Tadzio, condannato dalla bellezza
di Vittorio Lingiardi , di Vittorio LingiardiChiedo scusa se al Ferragosto di un anno già difficile vi parlo di un film che è solo dolore, ma so che la sua profondità psicologica e intelligenza narrativa vi consentiranno, come è stato per me, di tollerare l’angoscia che genera. Distribuito da Wanted Cinema, Il ragazzo più bello del mondo, nelle sale dal 13 settembre, è l’anti-orazione funebre per i 50 anni di Morte a Venezia. I registi Kristina Lindström e Kristian Petri raccontano, con immagini d’archivio e interviste inedite, la vita di Björn Andrésen, il Tadzio “scoperto” da Visconti dopo un casting rapace e ossessivo alla ricerca della bellezza. Ossessione non priva di effetti collaterali sulla bellezza stessa, che tale può resistere solo quando non diventa feticcio. Se alla prima del film Visconti dichiarò che Björn era il più bel ragazzo del mondo, Björn, abbandonato al suo destino po…
Chiedo scusa se al Ferragosto di un anno già difficile vi parlo di un film che è solo dolore, ma so che la sua profondità psicologica e intelligenza narrativa vi consentiranno, come è stato per me, di tollerare l’angoscia che genera. Distribuito da Wanted Cinema, Il ragazzo più bello del mondo, nelle sale dal 13 settembre, è l’anti-orazione funebre per i 50 anni di Morte a Venezia. I registi Kristina Lindström e Kristian Petri raccontano, con immagini d’archivio e interviste inedite, la vita di Björn Andrésen, il Tadzio “scoperto” da Visconti dopo un casting rapace e ossessivo alla ricerca della bellezza. Ossessione non priva di effetti collaterali sulla bellezza stessa, che tale può resistere solo quando non diventa feticcio. Se alla prima del film Visconti dichiarò che Björn era il più bel ragazzo del mondo, Björn, abbandonato al suo destino post-adolescente, segnato da una ferita che nessuno aveva voglia di guardare e che lui non riusciva a mostrare, non potrà che affermare, certo simbolicamente, «ero per lui carne da macello».
Sul Venerdì del 13 agosto 2021