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Giuseppe De Curtis, Sogno a Venezia (1890) 

Napoli fin de siècle, capitale rifiorita

Speciale Arte A cavallo tra Ottocento e Novecento la città visse anni di grande fermento culturale. E trionfò il Liberty
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Non era facile reinventarsi, per una città non più capitale e falcidiata dal colera. Eppure Napoli ce l’ha fatta: tra fine Ottocento e inizi Novecento è diventata addirittura una delle capitali culturali d’Europa. Allora soffiava un vento nuovo per il continente, fatto di fiducia nel progresso e di un’arte diversa, bella e pratica. N’aria ‘e primmavera, da un verso della poesia Marzo di Salvatore di Giacomo che dà il titolo alla mostra a Palazzo Zevallos Stigliano. Un’arte che integrava le arti maggiori con le quelle decorative, tesa ad abbellire i luoghi di vita della borghesia emergente. Art Nouveau, si chiamava, o Liberty o Stile floreale.

A Napoli è “fiorita” in forme originali e sorprendenti, e la mostra le racconta dialogando con uno dei luoghi Liberty per eccellenza della città, il salone del palazzo stesso. Perché Napoli non è diventata solo una città moderna con amp…
Non era facile reinventarsi, per una città non più capitale e falcidiata dal colera. Eppure Napoli ce l’ha fatta: tra fine Ottocento e inizi Novecento è diventata addirittura una delle capitali culturali d’Europa. Allora soffiava un vento nuovo per il continente, fatto di fiducia nel progresso e di un’arte diversa, bella e pratica. N’aria ‘e primmavera, da un verso della poesia Marzo di Salvatore di Giacomo che dà il titolo alla mostra a Palazzo Zevallos Stigliano. Un’arte che integrava le arti maggiori con le quelle decorative, tesa ad abbellire i luoghi di vita della borghesia emergente. Art Nouveau, si chiamava, o Liberty o Stile floreale.

A Napoli è “fiorita” in forme originali e sorprendenti, e la mostra le racconta dialogando con uno dei luoghi Liberty per eccellenza della città, il salone del palazzo stesso. Perché Napoli non è diventata solo una città moderna con ampi viali, bei palazzi, caffè e negozi alla moda, ma ha vissuto una stagione culturale intensa con la fondazione del quotidiano Il Mattino, la nascita di circoli artistici, librerie, case editrici, cinema, i café chantant con le loro “sciantose”, e l’esplosione della canzone napoletana. La mostra va però al cuore del Liberty napoletano con le sue avanguardie artistiche, a partire da Felice Casorati che qui dipinse i suoi primi capolavori, e soprattutto con le arti applicate: la ceramica, e poi l’arte dei mobili a intarsio, e quella gioielleria che con la Scuola di Torre del Greco seppe lavorare coralli e pietre dure in forme così raffinate e moderne da diventare famosa nel mondo. Artisti di fama internazionale convergevano a Napoli per realizzare indimenticabili manifesti pubblicitari per industrie, manifatture e negozi. Insomma, Napoli come Parigi, o quasi.

Sul Venerdì del 9 ottobre 2020

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