✕

Il principe Hussein di Giordania è già un re. Dei social

Il principe Hussein di Giordania (Getty Images) 
Giovane, sportivo, informale. Il figlio di Abdallah II e di Rania, cura nei dettagli la sua immagine instagram: il suo trono dipende anche da quella. Oltre che dai complotti di famiglia
3 minuti di lettura

Nelle riviste femminili del mondo arabo, un titolo di primo piano se lo è già guadagnato: quello di scapolo d'oro della regione, spesso paragonato per formazione e passioni a William d'Inghilterra, con cui condivide l'educazione militare presso l'esclusiva accademia britannica di Sandhurst e l'amore per il calcio. Ma le ultime vicende hanno dimostrato che la vita reale di Hussein bin Abdallah, erede al trono di Giordania, potrebbe essere ben più complicata di quella del suo collega britannico.

Hussein di Giordania all’Accademia militare di Sandhurst 

Suo malgrado infatti qualche settimana fa il primogenito del re Abdallah II e della regina Rania, 26 anni, si è trovato al centro della maggiore crisi politica vissuta dal suo Paese negli ultimi 70 anni: lo zio Hamza, 41 anni, fratellastro del re per parte di padre ed ex erede al trono…

Nelle riviste femminili del mondo arabo, un titolo di primo piano se lo è già guadagnato: quello di scapolo d'oro della regione, spesso paragonato per formazione e passioni a William d'Inghilterra, con cui condivide l'educazione militare presso l'esclusiva accademia britannica di Sandhurst e l'amore per il calcio. Ma le ultime vicende hanno dimostrato che la vita reale di Hussein bin Abdallah, erede al trono di Giordania, potrebbe essere ben più complicata di quella del suo collega britannico.

Hussein di Giordania all’Accademia militare di Sandhurst 

Suo malgrado infatti qualche settimana fa il primogenito del re Abdallah II e della regina Rania, 26 anni, si è trovato al centro della maggiore crisi politica vissuta dal suo Paese negli ultimi 70 anni: lo zio Hamza, 41 anni, fratellastro del re per parte di padre ed ex erede al trono, è stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di aver partecipato a un piano per minare la stabilità della Giordania. Una crisi risolta in pochi giorni con il giuramento di fedeltà di Hamza nei confronti del fratello re, ma che lo stesso sovrano non ha esitato a definire "la più dolorosa, perché le parti in discordia erano dentro e fuori la nostra casa".

Lo scettro conteso

Una casa piuttosto affollata e complicata quella dei reali giordani, eredità di un re - Hussein, scomparso nel 1999, a 64 anni, dopo aver regnato per 47 - che si è sposato quattro volte e ha avuto figli da tre mogli: Abdallah, l'attuale sovrano, è il maggiore, figlio della seconda moglie, la principessa Muna, al secolo la britannica Antoinette Avril Gardiner. Hamza, il principe accusato del complotto, è invece figlio della regina Noor, l'americana Lisa Halabi, l'ultima e la più amata fra le consorti di Hussein. I manuali di storia raccontano che a lui il padre avrebbe voluto lasciare il trono, ma che il ragazzo fosse troppo giovane (19 anni) per prendere le redini al momento della scomparsa del re. Per questo, lo scettro passò ad Abdallah, con Hamza nominato principe ereditario. Se è vero - come qualcuno dice - che il patto fra il sovrano morente e il figlio maggiore fosse che lo scettro avrebbe dovuto poi passare ad Hamza, è impossibile saperlo per certo: sicuro è invece che nel 2004 re Abdallah annunciò il cambio nella linea di successione, nominando il proprio figlio Hussein, che allora aveva 10 anni, erede al trono.

2016, cerimonia di laurea in storia internazionale all’Università di Georgetown  
Da allora la vita del principe è stata segnata: con frequenza sempre maggiore ha accompagnato il padre nei più importanti appuntamenti, in patria come all'estero, in una sorta di apprendistato sul campo del tutto simile a quello che re Hussein aveva fatto a fianco di suo nonno, Abdallah I. Negli ultimi anni poi, il giovane si è ritagliato un ruolo sempre più indipendente: il titolo di tenente nelle Forze armate giordane lo ha visto spesso impegnato sul campo. Ha moltiplicato gli impegni in favore delle nuove generazioni. È stata la persona più giovane a parlare a nome del suo Paese al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. E si è creato un'immagine - veicolata da un profilo Instagram seguito da 2,8 milioni di persone in cui appare spesso in abiti informali, mentre fa sport o è accanto al fratello e alle sorelle minori - che vuole essere lo specchio di un Paese in cui il 50 per cento della popolazione ha meno di 25 anni.

Il peso della madre

A vegliare su di lui, onnipresente e attentissima, c'è la madre, la regina Rania: di famiglia palestinese, la ex manager di Apple è salita al trono ben consapevole del fatto che le sue origini rappresentassero un problema per un regno in cui la divisione fra "transgiordani" - gli abitanti originari del territorio, per lo più membri di tribù con legami nella penisola arabica - e "palestinesi" - originari dell'area all'Est del Giordano, trasferitisi in seguito alle guerre con Israele - è profonda. E che ancora oggi parte dei suoi sudditi la considera una straniera.

Con i fratelli minori Hashem e Salma  
Rania sa che, se un giorno Hussein salirà sul trono, sarà il primo sovrano giordano-palestinese: e che questo potrebbe avere ripercussioni pesanti per tutta la regione. Per questo da anni fa di tutto per prepararlo e assicurargli la protezione necessaria: le migliori scuole e i migliori consiglieri. E presto, c'è da scommetterci, una moglie adatta al ruolo. Finora accanto ad Hussein non si sono viste presenze fisse, ma è certo che qualora una potenziale fidanzata dovesse apparire, l'approvazione della regina sarebbe per lei l'elemento fondamentale.

Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu nel 2015 
A sottolineare il ruolo centrale della sovrana nella preparazione dell'erede del resto, c'è la ricostruzione fatta dal Financial Times sulle origini della recente crisi a corte: a scatenare la voglia di rivalsa di Hamza sarebbe stato, secondo il quotidiano britannico, il rifiuto della regina di concedergli la supervisione dei potenti servizi segreti. Un rifiuto che Rania avrebbe motivato con le preoccupazioni per la sicurezza del figlio e la sua capacità di controllare il Paese se una leva così importante fosse finita nelle mani del rivale.

Durante un seminario contro le dipendenze e il fumo 

Fino a che punto questo sia vero sarà difficile capirlo: di certo c'è il fatto che il presunto complotto ha tolto a Hussein ogni illusione sulla difficoltà delle sfide che lo attendono nel futuro. "Gli Stati Uniti farebbero bene a imparare a conoscere il principe Hussein di Giordania, perché presto o tardi si troverà al comando di un Paese strategico per la regione più delicata del mondo", scriveva qualche mese fa su Foreign Policy, la Bibbia della politica estera americana, l'analista Alia Awadallah. L'Europa, viene da aggiungere, dovrebbe affrettarsi a fare lo stesso.

Sul Venerdì del 4 giugno 2021