In tv non c'è ricambio d'aria
di Michele Serra , di Michele SerraPer scrivere a Michele Serra: lapostadiserra@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Caro Serra, ho 77 anni e quello che non riuscirò mai ad accettare sono gli enormi e continui programmi gestiti dai nostri bravi vecchi ultraottantenni. Rai, stampa, inserti, libri, dedicano a vecchi noti tutto lo spazio più importante della loro attività. Potrei capire ed accettare premi e dediche, ma vederli alla loro età in tantissime trasmissioni e articoli presentati come se il tempo non fosse mai passato, vestiti e truccati come trentenni, mi scatena rabbia e tristezza. Continuare a presentare successi vecchi di 50 anni è la prima causa di danni enormi, tolgono occasioni ai tantissimi nostri bravi giovani, i quali non trovando spazio, perennemente occupato, si ritrovano a 40/50 anni ancora nell’attesa di un posto per farsi notare.
Cosa spinge tutti quei personaggi a umiliare il loro successo con continue e tristi performa…
Per scrivere a Michele Serra: lapostadiserra@repubblica.it o Il Venerdì, via Cristoforo Colombo 90, 00147 Roma
Caro Serra, ho 77 anni e quello che non riuscirò mai ad accettare sono gli enormi e continui programmi gestiti dai nostri bravi vecchi ultraottantenni. Rai, stampa, inserti, libri, dedicano a vecchi noti tutto lo spazio più importante della loro attività. Potrei capire ed accettare premi e dediche, ma vederli alla loro età in tantissime trasmissioni e articoli presentati come se il tempo non fosse mai passato, vestiti e truccati come trentenni, mi scatena rabbia e tristezza. Continuare a presentare successi vecchi di 50 anni è la prima causa di danni enormi, tolgono occasioni ai tantissimi nostri bravi giovani, i quali non trovando spazio, perennemente occupato, si ritrovano a 40/50 anni ancora nell’attesa di un posto per farsi notare.
Cosa spinge tutti quei personaggi a umiliare il loro successo con continue e tristi performance? La paura della morte? Nella mia vita ho fatto decine di lavori e imprese, tutte con successo (piccole cose), ogni volta che raggiungevo la meta capivo che il successo mi avrebbe dominato e avrebbe distrutto la mia fantasia, allora lasciavo spazio ai giovani e ricominciavo; ho faticato, ho gioito, ma ho rinunciato al successo ed ai soldi e ho scelto una vita semplice, oggi mi guardo con gioia allo specchio e non ho paura della morte.
Giuseppe Mastandrea
Certo mi chiedo, e me lo chiedo spesso: a chi, diverso da me, e soprattutto con la metà dei miei anni, lascerei volentieri i miei pulpiti, a cominciare da questo? Poi mi rendo conto che è una domanda puramente teorica. I pulpiti non si lasciano per gentile concessione (per paternalismo). I pulpiti si lasciano perché qualcuno più giovane, più forte e più bravo di te li pretende, e li ottiene. Mi permetta dunque di aggiungere alle sue riflessioni, condivisibili, questa mia: chi ha merito, e voglia, ed energia vitale, non esita e non si arrende se sulla sua strada trova un esercito di vecchi. Troverà qualcosa di nuovo, di inedito, di differente da dire e da fare: e i vecchi, qualcuno volentieri, qualcuno astioso, si leveranno di torno.
Sul Venerdì del 13 agosto 2021