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"The Serpent", nella mente di un serial killer

Tahad Rahim in una scena di The Serpent, miniserie in otto puntate disponibile su Netflix 
PSYCHO Narcisismo, complesso d'inferiorità, sadismo... Cosa si nasconde nelle pieghe della miniserie televisiva di Bbc One e Netflix e del suo protagonista
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All’ennesima domanda «ma The Serpent l’hai visto?» mi rendo conto che la miniserie televisiva di Bbc One e Netflix, protagonista uno sgradevole Tahar Rahim, ha un pubblico numeroso. Ispirate a una storia vera degli anni Settanta, sono otto puntate sulla vita di un commerciante di gemme preziose che irretisce con la sua gentilezza senz’anima sprovveduti backpackers occidentali, ragazze e ragazzi hippies, stanchi di Occidente e innamorati del Sud-Est asiatico. Li circuisce, li deruba, li avvelena lentamente, li tiene in suo potere con godimento sadico e quindi li ammazza.

Alle spalle un enorme complesso di inferiorità (compensato in forma superomista), radici come sempre familiari, e una personalità gravemente narcisistica. Stratega della manipolazione, sotterraneamente paranoide, incapace di colpa e di rimorso, Charles Sobhraj, così si chiamava questo tour operator dell’orrore, aveva una missione: trasformare in inferno il viagg…

All’ennesima domanda «ma The Serpent l’hai visto?» mi rendo conto che la miniserie televisiva di Bbc One e Netflix, protagonista uno sgradevole Tahar Rahim, ha un pubblico numeroso. Ispirate a una storia vera degli anni Settanta, sono otto puntate sulla vita di un commerciante di gemme preziose che irretisce con la sua gentilezza senz’anima sprovveduti backpackers occidentali, ragazze e ragazzi hippies, stanchi di Occidente e innamorati del Sud-Est asiatico. Li circuisce, li deruba, li avvelena lentamente, li tiene in suo potere con godimento sadico e quindi li ammazza.

Alle spalle un enorme complesso di inferiorità (compensato in forma superomista), radici come sempre familiari, e una personalità gravemente narcisistica. Stratega della manipolazione, sotterraneamente paranoide, incapace di colpa e di rimorso, Charles Sobhraj, così si chiamava questo tour operator dell’orrore, aveva una missione: trasformare in inferno il viaggio di chi in Oriente cercava il paradiso.

The Serpent illustra con efficacia un dato emerso dalla ricerca sia psicologica sia neuroscientifica: i soggetti psicopatici sanno empatizzare “volontariamente”, ma non sono in grado di farlo “spontaneamente”. I loro sistemi psicobiologici dell’intersoggettività non si accendono. Siccome sperimentare indirettamente (cioè empatizzare con) le reazioni emotive delle vittime può inibire l’aggressività, l’aumento della loro aggressività finalizzata potrebbe essere correlato proprio a una ridotta esperienza vicaria delle emozioni negative degli altri. Un’altra caratteristica degli psicopatici è la loro capacità, mentalizzante, di fiutare la debolezza della vittima: The Serpent sceglie la preda in base alla sua fragilità, al bisogno, all’ingenuità. La ipnotizza psichicamente per conquistarne la fiducia, poi la avvolge nelle sue spire seduttive e infine la stritola.

Sul Venerdì dell'11 giugno 2021