✕

A proposito di scrittori impegnati

PER POSTA. Libri corsari? Magari. Ma senza i Volponi, gli Ottieri, i Rea appare più complicato. Piccole riflessioni sulla letteratura e sui premi. E com'è cambiato il modo di raccontare le classi e dunque la società
1 minuti di lettura

Per scrivere a Michele Serra: lapostadiserra@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Michele Serra, per quanto riguarda il lavoro eccoci ancora una volta ai nodi al pettine, al cuore di una questione socio-economica cruciale. Ma tale discussione senza i Volponi, gli Ottieri e quei campioni di passione civile è ardua. Tuttavia la letteratura evidentemente campa benino  lo stesso, visto quel che promuovono ai Saloni-Fiere gremiti comunque,  con buone vendite anche senza scomodarsi e far rischiare lo scandalo ai campioni contemporanei della bella penna, che vincono lo stesso puntualmente gli Strega e i Campiello, dal Nonino al Mondello, anche senza vergare libri corsari. Diversamente, visto che “tutto il mondo è paese” (anche il Belpaese), la letteratura avrebbe scoperto altri eroici Pasolini, e anche altri Saviano-Gomorra.
Fabio Morandin (Venezia)

Per scrivere a Michele Serra: lapostadiserra@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Caro Michele Serra, per quanto riguarda il lavoro eccoci ancora una volta ai nodi al pettine, al cuore di una questione socio-economica cruciale. Ma tale discussione senza i Volponi, gli Ottieri e quei campioni di passione civile è ardua. Tuttavia la letteratura evidentemente campa benino  lo stesso, visto quel che promuovono ai Saloni-Fiere gremiti comunque,  con buone vendite anche senza scomodarsi e far rischiare lo scandalo ai campioni contemporanei della bella penna, che vincono lo stesso puntualmente gli Strega e i Campiello, dal Nonino al Mondello, anche senza vergare libri corsari. Diversamente, visto che “tutto il mondo è paese” (anche il Belpaese), la letteratura avrebbe scoperto altri eroici Pasolini, e anche altri Saviano-Gomorra.
Fabio Morandin (Venezia)

Caro Morandin, il cosiddetto impegno, in letteratura, non solo non è un obbligo, ma rischia, se autoimposto, di produrre pessima letteratura. Pasolini non fu un gigante perché si occupava di proletariato e di periferie. Fu un gigante perché era Pasolini e scriveva come Pasolini. De André non fu un gigante perché “cantava gli ultimi”, come si è ripetuto fino alla nausea quando morì: centinaia di mediocri opere artistiche e letterarie si occupano degli ultimi, con nobili intenzioni, ma rimangono mediocri. La voce, la vena poetica e la lingua italiana di De André hanno fatto, e fanno, la differenza. 

Detto questo, è vero che l’epoca produce, almeno in apparenza, poca letteratura civile, alla Volponi o alla Ermanno Rea, per non dire degli anni del Dopoguerra. Diciamo che è venuto meno lo scenario  (la grande fabbrica) e mancano le principali parti in commedia ,la borghesia e la classe operaia, entrambe sconfitte dal neocapitalismo finanziario. Henry Ford, i Krupp, gli Agnelli erano borghesi. Bill Gates e Zuckerberg, no. Gli operai e i braccianti erano una classe, erano Cipputi ed erano Di Vittorio. I precari della distribuzione e dei call center non sono classe, non sono un soggetto collettivo. Dunque è più difficile raccontare la realtà in modo “sociale”. Mancano paradigmi condivisi, esperienze collettive.

Sul Venerdì del 2 luglio 2021