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Cani e gatti smarriti? Arrivano i detective

La squadra di Pet Detective, un'agenzia fondata nel 2016 a Dalmine (Bergamo) 
Sono sempre di più le agenzie che si occupano di ritrovare gli animali domestici scappati di casa. Usano le nuove tecnologie (droni e telecamere). Ma soprattutto il fiuto
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È tutta questione di fiuto, di logica, di rapidità. "Quando scappano non serve rincorrerli: bisogna invece anticipare le loro mosse, prevenirle. Entrare nella loro mente e capire cosa stanno per fare". I detective degli animali esistono davvero e si mettono sulle tracce di quelli scomparsi. Gatti e cani nella stragrande maggioranza dei casi, ma all'occorrenza c'è chi si occupa anche di criceti e tartarughe, pappagalli, galline, perfino serpenti. Investigatori a tutti gli effetti, dotati di un intuito eccezionale oltre che della tecnologia più avanzata (dai droni alle telecamere a infrarossi), e dunque in grado di rintracciare gli animali domestici che, per i motivi più svariati, si allontanano dalle nostre case. Con risultati eccellenti: 8 volte su 10, in media, la storia ha un lieto fine. C'è chi preferisce lavorare da solo, e chi invece ha messo in piedi un'agenzia di recupero pet, con tanto di pronto intervento onl…

È tutta questione di fiuto, di logica, di rapidità. "Quando scappano non serve rincorrerli: bisogna invece anticipare le loro mosse, prevenirle. Entrare nella loro mente e capire cosa stanno per fare". I detective degli animali esistono davvero e si mettono sulle tracce di quelli scomparsi. Gatti e cani nella stragrande maggioranza dei casi, ma all'occorrenza c'è chi si occupa anche di criceti e tartarughe, pappagalli, galline, perfino serpenti. Investigatori a tutti gli effetti, dotati di un intuito eccezionale oltre che della tecnologia più avanzata (dai droni alle telecamere a infrarossi), e dunque in grado di rintracciare gli animali domestici che, per i motivi più svariati, si allontanano dalle nostre case. Con risultati eccellenti: 8 volte su 10, in media, la storia ha un lieto fine. C'è chi preferisce lavorare da solo, e chi invece ha messo in piedi un'agenzia di recupero pet, con tanto di pronto intervento online (via chat, telefono o social). Non sarà gratis, ma quando si tratta di salvare un affetto (il legame che s'instaura con gli animali domestici è straordinariamente forte) non si bada certo a spese. E parliamo di numeri enormi: secondo l'ultimo rapporto Eurispes il 40,2 per cento delle famiglie italiane possiede almeno un animale. 

 

Come nelle serie tv

La prima assistenza in caso di scomparsa passa attraverso un lavoro di profiling, esattamente come accade nelle indagini di polizia raccontate in centinaia di film o di serie tv: solo che qui non si parla (quasi mai) di crimini, ma di fughe per paura, per istinto, per curiosità o per distrazione. "Si parte sempre da un'intervista approfondita al proprietario, perché è indispensabile disegnare un profilo anche psicologico dell'animale" spiega Gianluca Baldon, titolare di Autobau, sede a Milano, che oltre alla ricerca e al recupero delle bestiole scomparse offre anche un servizio taxi per animali. "Devo sapere tutto: la situazione sanitaria, se l'animale è registrato alle anagrafi, se ha un chip, da dove arriva, che storia ha, come è scappato, se è mai successo prima, se quel giorno era nervoso, se ha paura di qualcosa in particolare, dove si porta di solito a passeggio. Quindi il primo approccio è sempre al telefono. Nel caso sia un cane a scomparire, è bene fare denuncia anche alle forze dell'ordine. Poi si pianifica l'azione. Il volantinaggio, più efficace dei social, dev'essere fatto subito in un raggio di 3 chilometri: due manifesti, uno a monte, uno a valle delle strade più vicine. Poi i luoghi con grande flusso di persone: chiese, cimiteri, poste, farmacie, scuole, aree cani, centri sportivi".

Un cartello per la ricerca di un cane smarrito 
L'attività di Baldon (che ritrova animali d'ogni genere, compresi quelli "indesiderati" che s'intrufolano nelle case di campagna, come topi e serpenti) è nata dopo una lunga esperienza all'Enpa di Milano. "Spiego punto per punto come fare la ricerca. Poi, se serve, intervengo di persona. Anche fuori Milano: mi hanno chiamato in Sardegna, perfino in Francia, ma i costi aumentano. Quanto? All'incirca 100 euro per giorno di lavoro, escluse le spese di viaggio e alloggio".  

La centrale operativa

A Dalmine, provincia di Bergamo, c'è invece una sorta di "centrale operativa": è qui la sede di Pet Detective, un'agenzia fondata nel 2016 da due imprenditori, Andrea Granelli e Dario Maffioli che, oltre a offrire on line pacchetti di assistenza personalizzata (da 80 a 170 euro, ma soltanto per la ricerca di cani e gatti), organizza anche corsi professionali per diventare Pet Detective online. Corsi a pagamento, s'intende, dai 700 euro in su (ma la pandemia ha interrotto le lezioni, potrebbero riprendere dopo l'estate). "La maggior parte dei casi che trattiamo, circa 600 l'anno da ogni angolo d'Italia, si risolve senza la necessità di un intervento fisico dei nostri professionisti" racconta Granelli. "Spesso basta una campagna Facebook e l'affissione di volantini, purché il nostro intervento sia tempestivo: entro i 5 giorni dallo smarrimento siamo all'82 per cento di casi risolti". 

La sala operativa di Pet Detective 

Basterebbe un collare gps

Ma quali sono gli animali più difficili da ritrovare? "Dipende sempre dai caratteri, ma in teoria rintracciare un gatto è più semplice rispetto a un cane: anzitutto perché percorre meno strada" afferma ancora Gianluca Baldon. "Il gatto è predatore, ma anche preda, quindi tende a nascondersi: sceglierà una siepe, un posto buio, protetto, silenzioso. Il cane invece corre fino allo sfinimento, anche per decine di chilometri, e solo quando si ferma cerca un nascondiglio. Una volta mi è capitato di lavorare su un meticcio scappato da un appartamento in viale Monza, a Milano. L'ha ritrovato l'indomani la polizia a Figino, in tangenziale, investito da un'auto: in una notte aveva percorso 14 chilometri".

E la tecnologia? "Utile, ma non sempre indispensabile" risponde Granelli, di Pet Detective. "Abbiamo a disposizione sia droni sia cani molecolari (addestrati per le ricerche) ma li usiamo raramente, perché si rischia di spaventare ulteriormente l'animale in fuga. A volte può essere consigliato l'uso di telecamere d'ispezione a fibra ottica, per sorvegliare gli spazi più angusti, e di amplificatori sonori". 

Il business comunque è in crescita. "Sarebbe importantissimo rendere obbligatorio il chip anche per tutti i gatti" conclude Baldon. Anche se, a dirla tutta, potrebbe anche bastare un collare gps: costa meno di 50 euro più il costo dell'abbonamento (da mensile a quinquennale). A quel punto, con una semplice app sul cellulare, sarebbe possibile seguire passo per passo gli spostamenti dei nostri amici a quattro zampe.

Sul Venerdì del 2 luglio 2021