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Se son Verdi appassiranno. La parabola di Annalena Baerbock

Annalena Baerbock (Getty Images) 
Fino a poco fa veniva considerata l’astro nascente della politica tedesca, possibile futura cancelliera. Ora però la leader dei Grünen è in picchiata. Colpa sua. Ma non solo
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BERLINO. L'ultima accusa, forse la più imbarazzante, è quella di aver copiato interi passaggi da un libro di due politici conservatori. E alla fine dell'ennesima settimana di passione, la candidata dei Verdi alla cancelleria, Annalena Baerbock, ha ammesso che "certo, col senno di poi sarebbe stato meglio lavorare con un indice delle fonti". E forse Baerbock si è sentita obbligata a scusarsi anche sull'onda di indiscrezioni sempre più pesanti sulla possibilità che i Verdi possano cambiare cavallo in corsa, ripiegando sul copresidente, Robert Habeck. Negli ultimissimi sondaggi, dal 28% di due mesi fa, quando sembrava persino potessero superare la Cdu/Csu di Angela Merkel e Armin Laschet e aspirare alla Cancelleria, gli ambientalisti tedeschi sono ormai scivolati sotto il 20%. L'allarme è enorme, al quartier generale dei Verdi.

BERLINO. L'ultima accusa, forse la più imbarazzante, è quella di aver copiato interi passaggi da un libro di due politici conservatori. E alla fine dell'ennesima settimana di passione, la candidata dei Verdi alla cancelleria, Annalena Baerbock, ha ammesso che "certo, col senno di poi sarebbe stato meglio lavorare con un indice delle fonti". E forse Baerbock si è sentita obbligata a scusarsi anche sull'onda di indiscrezioni sempre più pesanti sulla possibilità che i Verdi possano cambiare cavallo in corsa, ripiegando sul copresidente, Robert Habeck. Negli ultimissimi sondaggi, dal 28% di due mesi fa, quando sembrava persino potessero superare la Cdu/Csu di Angela Merkel e Armin Laschet e aspirare alla Cancelleria, gli ambientalisti tedeschi sono ormai scivolati sotto il 20%. L'allarme è enorme, al quartier generale dei Verdi.

Si sa, gli instant book buttati giù in fretta e in furia per le campagne elettorali non sono mai dei capolavori. E lo scandalo sul libro pubblicato dalla spitzenkandidatin (candidata di punta) dal titolo Jetzt. Wie wir unser Land erneuern ("Adesso. Come rinnoviamo il nostro Paese") sta assumendo anche dimensioni grottesche. Perché è chiaro che i media tedeschi, soprattutto quelli conservatori, si sono ormai lanciati con furia belluina sulle virgole della biografia della candidata quarantenne per trovare incongruenze, errori, sbavature.

Un libricino assemblato in vista di una battaglia elettorale deve essere anzitutto una guida per capire cosa si vota, quando si mette la crocetta su Baerbock e sui Verdi. E di contenuti, per la verità, in Germania non parla più nessuno. Piuttosto alcuni giornali, ormai con la bava alla bocca, hanno tirato fuori capoversi del libro copiati dal web. All'inizio i Verdi hanno, non a torto, obiettato che non si tratta di una tesi di dottorato. Come a dire che i contenuti su blog, giornali o pagine di internet non sono sempre soggetti alle regole rigide del diritto d'autore. Baerbock avrebbe copiato paragrafi o semplici frasi dal blog Climate Challenge, da articoli dello Spiegel e del Tagesspiegel, da pagine online di fondazioni, senza però mai citare la fonte.

Un polverone che somiglia un po' a quello che si è levato intorno al suo curriculum, nelle prime settimane dell'ufficializzazione della sua candidatura. La capa dei Verdi ha abbellito passaggi della sua biografia, ha omesso di scrivere che non ha mai concluso del tutto il suo iter universitario ad Amburgo o il master alla London School of Economics e si è detta membro dell'Unchr e del German Marshall Fund quando è solo una sostenitrice (con donazioni) dell'organizzazione dell'Onu e ha avuto una semplice borsa di studio dal think tank.

Maledettamente fiscali

Dettagli, certo. Come può essere considerato un dettaglio, forse un po' meno trascurabile, che Baerbock si fosse "dimenticata" di dichiarare alcuni introiti incassati come presidente del partito. "È stato un errore stupido", ha ammesso. Il presidente della Junge Union, l'organizzazione giovanile della Cdu, Tilman Kuban, ha messo il dito nella piaga: "Non si capisce perché la leader dei Verdi abbia ottenuto un "corona-bonus" esentasse, quando di solito è destinato solo ai dipendenti di un partito, non anche ai suoi leader".

Al curriculum analizzato al microscopio si è aggiunta, sempre nelle prime settimane dell'annuncio che Baerbock correrà per il dopo-Merkel, un'ondata inquietante di fake news. Sui social media è apparsa una dichiarazione della leader ambientalista totalmente inventata. La leader dei Gruenen avrebbe suggerito, tout court, di abolire gli animali domestici. Un'altra immagine che è dilagata come una febbre su Facebook e Instagram è un fotomontaggio di una donna nuda con la testa di Baerbock e una frase che insinuava che durante gli studi si sarebbe prostituita. Un'offensiva micidiale, che ha gettato benzina sul fuoco e ha acuito il sospetto di una candidata presa particolarmente di mira perché donna e giovane. Baerbock ha quarant'anni.

Nella patria del rigore

D'altra parte l'impressione generale è che la Spitzenkandidatin dei Verdi abbia preparato malissimo la sua campagna elettorale. E le imprecisioni, le piccole bugie, gli abbellimenti, le omissioni hanno ormai consolidato, nel Paese, l'immagine di una candidata inaffidabile per il dopo-Merkel. E l'inaffidabilità, nella patria del rigore, è considerato più o meno un peccato mortale. Insomma, nella Germania che si prepara a dare l'addio a una Cancelliera che per sedici anni ha dominato in Europa e ha continuato a garantire percentuali stellari alla Cdu mentre gli altri grandi partiti tradizionali si squagliavano come neve al sole e che nei sondaggi è tuttora il politico più amato dai tedeschi, queste défaillance della leader ambientalista non sono affatto irrisorie. Chi aspira a ereditare lo scettro di Angela Merkel, deve necessariamente fare i conti anche con la sua biografia inscalfibile, con la sua "prima vita" dietro al muro di Berlino da solida scienziata con dottorato in fisica, e con la sua "seconda vita" da leader della Cdu e poi da cancelliera. Trent'anni senza l'ombra di uno scandalo. Mai.

Sul Venerdì del 16 luglio 2021