Il Venerdì

Ho sessant'anni e non sono mai stato così bene

QUESTIONI DI CUORE Altro che baratro: la vita a questa età riserva ancora incredibili sorprese
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"Vorrei rispondere alla lettera di “un quasi sessantenne“ deluso, sconsolato e provato dalla vita che parla dei 60 anni come del baratro nel quale una volta entrati rimane solo la morte! Non so come ci sia arrivato in questo stato alla sua età, ma io ci sono quasi e quindi sono coetaneo dello scrivente. E devo dirgli che non sono mai stato così bene. Dopo i 40, entrato nei 50, ho iniziato una vita che non avrei mai potuto sognare. Certo ho fatto sempre sport, non fumo, bevo molto poco e solo di qualità, per cui il mio stato fisico è molto buono e ciò mi permette di avere una vita, anche quella sessuale, molto appagante: ci sono un sacco di signore che cercano, dopo aver “parcheggiato” il consorte sul divano con telecomando in mano, una persona con cui trascorrere delle giornate liete e non soltanto a letto, è molto bello anche visitare un museo, vedere insieme un film, un tramonto, in una parola vivere gli anni che la vita ci regala in più oltre la gioventù. Bisogna investire da giovani e incassare da “grandi”. Aggiungo che non sono ricco e che ho grosse difficoltà a lavorare, e quando ciò avviene non sono neanche pagato bene, quindi non è una vita agiata la mia, ma ciò non mi impedisce di viverla al massimo delle mie possibilità. Sono sposato, ma la moglie, dopo tre figli ormai grandi e una carriera appagante, si è seduta, pensa a cosa farà una volta in pensione, in attesa della fine. Ed è ormai totalmente disinteressata a me, figuriamoci al sesso... Magari ci fosse un bagliore che potesse rischiarare le tenebre, calate da molto tempo. Per cui, quasi sessantenne vivi, esci, incontra, e vedrai che sarai sorpreso dalla vita che alla nostra età può ancora regalare sorprese incredibili".
Gennaro de Landis

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Credo che non sia l’età a deprimere il quasi sessantenne, ma la depressione ad avvilire la sua età. Se fosse capitato a me, sarebbero trent’anni che vivo infelice in attesa della morte: troppo mi pare, infatti non ci penso ancora. Non è il racconto dei suoi magnifici anni che può consolare quell’uomo, che avrebbe bisogno di aver vicino una persona che dia un senso alla sua vita o semplicemente di un antidepressivo. Ma si vive anche in un tempo in cui l’esaltazione della giovinezza, se possibile acerba quasi solo a fini commerciali, deprima credo anche i giovani stessi, costretti a pensare a una vita piena brevissima, mentre mai come adesso si arriva ai 100 anni. Per un uomo e per moltissime donne, i sessant’anni sono gli anni più belli (almeno lo sono stati per me), maturi, consapevoli, forti, di sapiente attrattiva se non sei, e lo dico alle donne, una che ha cominciato vent’anni prima a farsi tirare da ogni parte. Quanto a lei mi fa piacere che si senta sereno, che si sia premunito da giovane mantenendosi sano, che piaccia alle signore con un marito in parcheggio. Mi auguro che sua moglie, che lei descrive come una donna di valore, abbia parcheggiato lei, che non sa di esserlo, e come è giusto se la spassi con qualche persona cui piacciono persino i musei.

Sul Venerdì del 6 novembre 2020