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Chi è Draghi e chi potrebbe essere

PER POSTA Prove di campagna elettorale. E il ruolo dell'attuale presidente del Consiglio, leader ideale per un centro-destra civilizzato...
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Gentile Michele Serra, sono un settario, nostalgico degli anni  nei quali si riconosceva senza sbaglio chi aveva «la faccia come il culo» (titolo di Cuore, ndr) e oggi i miei oltre novant’anni mi hanno dimostrato come evoluzione naturale che il libertario ventenne possa diventare un conformista, passati gli “anta“, ma il suo trascorso la dovrebbe garantire dal pericolo di esagerare nella esaltazione dell’esistente. Mi sembra che sia quello che è successo in un suo commento ad una lettera del 16 luglio, dove afferma che «l’epoca Draghi rende un pochino più difficile nella prossima campagna elettorale» la propaganda del centrodestra, ignorando che sono state proprio le decisioni di Draghi, con l’assegnazione ai politici di centrodestra di dicasteri importanti in confronto a quelli dei politici di centrosinistra e del M5S maggioranza in questo Parlamento, a renderla credibile. Forse l’avanzata …

Gentile Michele Serra, sono un settario, nostalgico degli anni  nei quali si riconosceva senza sbaglio chi aveva «la faccia come il culo» (titolo di Cuore, ndr) e oggi i miei oltre novant’anni mi hanno dimostrato come evoluzione naturale che il libertario ventenne possa diventare un conformista, passati gli “anta“, ma il suo trascorso la dovrebbe garantire dal pericolo di esagerare nella esaltazione dell’esistente. Mi sembra che sia quello che è successo in un suo commento ad una lettera del 16 luglio, dove afferma che «l’epoca Draghi rende un pochino più difficile nella prossima campagna elettorale» la propaganda del centrodestra, ignorando che sono state proprio le decisioni di Draghi, con l’assegnazione ai politici di centrodestra di dicasteri importanti in confronto a quelli dei politici di centrosinistra e del M5S maggioranza in questo Parlamento, a renderla credibile. Forse l’avanzata della destra (non del centrodestra) di Meloni e Salvini, primi partiti italiani in tutti i sondaggi che hanno  una buona probabilità di diventare maggioranza nelle future elezioni, è avvenuta all’insaputa del Presidente Draghi ma non può non essere avvertita da un giornalista. 
Paolo Chiarelli (Firenze)

Caro e venerabile amico settario, per prima cosa la rassicuro: non è l’età che mi ha guastato, io sono sempre stato un conformista, anche a vent’anni. Nel senso  che mi è sempre sembrato giusto e importante, politicamente parlando, essere in folta compagnia. La cosa che più mi piaceva, del Pci di Berlinguer, era il suo essere un partito di popolo: ebbe più del 30 per cento dei voti. La cosa che meno mi piaceva, delle altre vivaci componenti della sinistra di quell’epoca, era che facevano riferimento a una ristretta cerchia di amici. 

È bello e giusto essere anticonformisti nella vita personale, nell’arte, nell’autodifesa dalla massificazione culturale ed economica, nella satira (visto  che lei cita un titolo di Cuore).  In politica no, la politica è contaminazione e promiscuità allo stato puro. Ascolto con interesse  e spesso con stima quelle che un tempo si chiamavano le “mosche cocchiere” (ieri i rivoluzionari impavidi, oggi i liberali fondamentalisti che vorrebbero cancellare il populismo a colpi di Renzi e Calenda, aspetta e spera). Ravvivano il dibattito. Ma la realtà raramente coincide con i sogni.

Venendo a Draghi: io mi sentivo un elettore del governo giallo-rosso, con tutti i limiti del caso, e non mi sento un elettore di questo governo, che è frutto di una lecita alchimia istituzionale (ha i voti in Parlamento), non certo di un risultato elettorale. Ma non posso non vedere e non sentire che il prestigio di Draghi poggia su solide basi. Quando parla, di solito poco, è preciso e semplice, il contrario del politicante. È un uomo di centro, laico anche se credente. È un uomo di mercato, eccome, ma anche un uomo di Welfare. Un democratico legalitario. Un forte e credibile europeista. Una specie di Prodi conservatore, ammesso che i conservatori se ne accorgano.

E dunque, caro amico, penso che sarebbe il leader ideale di un centro-destra finalmente civilizzato. E penso che sia, in questo momento, il più autorevole e insidioso ostacolo nella corsa al potere di Salvini e Meloni, ai quali potrebbe levare, se facesse una sua lista elettorale, milioni di voti moderati; e ai quali potrebbe impedire, se la sua destinazione fosse il Quirinale, di fare carne da porco della nostra Repubblica. Come ho scritto miliardi di volte, io sono convinto che il vero problema del nostro Paese non sia la sinistra, ma la destra. La destra pistolera, fascistoide, antidemocratica che spopola nelle urne. Draghi, per questa destra oscena, è un problema grosso come una casa. Facciamo così, caro Chiarelli: se sarà evidente che mi sono sbagliato, mi riscriva. Se invece si accorgerà di avere sbagliato lei, mi riscriva lo stesso. 

Sul Venerdì del 6 agosto 2021