L'assessore di piace proprio un Sacchi
di Simona Poli , di Simona PoliFIRENZE. Giura di non stare studiando da sindaco (di Firenze dove vive? di Milano dove è nato?) ma a 38 anni l'assessore a "Cultura, moda, design e relazioni internazionali" di Palazzo Vecchio, Tommaso Sacchi, sfoggia un curriculum piuttosto raro tra gli amministratori di centrosinistra: direttore artistico di rassegne organizzate da teatri e atenei, docente allo Ied, fondatore del premio Cross-Performing Arts Award, curatore di mostre internazionali, membro del curatorial board della Biennale Susa2017-Shanghai Urban Space Art Season... Ed è pure belloccio, elegante, non sbaglia la palette di colori, si muove come se i vestiti glieli cucissero addosso quando esce di casa la mattina. Presenzialista convinto, non manca un'inaugurazione o un cocktail tanto da essere stato subito soprannominato dalle feroci malelingue fiorentine "assessore allo spritz".
Milanesissimo e glamour, ipersocial, è al fianco del sindaco Dario Nardella, da d…
FIRENZE. Giura di non stare studiando da sindaco (di Firenze dove vive? di Milano dove è nato?) ma a 38 anni l'assessore a "Cultura, moda, design e relazioni internazionali" di Palazzo Vecchio, Tommaso Sacchi, sfoggia un curriculum piuttosto raro tra gli amministratori di centrosinistra: direttore artistico di rassegne organizzate da teatri e atenei, docente allo Ied, fondatore del premio Cross-Performing Arts Award, curatore di mostre internazionali, membro del curatorial board della Biennale Susa2017-Shanghai Urban Space Art Season... Ed è pure belloccio, elegante, non sbaglia la palette di colori, si muove come se i vestiti glieli cucissero addosso quando esce di casa la mattina. Presenzialista convinto, non manca un'inaugurazione o un cocktail tanto da essere stato subito soprannominato dalle feroci malelingue fiorentine "assessore allo spritz".
Milanesissimo e glamour, ipersocial, è al fianco del sindaco Dario Nardella, da due anni in giunta e prima ancora responsabile dell'ufficio cultura, un incarico simile a quello che aveva svolto a Milano con Stefano Boeri. Ultima apparizione nazionale il reality di Amazon Celebrity Hunted, dove Sacchi offre rifugio a Stefano Accorsi braccato in piazza della Signoria aprendogli un passaggio segreto del Palazzo del Comune.
Cosa non si farebbe per promuovere l'immagine di Firenze, vero assessore?
"La partecipazione alla trasmissione è stata una trovata divertente, e fatta in modo volontario, per raccontare Palazzo Vecchio e i suoi passaggi segreti. L'ho fatto volentieri, sono convinto che dobbiamo trovare modalità diverse per allargare il pubblico".
Per esempio invitare in continuazione Chiara Ferragni e fare selfie con lei e Nardella in ogni luogo della città?
"In realtà è venuta due volte. Credo che oggi sia imprescindibile passare attraverso un utilizzo intelligente della comunicazione digitale per raccontare la vita culturale di una città. Altrimenti vince la logica del non fare nulla. Nessuno mortifica le opere d'arte, grazie a Chiara e al suo rispettoso modo di presentare quello che vedeva abbiamo promosso luoghi che i giovanissimi non conoscevano. E ha funzionato".
Lo sa che c'è chi continua a storcere il naso, vero?
"Perfettamente. E allora queste persone mi trovino un modo altrettanto efficace per fare promozione".
Gli influencer sono le nuove galline dalle uova d'oro insomma. Anche le istituzioni sono "prigioniere" dei tiktoker e dei loro follower?
"Non bisogna limitarsi solo a quelli, ovvio. Oggi la comunicazione richiede un pensiero profondo, al di là del medium utilizzato conta la qualità del racconto. Io comunque sono un fautore degli influencer, finora non hanno mai fatto danni e, al contrario, ci hanno dato una bella mano".
Quanto tempo passa sui social?
"Ci tengo a curarli da solo. Per farlo mi sveglio alle 6 di mattina, leggo la rassegna stampa e programmo la giornata. Amo Instagram, che è la nostra nuova Polaroid, e Twitter che mi costringe alla sfida dei 280 caratteri. Li preferisco alla verbosità di Facebook".
Lei è anche molto attento alla sua immagine. Compra in negozio oppure va dal sarto?
"Mio nonno materno era un elegante ingegnere, prima di morire mi regalò tre abiti bellissimi e 130 cravatte. Non ne ho mai trovate di migliori, il suo baule era un repertorio vintage con pezzi di Loro Piana e Gucci. Non esco mai senza giacca, ma trovo vestiti che mi cadono bene anche nei grandi magazzini. A Firenze, poi, ho scoperto Ferragamo".
Diamo un voto alle mise di Nardella?
"Dario veste classico, è un uomo serio e si vede anche dalla scelta dei suoi completi".
Diplomatico. Sport praticati?
"Nuoto e vado a correre sui Lungarni. Da piccolo mio padre cercò di farmi diventare un calciatore ma ero proprio negato. Provai a fare il difensore, due anni buttati via".
Ha lasciato la sua "Milano vicina all'Europa" per rifugiarsi in una piccola-grande città di provincia. Di solito si fa il contrario.
"In realtà un quarto del mio sangue è livornese, mio bisnonno Mario Menichetti fu un tardo macchiaiolo che poi decise di trasferirsi a Milano dove aprì una galleria d'arte in via Mercanti che poi abbandonò quando il figlio Giampaolo morì suicida durante la Resistenza: aveva 23 anni, si sparò per non consegnare il gruppo dei suoi compagni ai fascisti, gli hanno intitolato una strada. Anche il mio nonno milanese, Edoardo Sacchi, era partigiano, sulla sua esperienza ha scritto un libro dedicato a noi undici nipoti. È stata la scintilla che mi ha fatto scattare l'amore per la politica".
Politica nel dna: allora è vero che studia da sindaco.
"Mi piace fare quello che faccio adesso, al servizio della comunità. Stop".
"La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri" diceva Oscar Wilde.? I suoi sogni coincidono con quelli di Nardella?
"Coincide la nostra visione di una città proiettata verso l'Europa. Ma un sogno tutto mio ce l'ho: portare l'arte nelle carceri".
La sua amica Ferragni ha avuto un duro scontro con Matteo Renzi sul ddl Zan. Lei che ne pensa?
"Questa legge mi sta molto a cuore, anche se io personalmente non ho mai subìto attacchi omofobi".
Niente photoshop per ora?
"Mi piaccio con le mie imperfezioni. Fa parte del gioco".
Sul Venerdì del 16 luglio 2021