Seppie, polpi e calamari, un cervello per tentacolo
di Alex Saragosa , di Alex SaragosaNel 1972 lo psicologo americano Walter Mischel sottopose dei bambini a un test: se non prendevano subito un marshmallow, un tipo di caramella amatissimo in America, potevano averne due qualche minuto dopo. Poi verificò il percorso scolastico dei piccoli esaminati, scoprì che quelli che avevano resistito di più alla tentazione ottenevano risultati migliori e concluse che l'autocontrollo era parte fondamentale di una mente di successo. Tutto avrebbe immaginato Mischel tranne che, 48 anni dopo, delle seppie comuni venissero sottoposte al suo test del marshmallow, riuscendo a superarlo. Alexandra Schnell, dell'Università di Cambridge, ha dato a questi cefalopodi la possibilità di scegliere tra l'avere subito un poco gradito cubetto di pesce o attendere per ricevere dei gamberetti, il loro cibo preferito. "Le seppie arrivano ad aspettare fino a 130 secondi, un tempo simile a quello registrato, in analoghi test, da animali molto intelligen…
Nel 1972 lo psicologo americano Walter Mischel sottopose dei bambini a un test: se non prendevano subito un marshmallow, un tipo di caramella amatissimo in America, potevano averne due qualche minuto dopo. Poi verificò il percorso scolastico dei piccoli esaminati, scoprì che quelli che avevano resistito di più alla tentazione ottenevano risultati migliori e concluse che l'autocontrollo era parte fondamentale di una mente di successo. Tutto avrebbe immaginato Mischel tranne che, 48 anni dopo, delle seppie comuni venissero sottoposte al suo test del marshmallow, riuscendo a superarlo. Alexandra Schnell, dell'Università di Cambridge, ha dato a questi cefalopodi la possibilità di scegliere tra l'avere subito un poco gradito cubetto di pesce o attendere per ricevere dei gamberetti, il loro cibo preferito. "Le seppie arrivano ad aspettare fino a 130 secondi, un tempo simile a quello registrato, in analoghi test, da animali molto intelligenti, come pappagalli, corvi o scimpanzé" dice Schnell. Inutile aggiungere che le seppie più pazienti erano anche quelle che ottenevano i risultati migliori nei test di apprendimento e memoria. "Come a noi, anche a questi animali l'autocontrollo serve a elaborare tattiche di sopravvivenza, sia quando cacciano e devono attendere le prede più gradite prima di farsi notare, sia quando incontrano predatori e devono mimetizzarsi, resistendo all'impulso di fuggire".
Ingegnosi travestimenti
L'autocontrollo è però solo una tra le strategie che vengono messe in campo dai cefalopodi, classe che include anche calamari e polpi. Prima fra queste è la capacità mimetica. La pelle di questi animali può infatti cambiare non solo colore, ma anche rugosità e struttura, per imitare coralli, alghe, sassi, sabbia e anche altri animali: le femmine del calamaro californiano, per esempio, quando non vogliono accoppiarsi si "travestono" da maschio, esibendo anche finti testicoli. In alcuni cefalopodi la pelle può poi diventare una sorta di ipnotico schermo iridescente, su cui corrono ondate di colori brillanti. Un'abilità ora studiata dal biologo molecolare Daniel Morse, dell'Università della California a Santa Barbara, nel calamaro californiano, che è bianco, ma all'occorrenza si trasforma in un arcobaleno in movimento. Come fa anche il calamaro di Lesson. "Il meccanismo si basa su una proteina biancastra chiamata riflettina, che forma uno strato sotto la sua pelle, coperta da sottilissime rughe" ci spiega Morse. "Le rughe normalmente sono mantenute distanti fra loro dalle molecole di riflettina, che si respingono elettricamente. Ma basta un comando nervoso del calamaro perché queste molecole perdano la carica e si raggruppino, facendo avvicinare le rughe fra loro fino a fargli rifrangere la luce, scomponendola nei suoi colori primari proprio come accade con i solchi di un cd".
A che cosa serve questo show? "Forse a distrarre le prede, così da potersi avvicinare per catturarle" ci dice l'etologa del Cnr Maria Ceraulo. Producono infatti iridescenze solo seppie e calamari che vivono in mare aperto e cacciano animali che si muovono velocemente. I polpi, che in genere vivono sul fondo in acque basse e cacciano molluschi e crostacei, pur avendo ottime capacità di mimetizzazione, non mostrano iridescenze. "C'è anche un'altra differenza: i polpi sono solitari, i calamari no" aggiunge Morse. "Cacciano in branco, coordinandosi fra loro con le onde di colori sulla pelle. E anche altre colorazioni servono per comunicare: fra i maschi di seppia i colori scuri indicano "stammi lontano", le strisce "pace", mentre le femmine, quando si incontrano, diventano a pallini". Tutte queste abilità sorprendono in specie parenti di cozze e lumache, che di solito consideriamo solo come ingredienti per le fritture. "In effetti i cefalopodi sono molluschi che si sono separati circa 470 milioni di anni fa dai gasteropodi, le lumache, evolvendo una conchiglia che permetteva loro di galleggiare ed essere più mobili. Nel tempo si sono poi liberati anche di quella, l'osso di seppia ne è il residuo, sviluppando un fine senso del gusto nelle braccia, e una vista acuta".
Inchiostro e noci di cocco
Essere predatori, ma molli e non molto veloci, ha portato alla selezione di strumenti insoliti: dalla "pelle-tavolozza" alle braccia con ventose, dal corpo gelatinoso in grado di infilarsi ovunque all'inchiostro per nascondere la fuga. Il tutto gestito da consistenti capacità cognitive. "Gli studi sull'intelligenza dei cefalopodi finora si sono concentrati soprattutto sui polpi, perché le loro lunghe e agili braccia permettono una vasta gamma di test" aggiunge Ceraulo. "Si sono così scoperte le loro capacità di esplorare ambienti e oggetti, riconoscere persone, ricordare, apprendere e persino creare strumenti, tra cui corazze con le noci di cocco". Capacità che in genere associamo solo ai vertebrati.
"Studiando i cefalopodi si finisce per sentirseli un po' vicini" dice Morse. "Per esempio, se capiscono che non sei un pericolo, si avvicinano curiosi. La loro intelligenza però nasce da un sistema nervoso diverso dal nostro, suddiviso in tanti "cervelli", uno nella testa e uno per tentacolo, in grado di prendere decisioni sia autonome che collettive. Una struttura che si sta rivelando adatta a essere imitata in robot e veicoli autonomi, dove numerosi chip controllano le varie funzioni. Il mondo del futuro sarà insomma più cefalopode che vertebrato".
Sul Venerdì del 9 aprile 2021