Il Venerdì

Se la Terra ci sta stretta cambiamo pianeta. No?

La serie Intergalactic (© Sky UK Limited) 
Il direttore della mitica Urania Franco Forte spiega perché i libri di fantascienza (e i film e le serie tv) stanno decollando: "Cerchiamo chiavi per risolvere le catastrofi che ci assediano"
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C'è un abisso degno di duemila miliardi di galassie (tante se ne ipotizzano) tra il film Apollo 13 del '95, diretto da Ron Howard - passato alla storia per la famosa battuta "Houston, abbiamo un problema" - e la pellicola di Ridley Scott Sopravvissuto. The Martian del 2015. Eppure hanno una cosa in comune: il viaggio nello Spazio. Ma nel primo la Nasa, in collegamento con la navicella in avaria, fa di tutto per riportare l'equipaggio sulla Terra. Nel secondo, invece, dalla Terra si danno indicazioni perché un astronauta naufrago "sprema qualche ampere" dalle macchine per avere luce elettrica e colonizzare Marte. Nel primo film si deve rientrare dallo Spazio profondo, dove altrimenti si morirà; nel secondo - al contrario - si devono trovare le modalità per restarci e sopravvivere.

E le modalità (un qualche altro ampere da spremere) si possono sempre trovare. Il libro da cui Ridley Scott trasse il suo lavoro, L'uomo di Marte, ha segnato questa svolta. Autopubblicato a puntate sul web nel 2011, dal 2014 bestseller cartaceo mondiale, era stato scritto da un programmatore di computer non laureato appassionato di Asimov e Clarke, l'americano Andy Weir. Era una fiction, ma la più scientificamente accurata mai fatta su meccanica orbitale, condizioni di vita su Marte, rapporto Uomo-Spazio, botanica. Praticamente un manuale, un vero e proprio libretto di istruzioni.

Franco Forte, direttore dal 2011 della collana-icona Urania, in edicola ininterrottamente dal 1952, lo cita tra gli esempi per spiegare perché la fantascienza non muore mai, e anzi dilaga dappertutto. Non solo: ma anche per indicare perché il genere stia cambiando per sempre, rischiando nel frattempo di cambiarci tutti

Un esperto come lei si è dato una spiegazione di questa "invasione degli ultracorpi" anche al cinema e nelle serie tv?
"Distinguerei le due cose. Da 2001: Odissea nello spazio in poi i film di fantascienza ci sono sempre stati e grandi registi si sono spesso misurati col genere. Ma, se analizziamo la programmazione di Netflix o di Amazon Prime Video, effettivamente scopriamo che la fantascienza predomina in modo assoluto. Con una novità: prevale l'ibrido. Basti guardare serie come Black Mirror o Stranger Things: alla fantascienza si sono incollati temi fantasy e horror. Un fenomeno, questo, in grande espansione".

Una scena della quarta stagione di Black Mirror (disponibile su Netflix) (Alamy/Ipa) 
Non rischia di cannibalizzare i libri?
"Al contrario. Prenda La regina degli scacchi. Ha fatto riscoprire il libro di Walter Tevis dell'83. Tevis scrisse anche fantascienza, trassero dal suo libro del '63 il film L'uomo che cadde sulla Terra con David Bowie. E ora stanno lavorando a una serie ispirata sempre da quel libro. Dalle serie tv alle librerie il passo è breve".

Perché piacciono tanto i prodotti cosiddetti "ibridi"?
"È la nuova direzione di una generazione più giovane, ma anche di quella che arriva ai trenta e persino ai quaranta. Si tratta di appassionati che non hanno un genere preciso di riferimento e che coltivano più di un interesse. Quando si trovano davanti un "crossover", lo accolgono bene e senza alcun imbarazzo. C'è stato un cambiamento culturale e generazionale enorme, e su questa spinta anche la fantascienza sta cambiando pelle".

Quella stessa fantascienza che non tramonta mai. Un fenomeno comprensibile ai tempi di Asimov, dato che preannunciava il futuro. Ma oggi? Dalla pandemia alla civiltà digitale, il futuro è già qui...
"In passato la fantascienza anticipava, grazie ad autori dalla mente aperta. Ma come venivano accolti quegli scrittori? Saranno anche suggestivi, si diceva, ma quel che scrivono non accadrà mai. Oggi quasi tutti gli argomenti toccati dalla fantascienza storica sono accaduti o accadono davvero. E allora si è aperto uno spazio per accendere un sentimento di speranza, per trovare nella fantascienza una prospettiva per il futuro. La Terra ci sta stretta? Bene, allora dove troviamo altri pianeti abitabili? Come possiamo sopravvivere su Marte, ma non utopisticamente, bensì in modo concreto? Adesso ci facciamo queste domande e nella fantascienza cerchiamo chiavi per risolvere le catastrofi che ci assediano".

La serie Tribes of Europa  
Eppure la cosiddetta "fantascienza distopica" rimane catastrofista...
"Anche qui, serve una lettura più attenta. Il genere distopico ci fa capire come possono andare male le cose, o anche peggio. Prima la distopia era solo immaginifica, in questi anni è diventata propedeutica, rivelatrice. Ci spinge a riflettere sul presente per cercare vie di uscita".

Asimov, Clarke, Dick: gli stessi dati di vendita di Urania confermano il successo senza tempo degli autori storici.
"Sono ancora i più letti. La spiegazione è banale: all'epoca le loro erano solo previsioni. Improvvisamente quella narrazione è stata confermata dai fatti, diventando attualissima. I viaggi interstellari, la colonizzazione della Luna, sono scenari concreti. Penso a Il morbo bianco di Frank Herbert, l'autore di Dune: ha previsto e raccontato la pandemia. Non solo questi autori anticipavano, ma offrivano indicazioni utili per il nostro mondo".

Una fantascienza "positiva" si dice sia il cosiddetto movimento Solarpunk, legato a temi ambientalisti, al riutilizzo di aree urbane dismesse...
"Il Solarpunk è un fenomeno non solo letterario, diffusosi in tutto il mondo, per chi cerca un futuro e dice basta a ipotesi solo negative. È potentissimo. Non è un'utopia ma è utopistico, vuole migliorare il mondo".

E in Italia? Come sta la fantascienza?
"Oggi solo un autore come Valerio Evangelisti è conosciuto anche all'estero, ma dateci tempo. Ogni anno usciamo con antologie di bravissimi scrittori italiani. E registriamo sempre l'esaurimento tecnico di quei volumi. Presto sbarcheremo con il marchio Urania in libreria, dove abbiamo già fatto le prime apparizioni".

Urania è un must da edicola. Non vi sentirete un po' alieni in libreria?
"Anche gli alieni sono cambiati, nella fantascienza contemporanea. Dai 40 ai 60 il cosiddetto Primo Contatto era sempre con cattivoni. Nel terzo millennio, invece, siamo animati dalla speranza di nuovi incontri".

Sul Venerdì del 13 agosto 2021