✕

"Due", l'amore visto dal pianerottolo

Martine Chevallier e Barbara Sukowa nel film "Due", diretto da Filippo Meneghetti 
PSYCHO Tutti le credono soltanto vicine di casa, ma le donne protagoniste del film di esordio di Filippo Meneghetti vivono un amore antico e segreto
1 minuti di lettura

Esattamente 60 anni fa usciva un progenitore del film di cui vi parlo oggi: due attrici meravigliose (Hepburn e MacLaine), nella versione italiana s’intitolava Quelle due. Finalmente in sala, il morbido esordio di Filippo Meneghetti, italiano in Francia, anche qui due attrici splendide (Barbara Sukowa e Martine Chevallier), s’intitola Due e racconta di Nina e Madeleine, signore in età che si amano da una vita ma segretamente. Madeleine, vedova con figli, non è mai stata pronta per il coming out. Tutti le credono vicine di casa. Nella logica della clandestinità amorosa, infatti, il loro stratagemma si è rivelato semplice e geniale: due appartamenti sullo stesso piano. Apparenza salva e intimità (quasi) sempre a portata di mano. “Dirimpettaie”: soave parola d’una volta, come i dorati corpi autunnali delle due amanti.

Leggi le altre PSYCHO

Il “pianerottolo”, altra parola antica, è il luogo psichico per …

Esattamente 60 anni fa usciva un progenitore del film di cui vi parlo oggi: due attrici meravigliose (Hepburn e MacLaine), nella versione italiana s’intitolava Quelle due. Finalmente in sala, il morbido esordio di Filippo Meneghetti, italiano in Francia, anche qui due attrici splendide (Barbara Sukowa e Martine Chevallier), s’intitola Due e racconta di Nina e Madeleine, signore in età che si amano da una vita ma segretamente. Madeleine, vedova con figli, non è mai stata pronta per il coming out. Tutti le credono vicine di casa. Nella logica della clandestinità amorosa, infatti, il loro stratagemma si è rivelato semplice e geniale: due appartamenti sullo stesso piano. Apparenza salva e intimità (quasi) sempre a portata di mano. “Dirimpettaie”: soave parola d’una volta, come i dorati corpi autunnali delle due amanti.

Leggi le altre PSYCHO

Il “pianerottolo”, altra parola antica, è il luogo psichico per eccellenza del film: avvicina e separa, è un non luogo pubblico e anonimo ma, condiviso dalle innamorate, può diventare complice e privato. Ho letto che, tempo fa, il regista era rimasto colpito dalle voci di due donne che, lasciando le porte d’ingresso sempre aperte, si parlavano dalle rispettive abitazioni: scoprì che erano due vedove che si tenevano compagnia mentre facevano i mestieri ciascuna a casa sua. Questo ricordo, dice, lo ha spinto a trattare lo spazio tra i due appartamenti, la sua capacità metaforica, come un aspetto centrale del film. Non solo, l’uso filmico del pianerottolo gli permette di ricorrere ai codici della suspense, per esempio lo spioncino, per definizione oggetto psichico del cinema perché evoca il tema dello sguardo. Qui c’è lo sguardo che giudica, indaga e censura, ma anche quello che riconosce, protegge, accarezza. Mentre il loro amore viene messo a dura prova, Nina e Madeleine si guardano e ci guardano. Come gli occhi, anche loro sono Due. 

Sul Venerdì del 7 maggio 2021