Il Venerdì

Margo Jefferson: è lunga la strada per uscire da Negroland

Poliziotti inginocchiati a Los Angeles in onore di  George Floyd, il 2 giugno 2020 (Getty Images) 
La scrittrice afroamericana: gli Stati Uniti stanno facendo passi importanti nel superare l’odio razziale. Ma servono nuove leggi, esempi politici e impegno nelle scuole
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NEW YORK. "Un'amica, la drammaturga Adrienne Kennedy, dopo la sentenza Chauvin mi ha scritto: 'La condanna del poliziotto è una vittoria eppure, oggi più che mai, dobbiamo essere consapevoli di quanto il razzismo sia la tomba d'America'. Ho pensato e ripensato a quelle parole. Da decenni gli afroamericani scavano a mani nude per emergere dalla fossa dove li si vuole relegare. Ma ancora non basta". All'indomani della condanna dell'agente Derek Chauvin, il poliziotto che soffocò George Floyd premendogli per 9 minuti e 29 secondi un ginocchio sul collo, la scrittrice Margo Jefferson, 73 anni, usa parole gravissime con la stessa cura che ha fatto di lei una delle più celebri critiche letterarie e teatrali d'America: tanto da vincere, nel 1995, il Pulitzer.

Giornalista e scrittrice, Jefferson è l'autrice di quel Negroland (edito in Italia da 66th&2nd) dove racconta la sua giovinezza in un'enclave dell'alta borghesia afroamericana a Chicago, sorta di élite privilegiata nell'America segregata degli anni 50. Un racconto acuto dove il razzismo è subìto e anche inflitto in base a quella scala di sfumature della pelle qui chiamate colorism. "Certo", riflette, "oggi abbiamo chance migliori. A "scavare" sono milioni di persone, e un'inedita alleanza convoglia forze ed energie nate dalla piazza di Black Lives Matter fino alla Casa Bianca di Joe Biden. Ma c'è tanto lavoro da fare".

La condanna a Chauvin non basta?
"È una sentenza importante. Keith Ellison, procuratore generale del Minnesota, lo ha sintetizzato bene: 'Non c'è giustizia senza riconoscimento della responsabilità'. Si fa strada un nuovo modello e alla lunga avrà il suo impatto. Ma per ora assistiamo a una forma contenuta di giustizia: durante le tre settimane di processo 64 persone sono morte per mano della polizia. Troppe. La sentenza mi fa sperare. Ma allo stesso tempo sono arrabbiata perché poco è cambiato".

Nonostante la mobilitazione di Black Lives Matter, capace di portare in piazza milioni di persone?
"Il movimento ha avuto un impatto enorme, capace di rinnovare e rinvigorire il potere politico e morale della protesta degli afroamericani e la richiesta di giustizia. La loro è davvero una nuova generazione di attivisti, capace di attivare alleanze convincendo milioni di persone che è ora di dire basta".

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Qualcos'altro sta accadendo: per la prima volta abbiamo visto agenti inginocchiarsi al fianco dei contestatori. E un capo della polizia testimoniare in aula contro un suo agente...
"Nelle fila della polizia ci sono tante persone per bene e il video della morte di Floyd le ha fatte vergognare. E ci sono pure molti riformisti decisi a cambiare le cose dall'interno. Ma cinicamente credo ci sia anche un calcolo politico: per preservare al meglio e restaurare la reputazione della polizia, riguadagnare la fiducia della gente e la rispettabilità delle divise, era necessario scaricare il poliziotto-assassino. Ma il problema è più profondo. Culturale".

Intanto, però, pure Biden parla di riforma della polizia...
"Sarebbe importantissima. È falso dire che ci sono mele marce nei singoli dipartimenti: la polizia americana ha una storia terribile di abusi. Ma quel che accade è specchio di una società ancora profondamente razzista. Non possiamo cambiare mente e cuore degli agenti se non cambiamo quelli della gente. La vicepresidente Kamala Harris lo ha detto chiaro: "Il razzismo non è solo un problema di chi lo subisce, è centrale nella vita d'America". Il futuro di questo Paese dipende anche dal superamento dell'odio razziale. Stiamo facendo passi importanti. Ma lentamente".

Come se ne esce?
"Si continua a ripetere che serve un confronto franco sulla questione razziale. Ma come convincere chi odia o ha paura? Le parole non bastano. Servono leggi coraggiose, esempi politici: e un lavoro educativo profondo da iniziare nelle scuole".

Sul Venerdì del 7 maggio 2021