Pari opportunità, ma non nei baci
di Natalia Aspesi , di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Nervesa 21, 20139 Milano
Probabilmente non le sarà sfuggito lo spot del Ministero delle Pari Opportunità ambientato in un metrò di cui è protagonista (?) un demi-clochard, barba lunga, abbigliamento sciatto, in attesa del suo treno. Due belle ragazze si scambiano inopinatamente con trasporto un bacio accanto a lui. Ed ecco che il nostro si alza di colpo per andarsene da tanto scempio con una smorfia di disgusto. Viene bloccato da un fermo immagine che lo rende vieppiù ridicolo in una folla che invece è in movimento, mentre una voce severa recita: "Nella vita c'è chi si muove e chi rimane bloccato dai propri pregiudizi".
Ora non posso fare a meno di pensare che si tratti di uno spot contro gli omofobi più che contro l'omofobia, e la differenza non è da poco. A parte la smorfia, il poveretto non ha infatti messo in atto c…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Nervesa 21, 20139 Milano
Probabilmente non le sarà sfuggito lo spot del Ministero delle Pari Opportunità ambientato in un metrò di cui è protagonista (?) un demi-clochard, barba lunga, abbigliamento sciatto, in attesa del suo treno. Due belle ragazze si scambiano inopinatamente con trasporto un bacio accanto a lui. Ed ecco che il nostro si alza di colpo per andarsene da tanto scempio con una smorfia di disgusto. Viene bloccato da un fermo immagine che lo rende vieppiù ridicolo in una folla che invece è in movimento, mentre una voce severa recita: "Nella vita c'è chi si muove e chi rimane bloccato dai propri pregiudizi".
Ora non posso fare a meno di pensare che si tratti di uno spot contro gli omofobi più che contro l'omofobia, e la differenza non è da poco. A parte la smorfia, il poveretto non ha infatti messo in atto con parole o fatti alcun atto ostile che potesse offendere le protagoniste del gesto affettuoso. Provare o meno sensazioni omofobe fa parte della libertà di ciascuno, come l'imbarazzo per le effusioni in luogo pubblico, indipendentemente dal sesso. I pensieri intimi di malevolenza che non si traducano in atti pratici non sono a priori esecrabili (in questo caso il personale non è politico) e non andrebbero additati al pubblico ludibrio ricorrendo a una sceneggiatura, quella sì a priori ostile. In buona sostanza l'obiettivo dello spot appare fuorviante, il messaggio ambiguo: nascondere la propria omofobia è trendy, mentre diciamolo, la sua efficacia nella vera lotta all'omofobia, è perlomeno discutibile.
Guido Marcer
Non ho visto lo spot quindi mi riferisco alle sue parole. Nella mia ignoranza credevo che il ministero si occupasse delle pari opportunità nel lavoro, nelle retribuzioni, nell'istruzione, e non di baci. Quindi, pensi lei, mi pareva che lo spot descrivendo un uomo male in arnese, volesse dire: ragazze, smettete un attimo di baciarvi e pensate a questa povera persona che forse ha bisogno del vostro aiuto, sia in denaro che, ovviamente, in baci. Mi sono sbagliata ma la mia scusante è che sono decenni che vedo coppie ambosessi e monosessi che si baciano e al massimo un paio di persone distogliere lo sguardo. Ma poi ognuno ha idee personali sulle effusioni d'amore: c'è chi posta i suoi amplessi per sentirsi protagonista di una storia d'amore, c'è chi vuole buio e solitudine e addirittura silenzio, per godere di una intimità e di una segretezza che aumenta il piacere. Poi non è detto che, se tutto è giusto, tutto è ovvio, tutto è spettacolo da condividere, non si finisca col perdere il piacere della trasgressione e del peccato. Che può essere molto più forte dell'esibizionismo.