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Isole Covid-free, sconti e tamponi: l'ultima spiaggia dell'estate europea

L’isola di Astypalea, nell’arcipelago del Dodecaneso, in Grecia (Getty Images) 
Dalla Grecia a Malta alla Croazia, i Paesi del Mediterraneo fanno a gara per attrarre i turisti. E l'Italia?
3 minuti di lettura

L'8 marzo scorso, all’inaugurazione (virtuale) dell’Expo del turismo di Berlino, il ministro greco del Turismo Harry Theoharis  gettava il cuore oltre l’ostacolo: «Il 14 maggio la Grecia riapre ai turisti stranieri». Ci siamo quasi, e la Grecia non è pronta: dopo aver raggiunto il picco di contagi il 5 aprile, la curva epidemiologica scende lentamente, come lentamente sale la percentuale di vaccinati. Ma se la nostra Confindustria avverte che la ripresa dipende in gran parte dall’andamento della stagione turistica, per l’economia greca la posta è ancora più alta: tra Jonio ed Egeo il turismo conta per un quinto dei posti di lavoro e del Pil, contro il nostro 13 per cento. La Grecia non può permettersi un’altra estate come quella del 2020, che fece crollare le presenze straniere da 31 a 7,4 milioni: «Il 14 maggio riapriamo ai turisti stranieri» ribadisce Theoharis.

Modello Lipsi

Non &egra…

L'8 marzo scorso, all’inaugurazione (virtuale) dell’Expo del turismo di Berlino, il ministro greco del Turismo Harry Theoharis  gettava il cuore oltre l’ostacolo: «Il 14 maggio la Grecia riapre ai turisti stranieri». Ci siamo quasi, e la Grecia non è pronta: dopo aver raggiunto il picco di contagi il 5 aprile, la curva epidemiologica scende lentamente, come lentamente sale la percentuale di vaccinati. Ma se la nostra Confindustria avverte che la ripresa dipende in gran parte dall’andamento della stagione turistica, per l’economia greca la posta è ancora più alta: tra Jonio ed Egeo il turismo conta per un quinto dei posti di lavoro e del Pil, contro il nostro 13 per cento. La Grecia non può permettersi un’altra estate come quella del 2020, che fece crollare le presenze straniere da 31 a 7,4 milioni: «Il 14 maggio riapriamo ai turisti stranieri» ribadisce Theoharis.

Modello Lipsi

Non è solo un azzardo. In tempi di pandemia vivere ai margini aiuta, e l’onere di un territorio polverizzato in mille isole, di cui 117 abitate, può diventare un asset che fa la differenza. Se ad Atene il Covid riempie le terapie intensive, a Lipsi, bastione da 800 abitanti per 40 mila turisti in epoca pre-Covid, si conta un solo contagiato da inizio pandemia e una copertura vaccinale che sfiora la totalità della popolazione adulta. I 300 abitanti di Kastellorizo, dove Gabriele Salvatores ambientò Mediterraneo, sono tutti vaccinati già da fine marzo, mentre il ministero della Sanità assicura che per il fatidico prossimo venerdì sarà completata l’immunizzazione di tutte le 64 isole con meno di mille abitanti.

È l’operazione pomposamente chiamata “Libertà”, che punta a mettere in sicurezza le isole minori scavalcando ogni graduatoria d’età e professione. Astypalea o Tilos non sono Capri o Procida: ovvio che vaccinare a tappeto isole così distanti dalla terraferma greca paghi in termini non solo economici, ma anche logistici e sanitari, ottimizzando i trasporti e diminuendo il rischio di focolai in centri poco attrezzati. Ma averlo programmato per tempo si rivela un’arma di marketing decisamente al passo con i tempi: anche il popolare sito dedicato alle European Best Destinations, che di solito fa il pieno di accessi esaltando siti Unesco e mete esperienziali, quest’anno dà consigli valutando diffusione dei contagi e tasso di mortalità da Covid. Ci sarebbero gli arcipelaghi portoghesi di Madeira e delle Azzorre, in pieno Oceano Atlantico, ma nel Mediterraneo sono le isole greche a farla da padrone. In attesa del pass europeo, e salvo contrordini tutt’altro che improbabili, da metà maggio potrà godersi il meltemi chiunque possa certificare due dosi di vaccino o tampone negativo nelle 72 ore prima dello sbarco.

L’Italia arranca

Rachel Sanderson di Bloomberg notava a metà aprile che l’Italia «arranca dietro Grecia e Spagna nel tentativo di salvare la stagione turistica». I greci vaccinano di più, gli spagnoli chiudono di meno. Forse fatichiamo tanto anche perché da noi le proposte ragionevoli virano spesso in pretese irrealizzabili: al sindaco di Lipari che auspicava una corsia preferenziale per i 15 mila abitanti del suo arcipelago, hanno fatto subito eco i governatori di Sicilia e Sardegna chiedendo di vaccinare in deroga sei milioni e mezzo di isolani. O forse, come ha dichiarato Ori Kafri, patron del lussuosissimo JK Capri, «al turista straniero non basta un’isola, è l’intero Paese che dev’essere Covid-free».

E se non tutto, almeno una fetta riconoscibile, come nel caso greco, o una parte rilevante, come succede a Malta: l’isola-Stato al centro del Mediterraneo vanta un tasso di vaccinazione cui in Europa fanno concorrenza solo le (turisticamente) innocue performance di Serbia e Ungheria. Anche in questo caso si tratta di una battaglia campale: nel 2019 i 500 mila abitanti dell’isola avevano ospitato 2,7 milioni di turisti tanto prodighi da garantire il 27 per cento del Pil. La corsa all’immunizzazione di massa punta a evitare il blackout del 2020, quando le presenze calarono dell’80 per cento. Ma sulla torta dei vaccini il governo maltese mette ora un’originale ciliegina economica: i primi 35 mila turisti che prenoteranno un soggiorno a Malta o Gozo riceveranno un buono da 100 a 200 euro. Pare che l’infornata di incentivi sanitari e pecuniari stia pagando: ben diciotto compagnie aeree si sono prenotate per caricarsi di turisti cui, dal primo giugno, sarà risparmiata ogni quarantena se vaccinati con le canoniche due dosi o testati negativamente nelle ultime 72 ore.

Incrociando le dita

Appena un mese fa le stime più catastrofiche del Parlamento Europeo parlavano di sei milioni di posti di lavoro a rischio nel settore turistico dell’Unione. Si tratta di smentirle senza ripetere gli errori dello scorso anno, quando a una breve estate di follia seguì un autunno che non è mai finito, e magari nemmeno quelli della recente Pasqua, quando 300 voli hanno riempito di turisti tedeschi le spiagge delle Baleari contribuendo a rinfocolare l’epidemia in Germania. Grecia e Malta ci provano con i vaccini, le isole croate con un più nebuloso programma di certificazione sanitaria. Quanto a noi italiani, ci proviamo e basta. E speriamo che ce la caviamo.

Sul Venerdì del 7 maggio 2021