Di che sapeva la Istanbul degli anni Cinquanta
di Tommaso Melilli , di Tommaso MelilliSait Faik Abasiyanik è considerato uno dei maggiori scrittori di lingua turca del secolo scorso, e senza ombra di dubbio il più bizzarro. In realtà ha scritto, pubblicato e vissuto per una frazione trascurabile del Novecento: perché è morto molto giovane (a 48 anni, nel 1954) e perché in vita non se lo filava nessuno. Ha scritto un po' di tutto: romanzi, poesie, molti reportage e soprattutto tanti racconti, di cui è quasi sempre il protagonista. In italiano è tradotto poco, ma da qualche settimana si può leggere una raccolta essenziale che s'intitola Un uomo inutile (Adelphi, pp. 263, euro 19).
Sait Faik Abasiyanik è considerato uno dei maggiori scrittori di lingua turca del secolo scorso, e senza ombra di dubbio il più bizzarro. In realtà ha scritto, pubblicato e vissuto per una frazione trascurabile del Novecento: perché è morto molto giovane (a 48 anni, nel 1954) e perché in vita non se lo filava nessuno. Ha scritto un po' di tutto: romanzi, poesie, molti reportage e soprattutto tanti racconti, di cui è quasi sempre il protagonista. In italiano è tradotto poco, ma da qualche settimana si può leggere una raccolta essenziale che s'intitola Un uomo inutile (Adelphi, pp. 263, euro 19).
Sait Faik racconta di una vita cupa, umida, piena di odori intensi e violenti: in Turchia non ci sono mai stato, ma leggendolo per la prima volta mi è venuta in mente una varietà di peperoncino stranissima, che secondo me somiglia proprio alle sue storie. Questo peperoncino si chiama urfa biber e, guarda un po', si fa solo in Turchia. Tecnicamente è un peperone: non è molto piccante, e si produce in un modo abbastanza unico. I frutti maturi vengono essiccati al sole durante il giorno, e quando tramonta il sole vengono avvolti ancora caldi in panni o chiusi in un sacco per tutta la notte, e il giorno dopo si ricomincia da capo. Durante la notte i frutti "sudano", ma non hanno il tempo di marcire perché il sole del giorno dopo li disinfetta di nuovo. Il risultato è una polvere macinata quasi nera, con un sapore che è una via di mezzo fra l'uva passa e il tabacco tostato. Si trova in pochissimi negozi orientali, e sopratutto online.
GLI INGREDIENTI
1 spicchio d'aglio,
3 pomodori da insalata maturi,
1 cucchiaio di peperoncino urfa biber,
olio d'oliva
sale
COME PROCEDERE
L'abbinamento fra questo particolarissimo tipo di peperoncino e il pomodoro si può applicare in vari modi: in una semplice insalata, per dare un tocco diverso a un sugo di pomodoro leggero, e soprattutto in un pomodoro concassé da mangiare col pane, come una bruschetta. Sminuzzate una punta d'aglio e posatelo in una ciotola con due cucchiai d'olio. Tagliate il pomodoro a cubetti e mescolatelo all'olio. Salate, condite con un po' di urfa biber, mescolate e versate su del pane tostato.
Sul Venerdì del 13 agosto 2021