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La nostra vi(s)ta interiore

Da sinistra, Wallace Shawn, Gina Gershon e Louis Garrel in Rifkin’s Festival di Woody Allen 
PSYCHO "Rifkin's Festival" di Woody Allen, col pretesto di raccontare una storiella scombinata ambientata al Festival di San Sebastián, è un omaggio delicato al cinema che sogna
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Sempre più diluiti, gli ingredienti del cinema di Woody Allen ci sono tutti anche questa volta: i tradimenti, i rabbini, l'amor naufrago e l'amor fatale, l'ipocondria, l'industria del cinema con le sue meschinità, la nostalgia dei cinema d'essai. L'America ottusa, l'Europa come Musa. E anche questa volta c'è chi esce dal cinema (sì, son tornate le sale casomai qualcuno non se ne fosse accorto) scuotendo la testa - "un'idiozia", "non sta in piedi" - e chi esce come sempre divertito e commosso - "non sarà all'altezza dei suoi capolavori, ma è comunque una delizia". 

Ne parlo qui perché, complici le quarantene, poco tempo fa avevo dedicato un breve ciclo di Psycho al cinema che sogna, e Rifkin's Festival, col pretesto di raccontare una storiella scombinata ambientata al Festival di San Sebastián, è un omaggio delicato all'onirocinem…

Sempre più diluiti, gli ingredienti del cinema di Woody Allen ci sono tutti anche questa volta: i tradimenti, i rabbini, l'amor naufrago e l'amor fatale, l'ipocondria, l'industria del cinema con le sue meschinità, la nostalgia dei cinema d'essai. L'America ottusa, l'Europa come Musa. E anche questa volta c'è chi esce dal cinema (sì, son tornate le sale casomai qualcuno non se ne fosse accorto) scuotendo la testa - "un'idiozia", "non sta in piedi" - e chi esce come sempre divertito e commosso - "non sarà all'altezza dei suoi capolavori, ma è comunque una delizia". 

Ne parlo qui perché, complici le quarantene, poco tempo fa avevo dedicato un breve ciclo di Psycho al cinema che sogna, e Rifkin's Festival, col pretesto di raccontare una storiella scombinata ambientata al Festival di San Sebastián, è un omaggio delicato all'onirocinema: cinema come sogno e sogno come cinema. Al punto che le visioni, di veglia e di sonno, del protagonista Mort Rifkin, docente di storia del cinema attempato e bruttino, assumono le sembianze dei classici più amati dal sempre più diafano Woody. Piccoli racconti di luce bianca e nera ispirati al grande cinema di Quarto potere (Wells), 8 ½ (Fellini), Un uomo, una donna (Lelouch), Jules e Jim (Truffaut), Fino all'ultimo respiro (Godard), L'angelo sterminatore (Buñuel), Persona (Bergman), Il posto delle fragole (idem), Il settimo sigillo (idem).

Su nove omaggi onirici, tre sono per Bergman. Che infatti scriveva: "Quando il film non è documento, è sogno", "nessun'altra arte come il cinema va direttamente ai nostri sentimenti, allo spazio crepuscolare e profondo della nostra anima, sfiorando soltanto la nostra coscienza diurna". Il cinema: oggi voglio pensarlo come una sala piena, sopravvissuta alla pandemia e mai stanca di proiettare le immagini della nostra vi(s)ta interiore.

Sul Venerdì del 21 maggio 2021