Fare un figlio da single non vuol dire essere sole
di Natalia Aspesi , di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Nervesa 21, 20139 Milano
Dopo una vita affettiva normale, fatta di momenti di solitudine alternati a storie lunghe e brevi con uomini talvolta deludenti ma sempre gentili e rispettosi, spesso amati, ho deciso di diventare madre da sola, a 38 anni. Mi sono così recata in Spagna in una clinica che accoglie ogni anno centinaia di pazienti straniere, donne single o in coppia tra cui molte italiane. Ho scelto il percorso della fecondazione assistita con donatore anonimo e ha funzionato. Tra un mese il mio bambino nascerà. Sono felice, il che non esclude momenti di dubbio, paura, fragilità. Momenti che vivevo anche prima di questa avventura che è la gravidanza e che sono forse inevitabili quando ci si confronta con il mondo e con se stessi. Ci ho pensato tanto, ho ascoltato gli altri, me stessa, e ho agito.
A tutti quelli che mi vogliono bene e mi accompagnano dico sempre grazie. I m…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Nervesa 21, 20139 Milano
Dopo una vita affettiva normale, fatta di momenti di solitudine alternati a storie lunghe e brevi con uomini talvolta deludenti ma sempre gentili e rispettosi, spesso amati, ho deciso di diventare madre da sola, a 38 anni. Mi sono così recata in Spagna in una clinica che accoglie ogni anno centinaia di pazienti straniere, donne single o in coppia tra cui molte italiane. Ho scelto il percorso della fecondazione assistita con donatore anonimo e ha funzionato. Tra un mese il mio bambino nascerà. Sono felice, il che non esclude momenti di dubbio, paura, fragilità. Momenti che vivevo anche prima di questa avventura che è la gravidanza e che sono forse inevitabili quando ci si confronta con il mondo e con se stessi. Ci ho pensato tanto, ho ascoltato gli altri, me stessa, e ho agito.
A tutti quelli che mi vogliono bene e mi accompagnano dico sempre grazie. I miei genitori, i miei fratelli, le mie amiche, i miei compagni di vita. Agli altri che guardano questa possibilità con legittimo sospetto, dico che fare un figlio da sola non si può, ci vuole una rete intorno. Per il sostegno, l'amore, l'amicizia e l'alterità. Crescere un figlio senza un uomo è invece possibile e del resto molte donne lo hanno fatto, spesso non per scelta. Oggi invece possiamo scegliere, il che non vuol dire criticare o negare percorsi più classici. Vuole dire solo saperli accordare con nuove forme di affettività e di società. Più le esperienze saranno diverse, più interessante sarà condividerle. Le volevo dire: io sono felice. Insieme a quelli che sono felici con me, che aspettano con me questo bambino di domani.
Sul Venerdì del 23 luglio 2021