I millennials e i nostri stereotipi
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiI millennials sono piuttosto indecifrabili, con le loro confusioni confondono le nostre. Shiva Baby ci aiuta a capire loro e a guardare noi, vetero-millennials. Niente di indiano, la shiva in questione è una riunione funebre della tradizione ebraica. Ed è l’esordio registico (io l’ho visto su Mubi), in parte autobiografico, della canadese Emma Seligman. Che in questa discomfort comedy racconta gli incontri imbarazzanti e tragicomici della giovane Danielle che controvoglia ha accompagnato i genitori alla cerimonia per la morte di un conoscente: dovrà destreggiarsi tra una madre invadente, un padre cocciuto, una ex fidanzata tira e molla e un sugar daddy segreto, che compare del tutto inatteso con moglie e figliolino. Uno sugar daddy è un signore benestante sulla cinquantina, di solito narcisista, che offre regali e soldi a una persona più giovane in cambio della sua compagnia (e della sua ammirazione) anche sessuale. Essere una sugar baby …
I millennials sono piuttosto indecifrabili, con le loro confusioni confondono le nostre. Shiva Baby ci aiuta a capire loro e a guardare noi, vetero-millennials. Niente di indiano, la shiva in questione è una riunione funebre della tradizione ebraica. Ed è l’esordio registico (io l’ho visto su Mubi), in parte autobiografico, della canadese Emma Seligman. Che in questa discomfort comedy racconta gli incontri imbarazzanti e tragicomici della giovane Danielle che controvoglia ha accompagnato i genitori alla cerimonia per la morte di un conoscente: dovrà destreggiarsi tra una madre invadente, un padre cocciuto, una ex fidanzata tira e molla e un sugar daddy segreto, che compare del tutto inatteso con moglie e figliolino. Uno sugar daddy è un signore benestante sulla cinquantina, di solito narcisista, che offre regali e soldi a una persona più giovane in cambio della sua compagnia (e della sua ammirazione) anche sessuale. Essere una sugar baby è dunque una forma di prostituzione apparentemente autodeterminata, che la regista racconta come il tentativo (fallito) di sperimentare il potere della giovinezza contro quello dei soldi. Attraverso le ansie e lo humor di Danielle facciamo i conti con molti dei nostri stereotipi e tic, qui in chiave jewish, con un occhio a Mrs. Maisel.
è anche il bello di certe adolescenze (s)fortunate: attraversare le correnti psichiche potendo solo immaginare la terra dell’approdo.
Sul Venerdì del 30 luglio 2021