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Hell Raton: la musica è una cura. E una via di fuga

Hell Raton (Manuel Zappadu), 30 anni, rapper, discografico di rapper, producer e ora giudice di "X-Factor" 
A trent’anni è uno dei più grandi produttori e talent scout italiani ("L'intuito non mi ha mai fregato"). Il giudice di "X-Factor" ci spiega come ce l’ha fatta, partendo dal punk-rock nei baretti e dai banchetti che vendevano le t-shirt ai concerti
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"Manu, ma fino a che ora stanotte? Che domani in verità alle 8 inizio le lezioni", chiede monica_5 nella chat del canale di Manuelito su Twitch, una piattaforma nata per condividere in diretta lo streaming di videogiochi. Manuelito, ovvero Manuel Zappadu, in arte Hell Raton, 30 anni, è uno dei giudici dell'ultima edizione di X-Factor. Per definirsi usa un genere musicale, il crossover: rapper, ma anche discografico di rapper e producer, tra i fondatori con Salmo e Dj Slait della Machete Empire Records. "Ci sono artisti che oggi sono delle star nel vero senso della parola, e che io avevo contattato in tempi non sospetti" dice. "L'intuito non mi ha mai fregato".

Come monica_5, e altri 1.500 utenti, anche io provo a seguire la diretta di più di sette ore fatta di videogiochi e di chiacchiere in cui Manuelito mostra alcuni libri di fotografia, cita il dipinto di Caspar David Friedrich Il viandante sul mare di nebbia, dice che gli…
"Manu, ma fino a che ora stanotte? Che domani in verità alle 8 inizio le lezioni", chiede monica_5 nella chat del canale di Manuelito su Twitch, una piattaforma nata per condividere in diretta lo streaming di videogiochi. Manuelito, ovvero Manuel Zappadu, in arte Hell Raton, 30 anni, è uno dei giudici dell'ultima edizione di X-Factor. Per definirsi usa un genere musicale, il crossover: rapper, ma anche discografico di rapper e producer, tra i fondatori con Salmo e Dj Slait della Machete Empire Records. "Ci sono artisti che oggi sono delle star nel vero senso della parola, e che io avevo contattato in tempi non sospetti" dice. "L'intuito non mi ha mai fregato".

Come monica_5, e altri 1.500 utenti, anche io provo a seguire la diretta di più di sette ore fatta di videogiochi e di chiacchiere in cui Manuelito mostra alcuni libri di fotografia, cita il dipinto di Caspar David Friedrich Il viandante sul mare di nebbia, dice che gli squali sono i suoi animali preferiti e di essere nato in una camera oscura. La mattina dopo mi spiega: "Una piattaforma come Twitch ha permesso di raccontare un lato in più di me. I giovani oggi hanno la fortuna di poter assistere a dei workshop sui social. Se un cantante diventa un modello di ispirazione, il pubblico ne assume i meccanismi, capiscono quante cose, dalla promozione all'outfit, servano per completare un artista. Quando esce un nuovo disco, i ragazzi lo capiscono perché vedono che da un momento all'altro l'artista toglie tutte le sue foto su Instagram per concentrare la promozione; così copiano il business di comunicazione".

Ho raccolto alcune parole utilizzate spesso da Manuelito nelle puntate del talent: identità, vero e poi una frase rivolta a una concorrente della sua squadra: "Successo è una parola al passato". Chiedo di spiegarmela: "Mi è capitato di vedere artisti che raggiungono la fama precocemente e spesso capita che non la si riesca a reggere, volevo far comprendere che il successo è fugace. Ma è anche ciclico, può tornare. Devi essere bravo a non farti mangiare dall'ego e devi saper equilibrare il lato artistico con quello imprenditoriale. Io studio tantissimo gli artisti americani e mi ha sempre colpito che una superstar come Beyoncé non abbia un manager e gestisca da sola un business gigantesco". Mi porta poi l'esempio del lavoro di Dr. Dre su Eminem: "Gli ha detto : 'Ok, sei il bianco più forte nel rap game ma ora impari a ballare', e gli ha fatto prendere lezioni di ballo, 'poi impari a recitare, poi studi la produzione musicale'. E con 8 Mile ha vinto l'Oscar come migliore colonna sonora".

Al di là del modello rap, qual è stato il momento preciso in cui si è passati dalla figura dell'artista concentrato solo sulla sua arte, alla figura dell'artista-imprenditore? Manuelito mi parla della sua esperienza personale: "Quando con gli altri di Machete siamo arrivati a Milano dalla Sardegna, eravamo abbastanza punk-rock. Venivamo dai concerti nei baretti. Per arrotondare dovevo spesso mettermi al banchetto del marchandising, fino a che ero esclusivamente al banchetto del merchandising. Questo distacco dal palcoscenico è stato importante perché ci ha permesso di avere più soldi per realizzare i nostri sogni. Ho rinunciato al mio lato artistico per creare un fondo economico di quella che poi è diventata Machete. Ho iniziato a studiare i contratti discografici, a capire cosa serviva per diventare un'etichetta, a saperne di diritti musicali e di copyright. Se avessi pensato a far tardi la sera, tutto ciò non sarebbe stato possibile".

Poi cita il suo editore musicale, Giuliano Saglia: "Ai tempi venne a trovarmi nel piccolo appartamento in cui vivevo e mentre mi spiegava come creare un'etichetta discografica si guardò intorno e vide solo scatoloni e scaffali pieni di merchandising. Non avevo neanche un armadio per i miei vestiti, ero come un eremita: mi bastavano un computer per prendere gli ordini online e le buste per le spedizioni. Ogni mattina, quando mi presentavo con i pacchi in posta, c'era una signora allo sportello che appena mi vedeva scappava in pausa. Te lo giuro. Tanto che un giorno andai a lamentarmi con la direttrice".

L'età di chi inizia oggi, con questa consapevolezza, si sta abbassando: "Io li vedo già dei piccoli manager. Slait sta coordinando un ragazzino di 16 anni che gestisce più di trenta artisti, questo ti fa capire come stiano crescendo le nuove generazioni. I genitori gli han detto 'Fai quello che vuoi, ma devi andare a scuola', così dorme pochissimo la notte. L'abbiamo conosciuto perché gestiva dei player nel mondo del game su Twitch".

Gli domando dove e come nasce un talento: "Tanto è dovuto ai genitori. Sia direttamente che indirettamente. Magari non hanno mai suonato ma durante l'infanzia hanno messo su un vinile che ha trasmesso la passione per la musica, o spesso anche chi non comprende il ragazzo gli dà una spinta". Suo padre, Antonello Zappadu, è il fotoreporter che nel 2007 entrò con il suo obiettivo nella residenza di Villa La Certosa di Berlusconi, fotografandolo in compagnia di ragazze. Suo nonno, Mario Zappadu, fu il primo giornalista Rai in Sardegna e tra i fondatori nel '44 di Radio Sardegna.

"Non sono mai stato bene in famiglia" commenta Manuelito "perché ho avuto una famiglia che fin dall'inizio è stata rotta. Già alla nascita, i miei non stavano insieme. Mi sono ritrovato sballottato tra l'Ecuador, di dove era originaria mia madre, e l'Italia. L'unico concetto che ho di famiglia lo devo a mia nonna materna, mancata quando avevo dieci anni, ti puoi immaginare come il concetto di famiglia sia iniziato a sfumare subito nella mia testa. Mio nonno era uno che mentre studiavo mi spegneva la luce dicendo che ai suoi tempi si studiava con la candela".

Gli ricordo della frase pronunciata nella diretta su Twitch: "Sono cresciuto in una camera oscura". "Quello è un bel ricordo. Mio padre la rendeva magica, mi faceva credere che nella grata in cui buttava i solventi chimici c'erano i coccodrilli. Io ero incuriosito, sentivo il getto della pompa d'acqua, c'erano le luci rosse, era buio e io ci credevo davvero". Tornando al presente e a X-Factor dice: "Il brivido del palco mi mancava. E quel pubblico di 150 persone sembra come un Colosseo". Lo immagino, dopo le luci della diretta televisiva, attraversare la notte spenta dal coprifuoco. "Quando finisce la puntata ho la necessità di non disperdere quell'adrenalina gigantesca, così entro nelle dirette live dei miei amici in streaming, che sono animali notturni come me, e faccio lunghe sessioni di gaming, a volte finisco alle cinque del mattino".

Estremizzo un pensiero: a cosa serve ora la musica? "Damon Albarn ha detto che la musica è la ricetta per preservare la sanità mentale. Questo è il suo compito, nel passato, nel presente e nel futuro: è una cura, una medicina e una fuga. In vinile, cd o digitale, l'essere umano ne ha bisogno". Il domani lo ipotizza così: "Magari si presenteranno talenti cresciuti proprio in questo momento. Nelle crisi possono nascere delle cose davvero belle perché in un momento di difficoltà le persone possono dare il meglio di loro".

Sul Venerdì del 20 novembre 2020