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Meno male che Gianni c'è

Gianni Morandi in un post della sua pagina Facebook  (ovviamente “foto di Anna”) 
CONTROMANO. Un ritmo trascinante, un testo per niente superficiale: dopo il Covid è il momento dell'Allegria
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È uscito l’ultimo pezzo di Gianni Morandi scritto dall’amico Jovanotti. Dopo il periodo più triste del nuovo millennio trovano il coraggio di intitolarlo L’allegria, forse un richiamo a Giuseppe Ungaretti e alla raccolta che pubblicò dopo il primo conflitto mondiale: «…quell’esultanza d’un attimo, quell’allegria che, quale fonte, non avrà mai se non il sentimento della presenza della morte da scongiurare». Siamo quasi alla fine della guerra che abbiamo combattuto tutti insieme contro il Covid-19 e ora si comincia a ricostruire. Cosa ci può essere di meglio di una colonna sonora dal ritmo trascinante e un testo per niente superficiale?

È incredibile che Gianni Morandi, nato nel 1944, trovi ancora oggi, dopo una pandemia e un serissimo incidente, la prorompente energia della felicità. Penso sarebbe andato d’accordo con mio suocero, uomo di una generazione che ha cono…

È uscito l’ultimo pezzo di Gianni Morandi scritto dall’amico Jovanotti. Dopo il periodo più triste del nuovo millennio trovano il coraggio di intitolarlo L’allegria, forse un richiamo a Giuseppe Ungaretti e alla raccolta che pubblicò dopo il primo conflitto mondiale: «…quell’esultanza d’un attimo, quell’allegria che, quale fonte, non avrà mai se non il sentimento della presenza della morte da scongiurare». Siamo quasi alla fine della guerra che abbiamo combattuto tutti insieme contro il Covid-19 e ora si comincia a ricostruire. Cosa ci può essere di meglio di una colonna sonora dal ritmo trascinante e un testo per niente superficiale?

È incredibile che Gianni Morandi, nato nel 1944, trovi ancora oggi, dopo una pandemia e un serissimo incidente, la prorompente energia della felicità. Penso sarebbe andato d’accordo con mio suocero, uomo di una generazione che ha conosciuto il dolore: «Puoi sentire davvero il profumo di una fetta biscottata solo se hai sofferto la fame». Ho incontrato Gianni Morandi un paio di volte – grazie a Dalia Gaberscik, nostra amica comune – e mi ha colpito il racconto di suo padre, ciabattino comunista che ha letto un solo libro nella vita: Il Capitale.

Contromano

Il piccolo Gianni ha cominciato a lavorare con lui e, appena ragazzo, è scoppiato il successo: il cinema, la televisione e soprattutto la musica. L’apice della popolarità, ai tempi di Canzonissima, e poi di anno in anno è rimasto al passo con i tempi, adattandosi per trovare sempre nuove modalità senza mai tradire se stesso. È ancora un ragazzo, nel senso più bello e vitale, e oggi, a 76 anni, vanta tre milioni di follower su Facebook. È un idolo degli adolescenti che forse non conoscono nemmeno le sue canzoni ma  lo considerano a tutti gli effetti uno di loro. “Foto di Anna” è diventato un tormentone grazie alla sua fotografa ufficiale, sua moglie, e la coppia è da tempo ormai un fenomeno di Internet. I giovani gli scrivono, si confidano con lui, gli parlano del futuro, delle loro speranze, e Gianni puntualmente risponde, è sempre presente anche solo con un saluto o un abbraccio virtuale. Potremmo quasi dire che ha fatto per loro tanto quanto il generale Figliuolo.

Meno male che Gianni Morandi esiste. Con la sua voglia di cantare, di comunicare con il mondo, di non arrendersi alla pigrizia della star che ha già ricevuto abbastanza e si rende irraggiungibile. Lui c’è.

Sul Venerdì del 25 giugno 2021