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La favola Illustrata di Edina Altara e Vittorio Accornero

Edina Altara, S’isposa, 1919, collage 
SPECIALE ARTE  Da luglio al Man di Nuoro una mostra su una coppia di artisti straordinari. Lei, sarda, aveva meno di 20 anni quando Vittorio Emanuele III comprò un suo collage
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È difficile immaginare l’emozione dell’allora giovanissima artista sarda Edina Altara (1898-1983) quando seppe che il re Vittorio Emanuele III aveva acquistato il suo collage Nella terra degli intrepidi sardi (1916), che fu esposto nel 1917 alla Società degli Amici dell’Arte a Torino. Un successo inimmaginabile per la ragazza, che ricevette anche elogi da personaggi come Ugo Ojetti e Margherita Sarfatti. Ma l’autodidatta Edina, bella e tenace, non si montò la testa e continuò il suo percorso artistico che, cinque anni dopo, la portò anche a conoscere quello che sarebbe diventato suo marito, il noto illustratore piemontese Vittorio Accornero de Testa, detto Ninon. L’incontro avvenne a un ballo di gala presso la Filarmonica di Casale Monferrato, dove Edina si era trasferita con la famiglia. La cronaca della festa, apparsa sulla rivista Il Monferrato, la descrive come un’apparizione orientale: «Una odalisca deli…

È difficile immaginare l’emozione dell’allora giovanissima artista sarda Edina Altara (1898-1983) quando seppe che il re Vittorio Emanuele III aveva acquistato il suo collage Nella terra degli intrepidi sardi (1916), che fu esposto nel 1917 alla Società degli Amici dell’Arte a Torino. Un successo inimmaginabile per la ragazza, che ricevette anche elogi da personaggi come Ugo Ojetti e Margherita Sarfatti. Ma l’autodidatta Edina, bella e tenace, non si montò la testa e continuò il suo percorso artistico che, cinque anni dopo, la portò anche a conoscere quello che sarebbe diventato suo marito, il noto illustratore piemontese Vittorio Accornero de Testa, detto Ninon. L’incontro avvenne a un ballo di gala presso la Filarmonica di Casale Monferrato, dove Edina si era trasferita con la famiglia. La cronaca della festa, apparsa sulla rivista Il Monferrato, la descrive come un’apparizione orientale: «Una odalisca deliziosa, perfetta e maliarda in un vaporoso costume cilestrino, che ha indossato con le più esotiche movenze, e che forse più d’una ha portato, col pensiero, alla morente Turchia». Ninon Accornero invece appariva come «un tipico tenente della guardia scozzese».

Tre mesi dopo, ci fu il matrimonio in Toscana, con una partecipazione di nozze disegnata a quattro mani, quasi ad anticipare il destino della coppia, che avrebbe poi collaborato con le più importanti riviste di moda dell’epoca. Una carriera che sarà ripercorsa per la prima volta dalla mostra Vittorio Accornero-Edina Altara. Gruppo di famiglia con immagini, curata da Luca Scarlini al Man di Nuoro. Dal 10 luglio al 23 gennaio 2022 il museo sarà trasformato per l’occasione in un libro di fiabe del ’900, incentrato su due artisti sospesi tra la Sardegna, l’Italia continentale e il mondo.

Vittorio Accornero ed Edina Altara, Il piccolo re di André Lichtenberger, 1930, volume a stampa 
Il racconto per immagini lega moda, illustrazione, arte e arredamento attraverso le esperienze di Accornero, che pubblica le sue tavole su riviste prestigiose come The Smart Set di New York e El Hogar di Buenos Aires, lavorando anche con celebri stamperie d’arte. Edina viene invece chiamata a collaborare prima con la rivista Grazia e poi con Bellezza, diretta da Giò Ponti. E di Ponti diventa assidua collaboratrice nel 1946, non solo per la moda ma anche e soprattutto nel design, aiutandolo nei progetti di arredamento, inclusi quelli per cinque transatlantici italiani, tra i quali l’Andrea Doria e il Conte Verde. E proprio su quest’ultimo, con Ponti, dipinse nella sala ristorante il pannello su vetro Allegoria del viaggiare (1950).

Sul Venerdì dell'11 giugno 2021