Anche le mamme uccidono
di Natalia Aspesi , di Natalia AspesiIl guaio è che lei, su Repubblica, scrive una serie di sciocchezze a proposito della tragedia di Saman Abbas (la ragazza pachistana fatta scomparire dalla famiglia in Emilia per aver rifiutato un matrimonio combinato, ndr). 1) Fa un parallelo tra vecchie tradizioni italiane di 100 anni fa per sottolineare che "anche noi eravamo così". Ci ha risparmiato solo la banalità detta dagli idioti "anche le nostre nonne portavano il velo", trascurando che qui persino allora nessuno le sgozzava se non lo facevano. 2) Poi ripete più volte "io non ne so niente, mi faccio domande a cui non so rispondere" ecc. Verrebbe da chiederle perché scrive di un argomento di cui confessa di non avere la più pallida idea. 3) Fa sorridere quando dice che in passato i padri uccidevano le figlie... per la minigonna. A parte che sta inventando, ma se anche fosse successo, lei non distingue tra il caso crudele di cronaca e una visione trib…
Il guaio è che lei, su Repubblica, scrive una serie di sciocchezze a proposito della tragedia di Saman Abbas (la ragazza pachistana fatta scomparire dalla famiglia in Emilia per aver rifiutato un matrimonio combinato, ndr). 1) Fa un parallelo tra vecchie tradizioni italiane di 100 anni fa per sottolineare che "anche noi eravamo così". Ci ha risparmiato solo la banalità detta dagli idioti "anche le nostre nonne portavano il velo", trascurando che qui persino allora nessuno le sgozzava se non lo facevano. 2) Poi ripete più volte "io non ne so niente, mi faccio domande a cui non so rispondere" ecc. Verrebbe da chiederle perché scrive di un argomento di cui confessa di non avere la più pallida idea. 3) Fa sorridere quando dice che in passato i padri uccidevano le figlie... per la minigonna. A parte che sta inventando, ma se anche fosse successo, lei non distingue tra il caso crudele di cronaca e una visione tribale del mondo e della vita che porta una madre a "ordinare di ammazzare la figlia". 4) Concludo con una domanda. Ma quando capirete che ragionare solo per ideologia, pensare che tutto il male stia da una parte, e che solo i sedicenti "republicones", i sedicenti "migliori", i politicamente corretti che in realtà hanno una visione orwelliana del mondo sono sempre nel giusto, ma puntualmente sulla realtà arrivano toujours en retard come diceva Napoleone agli austriaci. Dovrebbe chiedere scusa ai lettori di Repubblica per l'articolo tardivo, disinformato e inconcludente che ha scritto. E non è vero che "siete tutti Saman", un po' di serietà per favore. Questa non è una kermesse tardofemminista con gonne a fiori e zoccoli olandesi.
D. Dante
Perché mi aggredisce? Perché mi insulta? Perché non ha scritto: "Gentile signora, ho letto quello che lei pensa della tragedia di Saman e non sono d'accordo con lei, le spiego il perché...". Poi, scusi, perché "lei" diventa "voi"? Anche lei, allora è "voi". Il mio giornale non era in ritardo visto che ne parlava da due giorni e ha continuato a farlo. La mia idea è solo mia e non vedo perché lapidarmi se non generalizzo, se cerco di capire, se non isolo un fatto facendone un evento universale: non tutti i padri tra i 150 mila pachistani né tra il milione e 200 mila musulmani di vari Paesi in Italia ammazzano le figlie, come non tutti i maschi italiani uccidono la compagna disubbidiente. Il mondo è un intreccio tra passato e presente, certo bisognerebbe aver la voglia di sapere, di informarsi, di capire.
Questo nuovo attacco alla baionetta che si è stabilito tra le persone pone un pericoloso divario tra chi sa e chi non sa e impedisce ogni dialogo, ogni comprensione reciproca, ogni venirne a capo. Lei mi definisce bugiarda idiota, banale sciocca, inconcludente. Non le sembra eccessivo? Comunque è lei a pensare che tutto il male sia da una parte e mi perdoni il sospetto: a lei di Saman non importa nulla, ciò che le serve è esprimere il suo malumore e il suo bisogno di nemici, di colpevoli, per sentirsi il meglio.
Sul Venerdì del 18 giugno 2021