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Trump e la grande bugia d'agosto

3 luglio 2021
L’ex presidente Donald Trump parla a Sarasota (Florida) per un rally organizzato dal partito repubblicano (Eva Marie Uzcategui/Getty Images) 
L'ex presidente americano non è sparito e nei comizi assicura il suo imminente rientro alla Casa Bianca. I complottisti rilanciano e la stragrande maggioranza del partito sta ancora con lui
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NEW YORK "Tornerò alla Casa Bianca ad agosto". L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sconfitto alle elezioni dello scorso novembre con il 46,9 per cento dei voti (74.223.744) contro il 51,31 (81.283.485) del rivale Joe Biden, non si rassegna. E ai comizi delle scorse settimane in Ohio, Texas e Florida ha continuato a ripetere di essere vittima di brogli rilanciando quella che i media americani chiamano ormai Big Lie, la grande bugia. Non solo. Ora parla addirittura di un suo imminente ritorno: "Fra pochi giorni sarò reintegrato". Lo conferma via Twitter Maggie Haberman, corrispondente del New York Times alla Casa Bianca: "Trump lo ha già detto a un cospicuo numero di persone". E lo rilanciano sui social pure i cospirazionisti di Qanon, gli adepti alla folle teoria in circolo fin dal 2017 (ha raggiunto anche l'Italia attraverso la rete No Vax) secondo cui gli Stati Uniti sono controllati da una setta di satanisti-ped…

NEW YORK "Tornerò alla Casa Bianca ad agosto". L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sconfitto alle elezioni dello scorso novembre con il 46,9 per cento dei voti (74.223.744) contro il 51,31 (81.283.485) del rivale Joe Biden, non si rassegna. E ai comizi delle scorse settimane in Ohio, Texas e Florida ha continuato a ripetere di essere vittima di brogli rilanciando quella che i media americani chiamano ormai Big Lie, la grande bugia. Non solo. Ora parla addirittura di un suo imminente ritorno: "Fra pochi giorni sarò reintegrato". Lo conferma via Twitter Maggie Haberman, corrispondente del New York Times alla Casa Bianca: "Trump lo ha già detto a un cospicuo numero di persone". E lo rilanciano sui social pure i cospirazionisti di Qanon, gli adepti alla folle teoria in circolo fin dal 2017 (ha raggiunto anche l'Italia attraverso la rete No Vax) secondo cui gli Stati Uniti sono controllati da una setta di satanisti-pedofili di cui fanno parte anche Barack Obama e Hillary Clinton: col partito democratico, insieme a certe star di Hollywood, coinvolto in una tratta di bambini da violentare e mangiare (sì, avete capito bene, i democratici mangiano i bambini). Tesi contenuta nel libercolo QAnon. An Invitation to the Great Awakening - invito al "grande risveglio" -   firmato dal fantomatico "signor Q", presunto ex alto papavero dell'amministrazione Trump. Per loro, The Donald è una sorta di messia, in guerra contro il "Deep State", lo "Stato nello Stato", per salvare i bambini e assicurare alla giustizia i Clinton e gli Obama.

Nostalgie insurrezionali

Parliamo, insomma, di quella base complottista che ha sostenuto l'assalto di Capitol Hill dello scorso 6 gennaio - dove 500 attivisti sono stati arrestati o incriminati - e da allora insegue la data del ritorno al potere del leader (dopo il 6 gennaio si è parlato del 4 marzo, del 20 marzo, poi maggio e ora agosto) secondo un calendario spinto indefessamente sempre più in là. E non si tratta di pochi fanatici: secondo un sondaggio del Public Religion Research Institute, addirittura il 15 per cento degli americani condivide la convinzione di QAnon che "governo, media e finanza americani sono controllati da pedofili adoratori di Satana, gestori di un'operazione globale di traffico sessuale di minori". Ben il 23 per cento fra gli elettori repubblicani. Tutti convinti, in pratica, che sul suolo americano è in atto una sorta di armagèddon, una lotta finale fra il Bene e il Male.

Joe Biden, manco a dirlo, ha vinto regolarmente le elezioni, come certificato anche dalle autorità repubblicane dei diversi Stati. Nessun broglio è stato dimostrato nonostante decine di ricorsi e le riconte di voti hanno sempre confermato il risultato. Tanto che il foro di New York e quello di Washington hanno infine sospeso la licenza legale a Rudy Giuliani, l'ex sindaco-sceriffo della Grande Mela poi avvocato personale di Trump, a capo del team che ha speso milioni di dollari in cause definite perfino dagli stessi giudici "immotivate". Eppure una consistente parte dell'elettorato repubblicano continua a credere alla Big Lie: ben il 25 per cento degli americani e fra questi il 53 per cento degli iscritti al partito dell'Elefante, secondo un sondaggio di Reuters/Ipsos.

Angeli e demoni

Ecco perché l'ultima teoria complottista, il ritorno di Trump ad agosto, preoccupa l'Amministrazione, che già teme disordini estivi. Biden pochi giorni fa si è rivolto per la prima volta direttamente a quei repubblicani che ancora diffondono menzogne elettorali: "Ma non vi vergognate?".

Sono tutte persone vicine all'ex presidente. Come l'imprenditore Mike Lindell, ceo di MyPillow, produttore di una sorta di "cuscino perfetto" il cui modello gli sarebbe stato suggerito da un angelo in sogno. Finanziatore di QAnon, sostiene diverse teorie cospirazioniste: compresa quella secondo cui la strage nella scuola di Parkland del 2018 non è mai avvenuta. Negli ultimi giorni di presidenza, fu sempre al fianco di The Donald, incitandolo perfino ad applicare la legge marziale. È proprio lui ad aver convinto il tycoon che l'ennesimo riesame del voto in Arizona - secondo la società di analisi Cyber Nunjas, ingaggiata dai repubblicani, vi sarebbero stati 74.243 voti postali in più di quanti effettivamente inviati - innescherà un effetto domino che sarà validato dalla Corte Suprema a maggioranza conservatrice. Un'idea definita "infondata" dalla stessa amministrazione repubblicana dell'Arizona.

A rilanciare la teoria, ci si è messa pure Sidney Powell: l'avvocatessa che ordì la tesi secondo cui l'azienda di software elettorali Dominion taroccò il voto in favore di Biden, su ordine di "aziende comuniste venezuelane". Denunciata per calunnia, sulla sua testa pesa una richiesta di danni da 1,3 miliardi di dollari. Ma nonostante il suo stesso legale l'abbia recentemente difesa in tribunale dandole sostanzialmente della matta - "Nessuno l'ha presa sul serio" - , lei insiste. E poche settimane fa ha rilanciato l'ipotesi del ritorno estivo di Trump all'incontro For God & Country Patriot Roundup, organizzato dai complottisti di QAnon a Dallas, Texas. "Trump sarà riconosciuto presidente e caccerà Biden" ha promesso alla folla festante, aggiungendo: "Purtroppo non potrà recuperare i mesi perduti, la Costituzione non lo permette". Poco dopo, sullo stesso palco, il generale in pensione Michael Flynn, l'ex consigliere alla sicurezza nazionale la cui testa nel Russiagate fu la prima a cadere, l'ha sostenuta auspicando un putsch: "Non vedo perché da noi non possa esserci un colpo di Stato militare come in Myanmar".

Il tour della vendetta

Trump, intanto, è impegnato in quello che la Cnn chiama "Tour della vendetta": comizi contro quei deputati repubblicani "colpevoli" di aver votato per il suo impeachment a gennaio. Secondo il suo entourage, è davvero sicuro di tornare presto alla Casa Bianca. Mentre altri ritengono sia solo l'ennesimo diversivo per distrarre gli elettori dai suoi guai giudiziari, tanto più ora che la Procura di New York sembra avere prove importanti contro di lui.

Di sicuro la teoria complottista continua a circolare, mantenendo viva fra gli irriducibili trumpiani la convinzione che le elezioni sono state rubate: un mood utile in vista del voto di MidTerm del 2022. Secondo Politico, almeno 700 potenziali candidati Rep (anche per cariche minori) sostengono la "grande bugia". E Nbc racconta come gli aderenti di QAnon mirino a candidarsi nelle amministrazioni scolastiche e in quelle locali, per diffondere il verbo di Q senza nominarlo.

Sia chiaro: la Costituzione americana non contempla nessuna possibilità di reintegrare un presidente. E pure se in qualche modo - magari vincendo la maggioranza al Congresso nel 2022 - i repubblicani dovessero mettere sotto impeachment Joe Biden, sarebbe la vice Kamala Harris a prendere le redini del Paese. Trump, insomma, non tornerà alla Casa Bianca ad agosto. Ma nell'America più divisa che mai l'ennesima teoria del complotto di sicuro non aiuta a sanare le ferite.

Sul Venerdì del 23 luglio 2021