Francesco Guccini: ma quali crittografie sono solo un dilettante
di Stefania Parmeggiani , di Stefania Parmeggiani"Non sono un enigmista, chieda a Paolo Conte, lui sì che ama i rompicapo, ha anche intitolato una canzone Rebus. Io invece mi sono limitato a citare la parola nel testo di Inutile. C'è differenza no?". Francesco Guccini risponde al telefono dalla "casa sul confine dei ricordi", quella di Radici, a Pavana, Appennino pistoiese ai confini tra Toscana ed Emilia, dove crebbe "tra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia" e dove è tornato a vivere anni fa continuando a coltivare il suo amore per la parola. Non più in musica ma su carta, come nei romanzi, e a volte solo in testa: giochi enigmistici, in particolare le complicatissime crittografie.
Guccini, forse non sarà un esperto, ma un appassionato sì.
"Più che altro un dilettante. Ringrazio Bartezzaghi per avermi incluso tra gli insospettabili amanti dell'enigmistica, ma questa volta esagera".
"Non sono un enigmista, chieda a Paolo Conte, lui sì che ama i rompicapo, ha anche intitolato una canzone Rebus. Io invece mi sono limitato a citare la parola nel testo di Inutile. C'è differenza no?". Francesco Guccini risponde al telefono dalla "casa sul confine dei ricordi", quella di Radici, a Pavana, Appennino pistoiese ai confini tra Toscana ed Emilia, dove crebbe "tra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia" e dove è tornato a vivere anni fa continuando a coltivare il suo amore per la parola. Non più in musica ma su carta, come nei romanzi, e a volte solo in testa: giochi enigmistici, in particolare le complicatissime crittografie.
Guccini, forse non sarà un esperto, ma un appassionato sì.
"Più che altro un dilettante. Ringrazio Bartezzaghi per avermi incluso tra gli insospettabili amanti dell'enigmistica, ma questa volta esagera".
"Addirittura? E quali sarebbero?"
Le riprese della Rai alla finale del premio Gradara Ludens del 1996: è stato ripreso mentre parlava di crittografia con Roberto Benigni.
"Stavamo discutendo sulla corretta interpretazione di un gioco. Il testo era 'UMALO'. La soluzione: 'Lanzichenecco inumano'. Cioè: 'L anziché N, ecco, in umano'. C'era anche Umberto Eco".
Il terzetto delle ottavine.
"Quella è un'altra storia. Anni fa a Bologna, a casa di amici, Benigni iniziò a sfidarmi in un torneo di rime in ottavine toscane costruite all'impronta. Cominciammo noi due, poi volle provare anche Eco e andammo avanti per tutta la serata".
Come funzionava?
"Il primo lasciava al secondo il compito di rimare con parole difficili da abbinare. E così via... Benigni era bravissimo. Pensavamo di averlo messo in un angolo ed ecco che invece s'inventava una rima impossibile".
Vi capitava spesso?
"Ma no, accadde quella sera".
Non vi siete mai scambiati crittografie?
"Con Benigni o Eco no. Conte invece una volta a Sanremo per il Club Tenco me ne diede una".
E Loriano Macchiavelli?
"No, con lui abbiamo altri enigmi in testa, quelli dei nostri gialli. Capita piuttosto con Giorgio Comaschi. Ogni tanto mi telefona e se ne esce con qualche nuova crittografia mnemonica. Io però voglio subito la soluzione".
Come mai?
"Gliel'ho detto, sono un dilettante. Mi diverto, mi distraggo, mi concentro come tutti quelli a cui piace dilettarsi con gli enigmi, ma nulla di più".
Bè, è andato anche sulla Settimana Enigmistica.
"I miei album e i titoli delle mie canzoni sono finiti nei giochi di parole, nei cruciverba o negli anagrammi. Bartezzaghi una volta mi regalò una serie di crittografie sulle mie canzoni".
Intendevo nel ruolo di enigmista. Il 18 agosto 2016, pagina 40, all'interno di "L'edipo classico". Su Internet ci sono blog che ricordano quel suo debutto.
"Sì certo, proposi una frase bisenso - "Karaoke Reale" - firmandomi "il Pavanese"".
E qual era la soluzione?
"Base per altezza. Facile no?".
Sul Venerdì del 23 luglio 2021