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I conti aperti col fascismo

Michele Serra in un disegno di Gipi 
PER POSTA. Una grossa parte degli italiani non ha mai davvero chiuso con il regime mussoliniano. Basta vedere le destre che abbiamo
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Per scrivere a Michele Serra: lapostadiserra@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Gentile Michele, nel 2021 molti italiani pensano e dicono che la dittatura fascista fu necessaria per raddrizzare il Paese. Poi il regime operò anche bene. Buona parte dell’elettorato democristiano pensava lo stesso, ma non lo dichiarava. La dimensione criminale di Mussolini e del fascismo non è assolutamente colta, nonostante lo stesso Mussolini, nel discorso del 1924 davanti all’ «aula sorda e grigia», rivendicasse la sua criminalità. Criminale fu la guerra imperialista italiana, in Africa e nei Balcani, ad opera del Regio Esercito. Nel 1945 mancava all’appello un quinto della popolazione slovena, fra impiccagioni, fucilazioni, incendio di villaggi e campi di sterminio, come il tristemente noto campo di Rab. Quando Mattarella incontrò i presidenti di Slovenia e Croazia, riconobbero le vittime dei tre popoli. …

Per scrivere a Michele Serra: lapostadiserra@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma

Gentile Michele, nel 2021 molti italiani pensano e dicono che la dittatura fascista fu necessaria per raddrizzare il Paese. Poi il regime operò anche bene. Buona parte dell’elettorato democristiano pensava lo stesso, ma non lo dichiarava. La dimensione criminale di Mussolini e del fascismo non è assolutamente colta, nonostante lo stesso Mussolini, nel discorso del 1924 davanti all’ «aula sorda e grigia», rivendicasse la sua criminalità. Criminale fu la guerra imperialista italiana, in Africa e nei Balcani, ad opera del Regio Esercito. Nel 1945 mancava all’appello un quinto della popolazione slovena, fra impiccagioni, fucilazioni, incendio di villaggi e campi di sterminio, come il tristemente noto campo di Rab. Quando Mattarella incontrò i presidenti di Slovenia e Croazia, riconobbero le vittime dei tre popoli. Ma nel racconto nazionale, fin dal 1945, si è costruita la leggenda “italiani brava gente“. E così il generale Graziani non fu estradato in Etiopia a rispondere delle stragi nei villaggi con il gas, dopo pochi anni fu condonato e divenne presidente del neonato Movimento Sociale Italiano. I generali Roatta e Robotti non furono estradati in Iugoslavia, ma fuggirono dal campo di concentramento trovando le porte aperte e l’auto in attesa con il motore acceso, riparando in Spagna sotto la protezione di Franco. Non bastano i morti di Cefalonia  per riscattare i nostri crimini in Grecia. Nella sola Atene 20 mila persone morirono di fame, e Atene era sottoposta all’amministrazione militare italiana. No, né in Grecia, né in Iugoslavia, Albania, Libia ed Etiopia ci comportammo meglio dei nostri alleati tedeschi.
Agostino Guerini (Brescia)

Caro Guerini, che l’Italia non abbia mai fatto davvero i conti con il fascismo non è un argomento di discussione: è un’evidenza. La dimensione criminale del fascismo non è minimamente percepita da una vasta parte di italiani. Non so dire se la maggioranza, ma certamente moltissimi. Di qui – tra l’altro – l’inesistenza di una forte destra liberal-democratica, ovvero antifascista. Se la nostra incredibile destra oggi è composta nella quasi totalità da un partito post-neofascista (Fratelli d’Italia) e da un partito populista, la Lega, certamente non antifascista (e con un leader, Salvini, fascista nei modi e spesso anche nelle parole), è perché questo Paese, con il fascismo, non ha mai veramente chiuso. Più che di ipocrisia, penso si sia trattato di comodità. I conti con la storia sono scomodi, perché spesso costringono a guardare in faccia prima di tutto se stessi. Durissimi furono i conti dei comunisti italiani con la propria storia. Si riveda La cosa di Nanni Moretti, si rileggano i giornali di allora, per cogliere il travaglio umano, la fatica di rinnegare il nome, la presa d’atto del fallimento tragico dei totalitarismi nati nel nome del socialismo. Non esiste niente di lontanamente simile, purtroppo, nella destra italiana. Ho sempre pensato che la differenza tra fascismo e comunismo sia, prima di tutto, la differenza tra fascisti e comunisti. Con le debite eccezioni, c’è un diverso livello di serietà umana. Oggi ci si dichiara fascisti, o mussoliniani, in questo Paese, con grande spensieratezza. L’imperialismo straccione e genocida, gli omicidi politici, l’abolizione della democrazia, le infami leggi razziali, l’ecatombe della guerra di Hitler e Mussolini? Vale il motto fondativo del fascismo: se ne fregano.

Sul Venerdi del 23 luglio 2021