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Luigi Lo Cascio e Alba Rohrwacher in una scena del film Lacci diretto da Daniele Luchetti 

La forza dei legami

PSYCHO Un film che parla dei "Lacci" e del loro movimento. Che serve a unire ma può stringere fino a strangolare o slegare fino a liberare
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Ho guardato Lacci continuando a pensare ai richiami di questa parola poco usata. L’etimo, per esempio, che è lo stesso di lazo, quindi cappio che cattura, laccio scorsoio. E poi le stringhe delle scarpe, che allacciarsele è un’arte di famiglia, un legame d’infanzia (come lo fai, chi te l’ha insegnato, perché l’hai dimenticato), un movimento che ci accompagna per tutta la vita: sciogliere e stringere, chinarsi e camminare.

C’è chi ha le stringhe sempre lente e chi invece è troppo legato, a partire dalle scarpe. Il laccio è anche emostatico, perché ferma il sangue: un bene se argina l’emorragia, un male se blocca la circolazione. Emostatico è anche il laccio che prepara l’iniezione drogata, come lo sono certi lacci relazionali, vincoli di dipendenza patologica. L’amicizia si allaccia come una cintura di sicurezza e tutte le coppie si allacciano nella lotta e nella danza. &ldquo…
Ho guardato Lacci continuando a pensare ai richiami di questa parola poco usata. L’etimo, per esempio, che è lo stesso di lazo, quindi cappio che cattura, laccio scorsoio. E poi le stringhe delle scarpe, che allacciarsele è un’arte di famiglia, un legame d’infanzia (come lo fai, chi te l’ha insegnato, perché l’hai dimenticato), un movimento che ci accompagna per tutta la vita: sciogliere e stringere, chinarsi e camminare.

C’è chi ha le stringhe sempre lente e chi invece è troppo legato, a partire dalle scarpe. Il laccio è anche emostatico, perché ferma il sangue: un bene se argina l’emorragia, un male se blocca la circolazione. Emostatico è anche il laccio che prepara l’iniezione drogata, come lo sono certi lacci relazionali, vincoli di dipendenza patologica. L’amicizia si allaccia come una cintura di sicurezza e tutte le coppie si allacciano nella lotta e nella danza. “Laccio d’amore”, in araldica, è un tipo di cordone, di solito dorato, fatto di piccoli e grandi nodi intrecciati.

Tutte queste figure di legame sono altrettanti momenti di lettura per i Lacci che Daniele Luchetti, dal romanzo di Domenico Starnone, ha portato sullo schermo. Lacci di fedeltà, di memoria, di famiglia; voglia di slacciarli, paura di scioglierli, nostalgia di riannodarli, dovere di mantenerli. Come fossero voti.

Lacci parla dei legami (essere mariti, mogli, amanti, genitori, figli) e del loro movimento che serve a unire ma può stringere fino a strangolare o slegare fino a liberare. La psicoanalisi di Bion chiama “attacco al legame” una modalità con cui la mente aggredisce i suoi stessi processi e frantuma le relazioni tra le cose, i pensieri, gli affetti, le persone. È l’intreccio mentale dei lacci a determinare la tenuta del nodo. Quanto ai tradimenti, quelli buoni portano libertà consapevoli, quelli cattivi producono rancori immobili.   

Sul Venerdì del 16 ottobre 2020

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