Il Venerdì

Formula 1 e Motomondiale: quando la tv va a tutta velocità

Charles Leclerc (Ferrari) all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola il 1° novembre 2020 (Mark Thompson/ Getty Images) 
Il 28 marzo torna il "Motore", sempre più legato all'innovazione anche del prodotto televisivo. Guido Meda (Sky Sport): "Siamo vicini ai gusti dei giovani"
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Il ritorno del Motore, detto come in Emilia, è qui a un passo. Formula 1 e Moto Gp rinnovano le loro stagioni e per il grande pubblico è sempre stata una faccenda assai televisiva. E come tutte le cose televisive, in tempi di ristrettezze, lockdown e cattività assortita, anche i due circhi, auto e moto, si ritrovano con un carico di responsabilità ulteriore: alleviare un po' di più le vite e il tempo libero di tutti noi, scaldare appunto i motori della fantasia legata alla resa dello spettacolo in sé, piacere: e consolare anche un po' il mondo fuori.

Ma c'è ottimismo nell'ambiente, parliamo della tv - ovvero di Sky demandata alla fornitura in questione (come l'anno scorso le Moto andranno anche su Dazn). Primo: per esaltare ancora di più la resa televisiva dello show basta accelerare solo un po' sulla natura stessa dello spettacolo. Secondo, negli ultimi tempi la modernizzazione di tutto quanto è andata velocissima.

Lo spiega uno come Guido Meda, notissimo telecronista nonché, nell'occasione, capo della divisione Motori di Sky Sport che dice: "Cominciamo da questo: sta andando ormai in soffitta la figura dell'appassionato di F1 vecchio stampo, quello legato a vittorie e sconfitte della Ferrari e concentrato solo su quello". Per capirsi, quello che per lunghi anni di non vittorie ha contribuito, e spesso con ragione, a rinsaldare l'immagine della F1 noiosa, da pennica post-prandiale della domenica, di GP tutti uguali e se non ti diverti a guardare le prove del giorno prima sei rovinato, in quanto poi la classifica rimarrà anche quella a fine gara.

In pista e alla console

"Da qualche tempo, con l'avvento delle nuove produzioni, la F1 si offre in maniera completamente diversa, più vicina ai gusti di un pubblico giovane, con strategie che hanno ridotto assai la sacralità dello sport e dei campioni inavvicinabili di una volta". Per dire che grazie anche al nuovo appeal di gente che si chiama Hamilton, Verstappen o Leclerc, il rapporto tra pubblico e mondo dorato a motori si è fatto più stretto, con un robusto versante social molto apprezzato dalle nuove generazioni, fino ai casi limite - e davvero incredibili - verificati nel dopo pandemia, con i lockdown annessi. Per esempio, gli E-Sport: ai piloti, quelli veri, costretti in casa nelle lunghe pause, è successo anche di mettersi a gareggiare - con volanti ultramoderni e computer all'altezza - con gli appassionati da casa in simulazioni dei Gran Premi. E chi vince? "Ovvio che i piloti sono il top" aggiunge Meda "ma per esempio Leclerc contro il campione del mondo di F1 virtuale perde spesso e volentieri".

La F1 in sé, poi, ha ripreso nel luglio scorso dopo il lunghissimo pit-stop causa lockdown ristrutturando del tutto la sua produzione televisiva: riducendo a un quarto la presenza di tecnici e personale sulle piste e gestendo da remoto, in tutto o in parte, la regia delle gare, con sede centralizzata in Inghilterra. Ma questo non ha fatto altro che aumentare la vicinanza tra protagonisti e appassionati - e attraverso il mezzo contrario, quello virtuale.

Il resto lo hanno fatto, spiega Meda, i protagonisti di cui sopra, gli eroi moderni della situazione. "Uno come Hamilton ha una personalità e una presenza, una voglia di dire quello che pensa e di esporsi, che ai campioni del passato nemmeno passava lontanamente in testa. E questo condiziona in senso positivo gli altri piloti giovani, che vedono in lui un modello e si ispirano".

Gli eroi moderni

Siccome è Guido Meda a raccontarci queste cose, arriva naturale la derivazione di tutto questo: la F1 sta mutuando comportamenti e apertura al mondo esterno da quelli delle Moto, un mondo che è sempre stato più ruspante e che attraverso personaggi come Valentino Rossi ha ispirato da anni un'immagine molto diversa, friendly e vicina al pubblico da parte degli assi che sfrecciano in pista. "Occhio, è in arrivo una stagione fantastica, nella quale i principali avversari di Valentino sono tutti suoi pupilli, nati avendo lui come ispirazione primaria". 

Vedi il Morbidelli ("Che secondo me può vincere benissimo il titolo") attesissimo, vedi Bagnaia. E quella coppia in rosso Ferrari, Leclerc-Sainz, somiglia certamente di più alla spavalda modernità di quelli delle Moto che alla figura iconica di piloti d'auto da leggenda, chiusi nel mondo dorato e inavvicinabile. Volendo, in tal senso, la F1 che sta arrivando si è costruita anche un contraltare, con Vettel abbinato allo storico marchio Aston Martin che richiama 007. Ma anche questo sarà elemento di show collaterale, mentre la sostanza - non puoi fermare con le mani il vento provocato dai bolidi - sarà una storia che sa comunque di futuro.

Le gradinate svuotate

E la pista, in sé, quella vera, quella con gli esseri umani, ha ancora rilevanza? "Non scherziamo" spiega Meda "senza arrivare ai casi limiti, come il terribile incidente a Romain Grosjean in Bahrain, siamo reduci da Hamilton che vince una gara decisiva su tre ruote. Le macchine sono lì, gli esseri umani pure". Ma sulle piste, come negli stadi, manca il pubblico. Ha rilevanza? "I piloti mi raccontano che alla partenza, o all'arrivo, la visione delle gradinate vuote fa impressione. Ma in mezzo" spiega Meda "c'è la polpa della gara e su quella la presenza o assenza del pubblico è irrilevante. Piuttosto" prosegue il telecronista "vorrei aggiungere una cosa". Prego. "Mi sembra quasi miracoloso che nelle auto siamo andati anche oltre, con quell'autentico pozzo senza fondo pieno di benzina della F1 del passato che via via diventa una cosa ibrida, tanto che non si dice più motore ma Power Unit". Nel senso: la F1 corre assai più veloce di quanto pensiamo, forse dà anche buoni esempi, e la tv e la comunicazione moderna le corrono appresso alla stessa velocità entrando in un futuro tutto da scoprire. 

Sul Venerdì del 12 marzo 2021