poi rielaborata del Cristo della Minerva.

Sul Venerdì del 9 ottobre 2020

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