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Soweto, dove i malati di Hiv fanno da cavie per i vaccini anti-Covid

Tossicodipendenti malati di Hiv si offrono come cavie per testare gli effetti collaterali (Francesca Borri) 
Mentre i Paesi ricchi discutono di brevetti, la township icona della rivolta contro l'apartheid è diventata un laboratorio. Reportage dalla variante sudafricana
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SOWETO (Johannesburg). Si sente tossire spesso, qui. E di una tosse forte. "Ma tanto sei vaccinata" mi dice il tassista mentre esito a entrare in auto. Veramente no, dico. Non ancora. "Guarda che non è Covid" dice. "Il Covid è da ricchi". La sua è tubercolosi. In Italia è rimasta solo nei libri di Dostoevskij. In Sudafrica, è ancora la prima causa di morte. Nel 2020 le vittime sono state 89 mila. Una ogni sei minuti. E globalmente, sono state 1,9 milioni. Quanto, nello stesso periodo, le vittime del Covid.

Contagi nel mondo - Timeline - Le vaccinazioni nel mondo

Il Sudafrica ha anche il più alto numero al mondo di malati, e vittime, di Hiv. Le priorità, qui, sono altre. Ma resta comunque centrale anche per il Covid. Con 54 mila morti, o forse 156 mila, se consideriamo l'eccesso di decessi rispetto al 2019, è il Paese africano più colpito, e in generale, uno dei più colpiti in…

SOWETO (Johannesburg). Si sente tossire spesso, qui. E di una tosse forte. "Ma tanto sei vaccinata" mi dice il tassista mentre esito a entrare in auto. Veramente no, dico. Non ancora. "Guarda che non è Covid" dice. "Il Covid è da ricchi". La sua è tubercolosi. In Italia è rimasta solo nei libri di Dostoevskij. In Sudafrica, è ancora la prima causa di morte. Nel 2020 le vittime sono state 89 mila. Una ogni sei minuti. E globalmente, sono state 1,9 milioni. Quanto, nello stesso periodo, le vittime del Covid.

Contagi nel mondo - Timeline - Le vaccinazioni nel mondo

Il Sudafrica ha anche il più alto numero al mondo di malati, e vittime, di Hiv. Le priorità, qui, sono altre. Ma resta comunque centrale anche per il Covid. Con 54 mila morti, o forse 156 mila, se consideriamo l'eccesso di decessi rispetto al 2019, è il Paese africano più colpito, e in generale, uno dei più colpiti in rapporto alla popolazione. Che è quanto quella dell'Italia. Ma soprattutto, l'AstraZeneca è stato testato qui a Johannesburg: ed è qui che si è rivelato inadeguato contro la cosiddetta variante sudafricana, la B.1.351, che come quella inglese ora dominante, è più contagiosa. E in più, però, come quella brasiliana, aggira anticorpi e vaccini. Contro la B.1.351, l'AstraZeneca è efficace al 10,4%. E il Sudafrica si è rivenduto le sue dosi.

Pagine di storia

Il laboratorio non è proprio a Johannesburg, in realtà, ma a Soweto, un po' più a sud: la township icona della rivolta contro l'apartheid. Il suo primo nucleo risale al 1904. Quando con il pretesto di un'epidemia di peste, i bianchi trasferirono i neri nei sobborghi. Un secolo dopo, la casa di Nelson Mandela è un museo, e il suo Anc è al governo. Ma è tra queste strade di polvere e agglomerati di mattoni e amianto, in cui sembra tutto anonimo, e invece ogni angolo è una pagina di storia, con una targa, un fiore, una scultura in memoria di un omicidio, di un pestaggio, di un assalto, è qui, all'ombra di una torre circolare da cui si sparava a vista su queste strade in cui ai neri, senza autorizzazione, era proibito stare, e che oggi sono affollate da 6.400 abitanti per chilometro quadrato, più di Gaza, che si testa l'AstraZeneca. Per 300 rand. Per 17 euro e 25 centesimi.

"Sono qui perché sono disperato. Perché dopo mesi di lockdown sono alla fame. Ma secondo te, altrimenti verrei mai a provare vaccini di cui non avrò mai bisogno, e che comunque, il Sudafrica non potrà mai permettersi?, dice senza giri di parole Xolani Bonginkosi, che ha 23 anni, e ha con sé il diploma da elettricista: dovesse capitargli un lavoro. "Non ho altro modo per vaccinarmi. E proteggere non tanto me, ma mia madre. Che ha 68 anni. Viviamo in sette in una stanza sola" gli fa eco James Bongane, che ha 32 anni che però sembrano cinquanta, come quelli dell'uomo malconcio, e non del tutto lucido, che gli sta a fianco. E che ha 29 anni. E l'Hiv. E dice solo: "Così posso avere un po' di farmaci".

Ma qui è normale. "In aree come queste, lo Stato non esiste. Tanti incontrano un medico per la prima volta. Sono qui per i 300 rand, e per questo: per avere un punto di riferimento. A prescindere dal Covid. Un numero di telefono da chiamare in futuro in caso di problemi" spiega Sutika Bhikha, una delle epidemiologhe. Che come dice il nome, è di origini indiane. Siamo tutti bianchi, dentro. Fuori, in fila, sono tutti neri. "So che è strano" dice. "Ma questo è il Sudafrica". Secondo la Banca Mondiale, è il Paese con il più alto tasso di disuguaglianza.

E infatti l'unità malattie infettive del Baragwanath Hospital è cento metri dopo: e il suo centro di ricerca è tra i migliori al mondo. E qui nessuno dubita della validità dei vaccini. Di tutti i vaccini. Incluso l'AstraZeneca. Che funziona poco, è vero, ma è stato testato su volontari con un'età media di 31 anni, ed è simile al Johnson & Johnson, che invece è stato testato su volontari con un'età media di 65 anni, e funziona: per questo è stato prima raccomandato per gli under 55, e poi, all'opposto, per gli over 55. "Ma comunque, qualsiasi vaccino è meglio di niente. Se non altro, non finisci sotto ossigeno, dice Shabir Madhi, il direttore. "In questo momento l'imperativo è evitare che il virus circoli senza freni: e generi varianti" dice - perché quella indiana, a quanto sembra, sfugge non solo ai vaccini: sfugge ai test. "Del Sudafrica non si parla perché ha un alto tasso di contagio, ma anche di recupero. Ci si ammala molto, cioè: ma molto spesso si guarisce. Ma non è detto che su un francese, su un americano, la variante sudafricana abbia lo stesso effetto che ha su un sudafricano".

Per ora, però, dei 29 Paesi più poveri, solo il Ghana ha iniziato a vaccinare. E ha vaccinato 55 persone. Mentre i Paesi più ricchi hanno scorte a sufficienza per vaccinare tutti i propri cittadini non una, ma tre volte. E discutono se sospendere i brevetti. Tanto, dicono, i Paesi più poveri non hanno le tecnologie per produrre i vaccini - eccetto l'India che però esporta 2,4 milioni di dosi di AstraZeneca al giorno. In Sudafrica sono vaccinati solo i volontari. Meno del 2% dei vaccini somministrati finora è stato somministrato in Africa. L'idea è che qui la popolazione, temprata da una vita difficile, abbia una sorta di immunità naturale. Su 1,35 miliardi di abitanti, in fondo, l'Africa ha avuto solo 114 mila morti: meno dell'Italia. "Ma non a caso, la metà si è avuta in Sudafrica: perché questo è l'unico paese che fa tamponi" dice Andrew Moultrie, il capo del laboratorio. Da uno studio sull'obitorio di Lukasa, la capitale dello Zambia, è venuto fuori che solo 12 dei 364 morti presenti erano stati classificati come morti per Covid: e invece i positivi erano 70. "La Tanzania, per esempio, ha a lungo negato l'esistenza del virus" dice. "E così, è ovvio che non hai morti".

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Aglio, zenzero e futuro

E comunque, dice, adesso l'India fa paura. Come il Sudafrica, è stata ai margini dell'epidemia per più di un anno. E come il Sudafrica, è un paese in cui un lockdown non ha senso. Non solo perché le case, qui, sono un formicaio come le strade: ma perché nessuno si fida del governo. "Sugli appalti legati al Covid, si è visto di tutto. Da attrezzature e medicine fornite al triplo del prezzo da aziende che fino a ieri si occupavano di tutt'altro, a finte Ong che si appropriano di aiuti e sussidi. E per tanti, questo significa che il virus non è poi così pericoloso. Che è soprattutto un'opportunità di profitto".

Ma d'altra parte, come gestire il Covid, qui? Come tracciare i positivi? Gli ospedali non hanno neppure il wi-fi. E prima ancora: come identificarli? Un test in privato costa 850 rand. Con cui una famiglia vive per due settimane. E così, per molti l'unica opzione è un sangoma. Uno sciamano. Sono 200 mila, mentre i medici sono 25 mila. E sono esperti di erbe, radici, minerali. Animali vari. Il rimedio più diffuso contro il Covid non si trova dentro il Baragwanath, qui, ma fuori: è a base di aglio e zenzero. Opera di uno sciamano che già che c'è, ti legge anche il futuro.

Rimedi degli sciamani contro il Covid in vendita nel mercato di Mai Mai: il più diffuso è a base di aglio e zenzero (Francesca Borri) 

Uno dei ragazzi in fila, intanto, vomita l'anima. Si è sentito male dopo il vaccino, ed è tornato per delle analisi. Ha l'Hiv. "Per il Covid la scienza si è mobilitata, e in sei mesi ha trovato il vaccino. Per l'Hiv, invece, niente. Perché ora che è il virus dei poveri, nessuno fa più ricerca" dice. "Non fosse per la variante, non saresti mai qui. Non dirmi di essere venuta a scrivere di Sudafrica: stai scrivendo di Europa". Il mondo è ancora dominato dai bianchi, vero?, dico. Pensavamo che una crisi così, ci avrebbe reso migliori. Ma forse no, aggiungo. Forse siamo uguali a prima. Magari anche peggiori. Lui mi guarda. "Non potreste mai essere peggiori di come siete".