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Il ritorno della foca monaca

Una foca monaca nel Mediterraneo (Alamy/Ipa) 
Nel secolo scorso, ricercata per il suo grasso, si era quasi estinta. Da qualche anno viene avvistata nei nostri mari. Se vi capita, fotografatela. Ma da lontano
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Uno dei mammiferi più a rischio di estinzione al mondo, la foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus), da qualche tempo è tornata a frequentare le acque italiane, dov'era quasi scomparsa, lasciando sperare in un suo ritorno in pianta stabile. Nell'ultimo triennio è apparsa in più occasioni nel Tirreno (a Capraia, dove mancava da sessant'anni, a Pianosa e a Ustica), nello Ionio (a Capo Rizzuto, Porto Cesareo e altri tratti del Salentino), oltre che nello Stretto di Sicilia (Egadi e Lampedusa), facendo capolino in aree a lei un tempo familiari, dov'era conosciuta anche come bue marino o vecchio di mare.

In una spiaggia vicino a Brindisi, nel gennaio 2020 è addirittura apparso un cucciolo solitario (purtroppo morto di lì a poco), segno importantissimo che le foche non sono solo di passaggio, ma cominciano a venire nei nostri mari anche per riprodursi. Attualmente è in corso una spedizione scientifica nelle acque di G…

Uno dei mammiferi più a rischio di estinzione al mondo, la foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus), da qualche tempo è tornata a frequentare le acque italiane, dov'era quasi scomparsa, lasciando sperare in un suo ritorno in pianta stabile. Nell'ultimo triennio è apparsa in più occasioni nel Tirreno (a Capraia, dove mancava da sessant'anni, a Pianosa e a Ustica), nello Ionio (a Capo Rizzuto, Porto Cesareo e altri tratti del Salentino), oltre che nello Stretto di Sicilia (Egadi e Lampedusa), facendo capolino in aree a lei un tempo familiari, dov'era conosciuta anche come bue marino o vecchio di mare.

In una spiaggia vicino a Brindisi, nel gennaio 2020 è addirittura apparso un cucciolo solitario (purtroppo morto di lì a poco), segno importantissimo che le foche non sono solo di passaggio, ma cominciano a venire nei nostri mari anche per riprodursi. Attualmente è in corso una spedizione scientifica nelle acque di Gallipoli, dove negli ultimi mesi ci sono stati ben due avvistamenti. Durante la missione, condotta da Ispra e Arpa Puglia, verranno utilizzate fotocamere ad attivazione automatica, piazzate in punti strategici all'ingresso e dentro grotte e anfratti, dove abitualmente le foche trovano rifugio e partoriscono.

Color saio del frate

Di lunghezza non superiore ai due metri e mezzo e dalla livrea bruna negli adulti, che ricorda i sai dei frati (da cui il nome), la foca monaca è l'unica specie della famiglia dei focidi presente nel Mediterraneo, dove un tempo nuotava diffusamente, dal Mar Nero a Gibilterra e oltre, fino alle coste mauritane e portoghesi, nonché alle Canarie e Madeira. Nel secolo scorso si è aggravato il declino, fin quasi all'estinzione: dieci anni fa ne rimanevano 400 esemplari. Così l'Iucn l'ha messa nella lista rossa delle specie minacciate.

"In Italia le ultime colonie riproduttive risalgono agli anni Settanta" dice Giulia Mo, ricercatrice dell'Ispra. "In seguito sono stati avvistati solo singoli esemplari erranti, e negli ultimi anni invece le segnalazioni sono aumentate". Oggi si calcola che la popolazione sia arrivata circa a 700 esemplari. Come si spiega? "Alcune delle pressioni a cui la specie era esposta si sono attenuate, a partire dall'uccisione da parte dell'uomo" dice Mo. A causa della sua voracità, infatti, i pescatori la vedevano come una temibile concorrente, e  ogni esemplare ucciso veniva sfruttato per il grasso, dal quale ricavare pelle, grasso e olio combustibile. L'aumento del benessere sociale, ma anche educazione e sensibilizzazione ai temi ambientali possono avere contribuito al ritorno. E l'avvento delle nuove tecnologie digitali (cellulari compresi) hanno permesso di fornire rilevazioni in tempo reale (raccolte dall'Ispra in una banca dati).

Il pericolo turisti

Tra queste spiccano gli avvistamenti a Capraia, tra giugno e l'autunno scorso, e proprio nella Grotta delle foche, a loro intitolata: al suo interno la stessa Giulia Mo ha visto un esemplare addormentato. Il Parco dell'Arcipelago toscano ha emesso un'ordinanza per evitare visite nella grotta da parte di turisti e proteggere la tranquillità dei mammiferi. "Ora dobbiamo intensificare il monitoraggio, e implementare le azioni di tutela" ha detto il presidente del Parco Giampiero Sammuri.

Impegno che è condiviso a livello internazionale: di recente è stata approvata la Strategia per la conservazione della Foca monaca in Mediterraneo, sotto l'egida della Convenzione di Barcellona.Il piano contiene obiettivi per tutti i Paesi mediterranei. Per l'Italia prevede programmi di monitoraggio e formazione, collaborazione con i Paesi vicini, nonché misure per proteggere i siti di avvistamento.

La localizzazione si potrà avvalere anche di una nuova tecnica: è in corso di pubblicazione uno studio internazionale (primi firmatari Elena Valsecchi, dell'Università di Milano Bicocca, ed Emanuele Coppola, del Gruppo Foca Monaca, associazione romana nata dal Wwf) secondo il quale è possibile stabilire la presenza della foca in determinate aree dall'analisi delle tracce biologiche rilasciate in acqua dagli animali. Utilizzando tale tecnica, chiamata eDNA, nel Mar Tirreno e nello Stretto di Sicilia (isole Pelagie), fra il 2018 ed il 2020 è stato rilevato Dna di foca monaca in oltre la metà dei campioni marini raccolti, di fatto anticipando le osservazioni poi verificatesi in prossimità delle aree campionate.

Dunque sarà senz'altro un'estate di seal watching, in acqua e all'asciutto: dal 23 al 29 agosto si terrà alla Maddalena la Settimana della foca monaca, organizzata dal Gruppo Foca monaca col patrocinio del Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena. Un corso di approfondimento sulla specie e sulle tecniche di osservazione, studio e protezione rivolto a studenti di biologia, ma anche semplici appassionati e curiosi. L'Ispra invece ha aperto una pagina Facebook per le segnalazioni (Foca monaca Ispra): in caso di incontro, si consiglia di tenere una distanza di sicurezza (di almeno 50 metri) e non disturbare l'animale in nessun modo.

Sul Venerdì del 2 luglio 2021