Il cervello autistico ha cambiato il mondo
di Alex Saragosa , di Alex SaragosaJonah è un mago della meccanica: ascoltando il suono del motore di un'auto, non solo ne capisce marca e tipo, ma riesce anche a diagnosticare eventuali problemi, sbagliando raramente. Questa dote non basta però a renderlo felice, ha tentato due volte il suicidio, perché a 35 anni vive ancora con i genitori, non trovando un lavoro che lo faccia sentire utile e accettato. "Jonah è autistico e la società non sembra avere un posto per lui, nonostante le sue capacità straordinarie" racconta Simon Baron-Cohen, 63 anni, ricercatore in psicopatologia dello sviluppo all'Università di Cambridge, e uno dei massimi esperti di autismo al mondo.
Per lanciare l'allarme su questo spreco di talenti, Baron-Cohen ha scritto I geni della creatività. Come l'autismo guida l'invenzione umana (Raffaello Cortina, pp. 262, euro 24), in cui mostra come questa patologia neurologica, caratterizzata da problemi nelle relazioni s…
Jonah è un mago della meccanica: ascoltando il suono del motore di un'auto, non solo ne capisce marca e tipo, ma riesce anche a diagnosticare eventuali problemi, sbagliando raramente. Questa dote non basta però a renderlo felice, ha tentato due volte il suicidio, perché a 35 anni vive ancora con i genitori, non trovando un lavoro che lo faccia sentire utile e accettato. "Jonah è autistico e la società non sembra avere un posto per lui, nonostante le sue capacità straordinarie" racconta Simon Baron-Cohen, 63 anni, ricercatore in psicopatologia dello sviluppo all'Università di Cambridge, e uno dei massimi esperti di autismo al mondo.
Per lanciare l'allarme su questo spreco di talenti, Baron-Cohen ha scritto I geni della creatività. Come l'autismo guida l'invenzione umana (Raffaello Cortina, pp. 262, euro 24), in cui mostra come questa patologia neurologica, caratterizzata da problemi nelle relazioni sociali e nella comunicazione, ansia e ripetizioni ossessive di comportamenti, sia la forma estrema di un tipo di cervello che è stato utilissimo nella storia umana, per la sua correlazione con la capacità di indagare e inventare.
Quasi a confermarlo, poche settimane fa Elon Musk, fondatore di Pay Pal, Tesla, Space X e di altre società dell'hi-tech ai vertici dell'innovazione, ha rivelato di avere la sindrome di Asperger, che rientra tra i disturbi dello spettro autistico. E, prima di lui, la lista dei creativi "sospetti autistici" era già molto lunga, da Isaac Newton a Stanley Kubrick, da Michelangelo a Steve Jobs, da Andy Warhol ad Albert Einstein: tutti rivoluzionari nel loro campo, sorretti da una grande capacità di analisi e animati da un'ossessiva passione per il proprio lavoro, ma anche con difficoltà nei rapporti con gli altri.
Quali sarebbero le doti speciali della mente autistica, almeno nei casi meno gravi?
"Le si intuisce da alcuni comportamenti tipici di queste persone, come l'individuazione di schemi ripetitivi dove gli altri vedono solo caos, e un forte interesse nel capire come funzionano le cose. Questo bisogno, spesso ossessivo, di ordine e prevedibilità placa la loro ansia, ed è alimentato da un'espressione estrema della capacità mentale di sistematizzazione, che consiste nel porsi domande su un particolare fenomeno, osservarlo per trovare degli schemi che aiutino a spiegarlo e poi compiere esperimenti mentali o reali, per vedere quali combinazioni delle variabili in gioco funzionino meglio per ottenere un certo risultato. Per esempio, se dopo aver osservato a lungo le piante, noto che nascono dai semi, e che la loro salute dipende da cose come il terreno, l'acqua e la luce, posso fare ipotesi e prove su quale sia il modo migliore per farle crescere: ecco inventata l'agricoltura".
Ma la capacità di fare ipotesi su come funzionino le cose è in tutti noi.
"Certo, ma non è ugualmente distribuita. Nel 2018 ho diretto una ricerca su 600 mila persone, che consisteva nel rispondere a un questionario per misurare la capacità di sistematizzazione e quella empatica. Ordinando le coppie di valori di ogni individuo in un grafico, ci siamo accorti che non si distribuivano a caso su tutta la superficie, ma si concentravano in cinque gruppi, ognuno dei quali ritengo corrisponda a uno dei cinque "modelli" di cervello dell'umanità: il tipo "B" è bilanciato fra le due capacità ed è ugualmente comune fra i due sessi, l'"E", prevalentemente empatico, è due volte più comune fra le donne che fra gli uomini, mentre l'"S", prevalentemente sistematizzante, è più frequente fra gli uomini. Ognuno di questi tre tipi di cervello è posseduto da circa il 30 per cento dell'umanità, ma c'è anche un 3 per cento, tre volte più comune nelle donne, di "E estremo", super empatico, e un 3 per cento, il doppio più comune fra gli uomini, di "S estremo", super sistematizzatore, che include lo spettro autistico".
Questa divisione fra cervelli sistematizzatori e empatici, a che si deve?
"Si crede dipenda soprattutto dalle varianti genetiche legate allo sviluppo del cervello, infatti è largamente ereditaria. Però pare influisca anche l'esposizione al testosterone in utero, che spinge il cervello verso una struttura più "sistematizzante". Così una esposizione molto alta al testosterone, se accoppiata alla presenza di certe varianti genetiche, può portare a cervelli "S estremo", il che spiega anche perché l'autismo sia quattro volte più comune fra i maschi che fra le femmine. Genere a parte, è interessante notare come, dopo 200 mila anni di evoluzione, Homo sapiens non abbia sviluppato un unico tipo di cervello "perfetto", ma ben cinque tipi diversi, ognuno dei quali, evidentemente, si rivela utile alle comunità in diversi momenti di crisi: se c'è una epidemia magari servono i superempatici, che assistano con dedizione i malati, se c'è un problema inedito da affrontare, ecco che vengono utili le invenzioni dei sistematizzatori. Per questa ragione le persone nello spettro autistico sono sempre state preziose: erano gli inventori di trappole nella preistoria, gli architetti nell'antica Roma, e tanti ingegneri o informatici oggi. Ma non solo, l'attenzione costante ai dettagli, l'ossessione di migliorarsi, l'aspirazione alla perfezione che caratterizza i cervelli "S estremo", ha aiutato anche molti musicisti, registi e artisti ad avere successo. Per questo le relative varianti genetiche, nonostante il rischio di autismo grave, si sono conservate nella specie umana".
Un po' di "cervello S" sembrano averlo anche gli animali: molti di loro inventano strumenti.
"Tante ricerche hanno evidenziato le capacità inventive di primati, uccelli, persino polpi, lo so. Ma nessun animale si avvicina alla nostra insaziabile curiosità e capacità di ideare sempre cose diverse. Del resto anche per noi la capacità di sistematizzazione è cosa relativamente recente: si nota un balzo nell'inventiva di Homo sapiens fra 100 mila e 70 mila anni fa, quando hanno cominciato ad apparire invenzioni più raffinate come archi, ami, dipinti, graffiti, sculture, strumenti musicali, dopo che tutto il genere Homo, dagli habilis ai primi sapiens, per un paio di milioni di anni aveva usato strumenti relativamente semplici".
Inventare è importante per la nostra specie, però lo è anche l'empatia e un'eccessiva specializzazione verso la sistematizzazione sembra ridurla.
"Le persone nello spettro autistico hanno in effetti problemi a "leggere" le persone, con il risultato che gli altri per loro sono imprevedibili, cosa che li rende molto ansiosi in società. Hanno anche difficoltà a capire i sottintesi, l'ironia, le metafore, i gesti, perciò è facile ingannarli, bullizzarli e farli soffrire, peggiorando la loro ansia sociale. Ma attenzione, non sono psicopatici privi di empatia: in loro è poco sviluppata quella cognitiva, cioè la capacità di prevedere il comportamento altrui, ma non quella affettiva, cioè la comprensione delle emozioni dei loro simili".
Il mondo attuale sembra essere l'ideale per chi ha un cervello di tipo "S estremo": mai c'è stato tanto bisogno di "sistematizzatori" appassionati di matematica, ingegneria, informatica e scienze esatte.
"In effetti ho constatato che in aree dove si concentrano facoltà e aziende hi-tech c'è un numero di persone con spettro autistico più che doppio che nella popolazione generale, attirate lì dalle possibilità di lavoro. Però non tutti gli autistici sono dei geni matematici o inventori contesi dalle aziende, a molti di loro basterebbe trovare lavori normali in cui esprimere le proprie doti, per sentirsi più integrati, indipendenti e utili. Ecco che lì entra in gioco la loro scarsa abilità sociale e la difficoltà a inserirsi in luoghi di lavoro non pensati per loro, per esempio a causa della loro suscettibilità ai rumori violenti. Ma c'è anche chi ha cominciato a capire le loro potenzialità: l'azienda danese Specialisterne, che offre consulenza informatica, per esempio, forma solo persone con spettro autistico, scegliendole con un colloquio di lavoro non basato su domande, che le metterebbero in ansia, ma sul costruire robot fatti di Lego. Con lo stesso tipo di persone l'esercito israeliano ha costituito l'unità 9900, dove un'eccellente attenzione ai dettagli e la capacità di individuare schemi nascosti risultano utilissime per le analisi di dati e immagini per l'intelligence militare".
Sul Venerdì del 18 giugno 2021