Girolimoni, il mostro innocente
di Carlo Lucarelli , di Carlo LucarelliEra una domenica quando sparì la Biocchetta. Stava giocando davanti a casa, la mamma era dentro che sbrigava le faccende, e quando è uscita per chiamarla non c'era più. Impossibile, Bianca è piccolina, va bene, ha meno di quattro anni, però è abituata a starsene fuori, quello è un rione popolare ai margini di Trastevere, si conoscono tutti, e infatti la bimba che giocava con Bianca dice che l'ha vista, si è allontanata con un signore elegante, sul lungotevere. È sempre così obbediente, la chiamano Biocchetta per quello, perché è ingenua, una che abbocca a tutto.
Per la signora Alessandra comincia l'incubo peggiore per una madre, che si concretizza quando la piccola Bianca viene trovata in un prato vicino alla Basilica di San Paolo, nel quartiere Ostiense, violentata e uccisa. Un incubo che diventa presto anche quello di tutte le madri di Roma, perché qualche mese dopo, a Borgo, tocc…
Era una domenica quando sparì la Biocchetta. Stava giocando davanti a casa, la mamma era dentro che sbrigava le faccende, e quando è uscita per chiamarla non c'era più. Impossibile, Bianca è piccolina, va bene, ha meno di quattro anni, però è abituata a starsene fuori, quello è un rione popolare ai margini di Trastevere, si conoscono tutti, e infatti la bimba che giocava con Bianca dice che l'ha vista, si è allontanata con un signore elegante, sul lungotevere. È sempre così obbediente, la chiamano Biocchetta per quello, perché è ingenua, una che abbocca a tutto.
Per la signora Alessandra comincia l'incubo peggiore per una madre, che si concretizza quando la piccola Bianca viene trovata in un prato vicino alla Basilica di San Paolo, nel quartiere Ostiense, violentata e uccisa. Un incubo che diventa presto anche quello di tutte le madri di Roma, perché qualche mese dopo, a Borgo, tocca alla piccola Rosina, quattro anni anche lei, stesso destino, e meno di un anno dopo a Elsa, sei anni, e l'anno dopo ad Armanda, cinque anni, ritrovata sul colle dell'Aventino. E ce ne sono altre tre, di bambine, rapite, molestate ma non uccise.
Un incubo, giustamente, che serpeggia tra le strade di Roma e soprattutto dei quartieri popolari in cui sono sparite le bambine, che porta una folla ai funerali delle piccole vittime, una folla arrabbiata. E che esplode sui giornali. Siamo nel 1924, il regime fascista è appena arrivato e c'è ancora spazio per raccontare le notizie. Uno spazio che si sta già chiudendo, perché quelli sono i mesi in cui il deputato socialista Giacomo Matteotti, che ha denunciato le violenze del regime, viene rapito e ucciso dai fascisti, ma le notizie di cronaca nera non vengono ancora censurate come lo saranno in seguito, e così i giornali si scatenano.
Il regime e gli inquirenti assecondano, e infatti si arriva presto a sbattere in galera e in prima pagina il mostro che tutti sbavano di conoscere: un mediatore d'affari, elegante e ambiguamente mondano, che si chiama Gino Girolimoni. Questo investe l'immaginario collettivo con tanta forza che ancora adesso, per indicare un pedofilo, si dice che è "un girolimoni".
Ma non è vero. Non è lui il mostro, tanto che viene prosciolto da ogni accusa senza arrivare nemmeno a un processo. L'assassino della Biocchetta e delle altre bambine, nonostante concrete ipotesi su diversi insospettabili, è ancora sconosciuto.
Sul Venerdì del 2 luglio 2021