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Per i libri antichi c’è vita nuova

Milano, Libreria antiquaria Mediolanum; nella foto i proprietari della libreria Luca Pozzi  e il figlio Giacomo (Marfisi-AGF) 
Danneggiato dai lockdown? Macché. Il mercato del libro antiquario ha fatto registrare negli ultimi mesi un boom di vendite, su internet ma non solo. E un aumento di neofiti. Inchiesta tra pagine chiare e scure
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È inevitabile imbattersi in Il nome della rosa e nel suo autore, Umberto Eco, avventurandosi per i libri rari e antichi. Di cui Eco fu celebre e felice prigioniero almeno quanto il fittizio Guglielmo da Baskerville, protagonista del suo romanzo e quindi di un film e di una fiction. Non è dunque un caso che la cronaca continui a ricordare l'amore del grande semiologo e scrittore per la carta inestimabile. Così mentre i 40 mila titoli più "recenti" della sua biblioteca sono stati donati all'università di Bologna, lo scorso febbraio i 1.200 volumi più antichi raccolti da Eco venivano acquistati dalla Biblioteca Braidense di Milano per 2 milioni di euro. Una collezione pagata dunque a volume dall'istituzione meneghina, facendo un grossolano calcolo medio, il diabolico prezzo di 1.666,66 euro.

"Da noi Umberto Eco aveva acquistato, tra le altre cose, la prima edizione dell'Arbor vitae crucifixae Jesu Christi di Uberti…

È inevitabile imbattersi in Il nome della rosa e nel suo autore, Umberto Eco, avventurandosi per i libri rari e antichi. Di cui Eco fu celebre e felice prigioniero almeno quanto il fittizio Guglielmo da Baskerville, protagonista del suo romanzo e quindi di un film e di una fiction. Non è dunque un caso che la cronaca continui a ricordare l'amore del grande semiologo e scrittore per la carta inestimabile. Così mentre i 40 mila titoli più "recenti" della sua biblioteca sono stati donati all'università di Bologna, lo scorso febbraio i 1.200 volumi più antichi raccolti da Eco venivano acquistati dalla Biblioteca Braidense di Milano per 2 milioni di euro. Una collezione pagata dunque a volume dall'istituzione meneghina, facendo un grossolano calcolo medio, il diabolico prezzo di 1.666,66 euro.

"Da noi Umberto Eco aveva acquistato, tra le altre cose, la prima edizione dell'Arbor vitae crucifixae Jesu Christi di Ubertino da Casale, stampata a Venezia nel 1485. Se ne servì come fonte di notizie per Il Nome della Rosa di cui il frate francescano Ubertino divenne uno dei personaggi" ricordano i Pozzi padre e figlio della Mediolanum, la più anziana libreria antiquaria milanese, in via del Carmine, Brera, a tre minuti tre dalla Braidense. "Il nome della rosa, copia firmata, ce l'ho a 600 euro" ribatte più da lontano Andrea Galli, specializzato in autografi del Novecento a Rimini con lo Studio Bibliografico Letteratura Tattile.

Nascosto dietro fresche e progressive copertine, celato dall'editoria il più delle volte effimera che vive di Strega e classifiche per magari una sola stagione, il mercato del libro antiquario nei primi sei mesi del 2021 è cresciuto di oltre il 40 per cento. Inossidabile ma oscuro ai più, sembrava che un lockdown alla volta si fosse inabissato in un settore invisibile, un ambito ormai del tutto inaccessibile ai non iniziati. E invece non è stato così.

"Guardi, a spanne durante i mesi di restrizioni più dure abbiamo registrato il 30, forse il 40 per cento di vendite in più online" dice Sergio Malavasi. Seconda generazione di Malavasi, con vetrine affacciate in centro a Milano, lato Duomo in zona Università Statale, 66 anni, figlio di un padre partito come rappresentante di enciclopedie Treccani che da una bancarella costruì un negozio, oggi zio di un nipote forse disposto a mandare avanti l'attività di famiglia. Sergio Malavasi già nel 1995 intuì che la rivoluzione di internet avrebbe perlomeno eguagliato quella dei caratteri mobili di Gutenberg. "Fondai allora Maremagnum.com, un motore di ricerca che oggi scava tra 10 milioni di libri rari e antichi e che appunto ci ha permesso di affrontare i mesi di chiusura all'attivo. Certo, io speravo di diventare come Bezos ma pazienza, non andrò nello spazio".

Andreas Cellarius, Armonia macrocosmica, 1661, il più importante atlante celeste del XVII secolo. 
Reminders, inestimabili aldine, usato senza valore ma di fascino. Si trova di tutto anche in piazza Diaz, sempre a Milano, dove una domenica al mese, quando Malavasi riunisce decine di pregiate bancarelle in un mercato all'aperto. "Abbiamo ripreso a farlo, per fortuna. Purtroppo la verità è che qualcosa, ma giudico soprattutto dalla nostra libreria, è cambiato. E mentre i collezionisti hanno trovato più tempo per spulciare cataloghi in rete, è diminuita la disponibilità a spostarsi fisicamente".

È, pare, entrato in crisi il modello del facoltoso bibliofilo in paltò e cappello, del colto cardiologo, del munifico architetto, dell'eccentrico avvocato che un tempo batteva scaffali e fiere specializzate disposto a investire un patrimonio magari per un malconcio trattato di diritto del Settecento. "È una generazione che lascia il passo. Oggi c'è il Novecento che avanza. E si fa largo una sensibilità dove la prima edizione completa della saga di Harry Potter o di Il Signore degli Anelli può valere 3 mila euro in italiano, cioè 30 mila meno uno zero, che è il calcolo tipico quando non si ragiona di prime in lingua originale".

Il secolo breve è il pane per vocazione di Andrea Galli, 50enne che, laureato in filosofia a Bologna, Eco lo vedeva ("poco, bigiava mica male") da studente. "Ho anche un Diario minimo del '63 dedicato da Eco "con stima e amicizia" a Giuseppe Ungaretti". Prezzo di vendita 600 euro. "Credo che il bibliofilo contemporaneo possa agire seguendo impulsi meno complessi, magari mosso da un articolo di Repubblica dedicato a Primo Levi. Poi restano i feticisti. Chessò, solo D'Annunzio, e allora ti fanno le pulci su dettagli minimi. Per fortuna c'è il bibliofilo aperto e tranquillo come Giacomo Poretti del trio Aldo Giovanni e Giacomo, che colleziona con calma prime del Novecento".

 

Tra i grandi clienti degli antiquari non vanno dimenticate le istituzioni. "Vede, noi siamo il primo ingranaggio nello studio e della conservazione. Agiamo nel circuito delle aste, veniamo contattati in qualche caso dagli eredi ma in sostanza portiamo alla luce il patrimonio trovando nei fondi pubblici di tutta Italia e in qualche caso d'Europa i nostri più affezionati clienti".

L'Europa, o per meglio dire l'estero generale, è uno sbocco problematico. Per legge, i libri che compiono 50 anni sono un bene passibile di notifica. Equiparati alle opere d'arte di pregio, i libri di mezz'età od oltre devono essere dichiarati quando lasciano il territorio nazionale. "E qui si presenta il problema delle sovrintendenze locali e delle dogane", spiega Mario Giupponi della Libreria Benacense di Riva del Garda e vice presidente Ilab, associazione internazionale degli antiquari.

"Una legge liberticida" la definisce Antonio Pettini, della romana Libri antichi e rari. "Una legge che però è stata cambiata da Franceschini con l'introduzione perlomeno della soglia di valore che finalmente distingue tra un abbecedario anni '50 e il Sidereus Nuncius di Galileo" puntualizza Gabriele Maspero, antiquario 43enne di Como appena eletto presidente dell'Alai, associazione italiana di categoria.  

Per gli antiquari tricolore c'è un prima e un dopo che con la pandemia non ha nulla a che fare e che riguarda il caso della biblioteca dei Girolamini a Napoli. Da cui sono spariti 1500 volumi, un reato per il quale è stato condannato nel 2011 a 7 anni il direttore Massimo De Caro mentre è stato assolto dall'accusa di ricettazione Marcello Dell'Utri. Il quale attraverso la sua Biblioteca di via Senato a Milano, si incaricava di organizzare la fiera nazionale, che oggi senza di lui e la miriade di sponsor che portava in dote è scomparsa. Lo dicono ma ne soffrono da dieci anni i librai di tutta Italia: la brutta storia dei Girolamini ha finito col farli somigliare nel mondo, nella vulgata, sulla stampa, a predoni.

Una ferita che alla Mediolanum di Milano, fondata nel 1925 da Ernesto Pozzi e come detto la più antica della città, nemmeno commentano. "Troppo fango su tutti noi". L'ultimo dei Pozzi, Giacomo, osserva ma con prudenza anche gli eccessi di entusiasmo per l'online. "Il rapporto diretto con i librai e i libri non si può surrogare. Ma il rischio vero è comunque trascurare il ruolo che svolgiamo da esperti e studiosi proprio a tutela di collezionisti e bibliofili". Non tutti sono del resto Eco. "No, ma tutti siamo deboli nelle passioni se privi di una guida".

Sul Venerdì del 6 agosto 2021