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Romagna nostra nei palazzi abbandonati

La fabbrica aeronautica Caproni vicino a Predappio 
Lo zuccherificio Eridania, e poi chiese, cinema, colonie, conventi. Caduti in rovina, oggi grazie a quattro ragazzi sono diventati un museo particolare. Da visitare online e dal vivo. Reportage
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FORLÌ. Qualcosa c'è, nel museo che non c'è. È un container pieno di schermi e di luci, che fa pensare alla reception di un hotel immaginario senza camere e ristorante e con un solo bancone per dare il benvenuto e tante informazioni. Benvenuti dunque al Centro visite di In Loco, dove inizia il viaggio nel Museo diffuso dell'abbandono. Parti da qui, via internet, a piedi o in bicicletta, per visitare 70 luoghi sparsi in Romagna, tutti diversi ma con una storia comune: sono stati abbandonati e non conoscono il loro futuro. In Loco è un'invenzione di quattro giovani (un sociologo, un architetto, un designer grafico, un interprete) che hanno deciso di costruire un percorso impegnativo: il recupero della memoria.

L’ex Casa del fascio a Predappio (Ermes Sangiorgio) 
"Non cerchiamo turisti", dice Francesco Tortori, il sociologo, uno …

FORLÌ. Qualcosa c'è, nel museo che non c'è. È un container pieno di schermi e di luci, che fa pensare alla reception di un hotel immaginario senza camere e ristorante e con un solo bancone per dare il benvenuto e tante informazioni. Benvenuti dunque al Centro visite di In Loco, dove inizia il viaggio nel Museo diffuso dell'abbandono. Parti da qui, via internet, a piedi o in bicicletta, per visitare 70 luoghi sparsi in Romagna, tutti diversi ma con una storia comune: sono stati abbandonati e non conoscono il loro futuro. In Loco è un'invenzione di quattro giovani (un sociologo, un architetto, un designer grafico, un interprete) che hanno deciso di costruire un percorso impegnativo: il recupero della memoria.

L’ex Casa del fascio a Predappio (Ermes Sangiorgio) 
"Non cerchiamo turisti", dice Francesco Tortori, il sociologo, uno dei fondatori dell'associazione Spazi Indecisi. "Coinvolgiamo le persone che, quando passano davanti a un luogo abbandonato - un cinema, una fabbrica, una colonia, un convento - non si girano dall'altra parte ma si chiedono: almeno per alcune di queste mura, può esistere un futuro? Questo, per noi, è fare politica. Non si può partecipare alla cosa pubblica solo con il voto. Noi vogliamo riconquistare pezzi di città e di territorio. Sappiamo bene che oggi - in questa Italia che conta 50 mila palazzi storici abbandonati, 20 mila edifici ecclesiastici e 5 mila borghi - tra un pieno recupero, come, per esempio, trasformare i  ruderi di un monastero in un hotel 5  stelle e l'abbandono totale c'è lo spazio per chiederci: cosa si può fare adesso? E noi qualche cosa forse siamo riusciti a farla".

La colonia Montecatini a Milano Marittima (Ravenna) (Lorenzo Mini) 
Gli schermi accesi nel container raccontano che sono già pronti sette percorsi, ognuno con una decina di obiettivi, da seguire via app o procurandosi scarpe robuste. Il progetto In Loco è stato presentato nel marzo del 2020, quando stava scoppiando il Covid-19. Nonostante la pandemia, nell'estate sono arrivati 36 mila visitatori virtuali e 2.500 in carne ed ossa. "Ma adesso partiamo davvero" spiega Francesco Tortori "e già tante sono le prenotazioni. Non a caso il centro visite qui a Forlì è nella stazione delle corriere ex Atr, Agenzia trasporti romagnola. Non è un complesso monumentale ma ha grandi spazi ed è nel cuore della città.

Aquabell, un piccolo parco acquatico abbandonato a Bellaria Igea Marina (Rimini)  (Francesca Pelliconi) 
C'era un progetto di recupero, con un costo di 4 milioni di euro che non sono mai stati trovati. E allora noi di Spazi Indecisi, assieme agli amici di Città di Ebla, abbiamo chiesto di utilizzare qualche cortile o capannone. In questi anni abbiamo fatto teatro, musica, festival e incontri letterari". Nel 2011 organizzarono una pedalata nel centro di Forlì per scoprire gli edifici dimenticati. Ci si aspettavano poche decine di persone e invece ne arrivarono trecento. E cinquecento l'anno successivo. "Allora abbiamo deciso di organizzarci. Piano piano è nata In Loco. L'app è preziosa (e gratuita). Se ti avvicini al luogo che cerchi, ti arrivano tutte le informazioni e anche le storie di chi conosceva questi luoghi, i filmati storici, le interviste. I viaggi di persona vengono invece programmati per tempo. Quasi tutti i luoghi sono sbarrati e bisogna contattare i proprietari e chiedere i permessi. Il nostro vuole essere davvero un museo diffuso, senza pareti e senza cancelli".

Zucchero e aerei da guerra

Si vedono i prugnoli maturi, oltre la rete che circonda l'Ex Eridania, lo zuccherificio aperto nel 1900. Alla vigilia della Seconda guerra mondiale lo stabilimento aveva  mille dipendenti stagionali e la barbabietola era la prima coltura della Romagna. Via app ti arriva la voce dell'ultimo capo fabbrica (chiusa nel 1970), Piero Casadei. "Nel reparto cottura c'erano  45-50 gradi. A fare la stagione anche tanti studenti. Così i padri insegnavano ai figli come si fa a guadagnare il pane". L'Ex Eridania è stata messa in vendita prima a 21 poi a 14 milioni. Non si è presentato nessuno. "Sta diventando un polmone verde: servono interventi per metterlo in sicurezza".  

Quanti zio Almo ci sono?

Ci sono le amarene mature all'eremo Scardavilla dei monaci Camaldolesi a Meldola, abbandonato nel 1870: l'antico bosco è stato preso dal grano, i versi delle gazze hanno sostituito i canti gregoriani. Vicino a Predappio c'è la Fabbrica aeronautica Caproni: fra il 1933 e il 1944 più di mille operai costruivano i caccia notturni Caproni ca.164 e altri aerei da guerra. "Ero un ragazzo" ricorda Francesco Tortori "quando lo zio Almo mi disse che per anni aveva lavorato qui. Fosse ancora vivo, sarebbe un testimone prezioso. Per questo noi di Spazi Indecisi facciamo appello perché anche fuori dalla Romagna si costruiscano questi serbatoi di memoria. La nostra app è a disposizione. Quanti 'zio Almò ci sono ancora in Italia?".

Sul Venerdì dell'11 giugno 2021