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Simenon e il caso Montesi

Il corpo di Wilma Montesi, trovato l’11 aprile 1953, due giorni dopo la scomparsa (Fotogramma) 
BRUTTE STORIE Anche il papà di Maigret giallista fu chiamato a commentare il primo grande scandalo giudiziario dell'Italia repubblicana
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Ben "128 magistrati, 712 avvocati, 410 giornalisti e 150 pubblicisti, 380 fotografi, 2.300 querelati, 910 falsi testimoni, 3 testimoni attendibili, 3 milioni di innocentisti attivi e 2 milioni e mezzo di colpevolisti convinti". Se avessero chiesto alla giovane Wilma, figlia della piccola borghesia romana degli anni '50, quale sarebbe stato il suo futuro, probabilmente si sarebbe immaginata nelle fotografie di un rotocalco come stellina del cinema, o più modestamente in quella del matrimonio col fidanzato poliziotto. Mai avrebbe pensato di poter diventare il caso Montesi, di più, l'affare Montesi, fotografata prona sulla spiaggia di Torvaianica, le gambe nude che sporgono dal giaccone, annegata in un palmo di acqua e sabbia. Di finire al centro di una battaglia politica a colpi di memoriali e dossier che arriva fino alle dimissioni del ministro degli Esteri e probabile futuro segretario della Dc.

Diventare il primo grande caso mediatico-giudiziario dell…

Ben "128 magistrati, 712 avvocati, 410 giornalisti e 150 pubblicisti, 380 fotografi, 2.300 querelati, 910 falsi testimoni, 3 testimoni attendibili, 3 milioni di innocentisti attivi e 2 milioni e mezzo di colpevolisti convinti". Se avessero chiesto alla giovane Wilma, figlia della piccola borghesia romana degli anni '50, quale sarebbe stato il suo futuro, probabilmente si sarebbe immaginata nelle fotografie di un rotocalco come stellina del cinema, o più modestamente in quella del matrimonio col fidanzato poliziotto. Mai avrebbe pensato di poter diventare il caso Montesi, di più, l'affare Montesi, fotografata prona sulla spiaggia di Torvaianica, le gambe nude che sporgono dal giaccone, annegata in un palmo di acqua e sabbia. Di finire al centro di una battaglia politica a colpi di memoriali e dossier che arriva fino alle dimissioni del ministro degli Esteri e probabile futuro segretario della Dc.

Diventare il primo grande caso mediatico-giudiziario della cronaca nera italiana, con quelle cifre - magistrati, giornalisti, avvocati - esposte da Ennio Flaiano in un suo racconto, di fantasia ma neanche poi troppo. Forse Wilma non era una lettrice di gialli - quando esce di casa quel pomeriggio del 9 aprile 1953 sta andando a vedere un film d'amore - ma, se lo era, mai avrebbe pensato di poter diventare oggetto di riflessione nientemeno che di Georges Simenon, il padre del commissario Maigret. Capita che i giornali, impegnati a sfornare notizie sul caso del momento e magari a corto di idee, chiedano il parere di un giallista, e il settimanale Epoca, numero 330 del 27 gennaio 1957, fa una lunga intervista a Simenon. Non è raro che il giallista interpellato faccia una pessima figura. Come Truman Capote, l'autore di un capolavoro del true crime come A sangue freddo, che, esprimendosi sul massacro di Bel Air, si disse sicuro che fosse stato un cameriere da poco licenziato da Roman Polanski, marito di Sharon Tate, una delle vittime. Salvo scoprire poco dopo che erano stati Charlie "Satana" Manson e la sua Family di hippy killer.

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Quando parla Simenon sono passati quattro anni, ma il caso è ancora fortissimo, si sta avvicinando anche il processo. La sua ricostruzione è una delle più attendibili. Quel giorno Wilma non è andata al cinema ma a una festa. Simenon parla di un appartamento ma è più probabile fosse alla tenuta di Capocotta, dalle parti di Torvaianica, in una villa in cui si tenevano festini a base di sesso, droga e vip del periodo. Lì si è sentita male
e qualcuno, credendola morta, l'ha scaricata sulla spiaggia, dove è morta davvero. Dice anche un'altra cosa di buon senso, il grande Simenon. Dice che a concludere un suo romanzo giallo con Wilma che muore per un malore per essere andata a farsi un pediluvio a un eczema che aveva su un tallone, ecco, con una conclusione così i suoi lettori gli correrebbero dietro. Ma i gialli, si sa, sono fantasia.

La realtà è un'altra cosa, e in quella, il Tribunale di Venezia dichiara che Wilma Montesi è morta proprio così. Per un pediluvio.

Sul Venerdì del 12 febbraio 2021