La nostra vi(s)ta interiore
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiSempre più diluiti, gli ingredienti del cinema di Woody Allen ci sono tutti anche questa volta: i tradimenti, i rabbini, l'amor naufrago e l'amor fatale, l'ipocondria, l'industria del cinema con le sue meschinità, la nostalgia dei cinema d'essai. L'America ottusa, l'Europa come Musa. E anche questa volta c'è chi esce dal cinema (sì, son tornate le sale casomai qualcuno non se ne fosse accorto) scuotendo la testa - "un'idiozia", "non sta in piedi" - e chi esce come sempre divertito e commosso - "non sarà all'altezza dei suoi capolavori, ma è comunque una delizia".
Ne parlo qui perché, complici le quarantene, poco tempo fa avevo dedicato un breve ciclo di Psycho al cinema che sogna, e Rifkin's Festival, col pretesto di raccontare una storiella scombinata ambientata al Festival di San Sebastián, è un omaggio delicato all'onirocinem…
Sempre più diluiti, gli ingredienti del cinema di Woody Allen ci sono tutti anche questa volta: i tradimenti, i rabbini, l'amor naufrago e l'amor fatale, l'ipocondria, l'industria del cinema con le sue meschinità, la nostalgia dei cinema d'essai. L'America ottusa, l'Europa come Musa. E anche questa volta c'è chi esce dal cinema (sì, son tornate le sale casomai qualcuno non se ne fosse accorto) scuotendo la testa - "un'idiozia", "non sta in piedi" - e chi esce come sempre divertito e commosso - "non sarà all'altezza dei suoi capolavori, ma è comunque una delizia".
Ne parlo qui perché, complici le quarantene, poco tempo fa avevo dedicato un breve ciclo di Psycho al cinema che sogna, e Rifkin's Festival, col pretesto di raccontare una storiella scombinata ambientata al Festival di San Sebastián, è un omaggio delicato all'onirocinema: cinema come sogno e sogno come cinema. Al punto che le visioni, di veglia e di sonno, del protagonista Mort Rifkin, docente di storia del cinema attempato e bruttino, assumono le sembianze dei classici più amati dal sempre più diafano Woody. Piccoli racconti di luce bianca e nera ispirati al grande cinema di Quarto potere (Wells), 8 ½ (Fellini), Un uomo, una donna (Lelouch), Jules e Jim (Truffaut), Fino all'ultimo respiro (Godard), L'angelo sterminatore (Buñuel), Persona (Bergman), Il posto delle fragole (idem), Il settimo sigillo (idem).
Sul Venerdì del 21 maggio 2021