Problemi con gli hacker? Vi aiutiamo noi estoni
dalla nostra inviata Rosalba Castelletti , dalla nostra inviata Rosalba CastellettiTALLINN. Florian Marcus si presenta con un vistoso collare. "Si chiama Respiray, è un purificatore d'aria indossabile, un'alternativa alla mascherina. Lo ha creato qualche mese fa un'azienda di Tallinn". Il trentenne è uno dei consulenti dell'e-Estonia Briefing Centre, la vetrina del "Paese digitale più avanzato al mondo", incubatore di start-up come Skype e, appunto, Respiray. È da qui che passano le delegazioni straniere - "nella stanza accanto c'è il ministro degli Esteri cipriota e la prossima settimana verrà il premier romeno" - a caccia dei segreti della trasformazione digitale e della cybersicurezza di Tallinn. "Condividiamo i nostri successi e i nostri errori in modo che altri Stati non debbano reinventare la ruota", spiega Marcus.
Molti Paesi sono stati colti di sorpresa dall'improvvisa necessità di trasferire online servizi pubblici e privati a causa dei lockdown…
TALLINN. Florian Marcus si presenta con un vistoso collare. "Si chiama Respiray, è un purificatore d'aria indossabile, un'alternativa alla mascherina. Lo ha creato qualche mese fa un'azienda di Tallinn". Il trentenne è uno dei consulenti dell'e-Estonia Briefing Centre, la vetrina del "Paese digitale più avanzato al mondo", incubatore di start-up come Skype e, appunto, Respiray. È da qui che passano le delegazioni straniere - "nella stanza accanto c'è il ministro degli Esteri cipriota e la prossima settimana verrà il premier romeno" - a caccia dei segreti della trasformazione digitale e della cybersicurezza di Tallinn. "Condividiamo i nostri successi e i nostri errori in modo che altri Stati non debbano reinventare la ruota", spiega Marcus.
Molti Paesi sono stati colti di sorpresa dall'improvvisa necessità di trasferire online servizi pubblici e privati a causa dei lockdown e dei blocchi delle frontiere resi necessari dal Covid-19. Non l'Estonia. Quando questa nazione baltica ha riconquistato l'indipendenza nel 1991, il giovane governo post-sovietico decise di rivoluzionare le decrepite e inefficienti infrastrutture ereditate dopo 50 anni di dominazione comunista e si lanciò nell'ambiziosa sfida di creare la prima Repubblica digitale al mondo. Oggi gli estoni votano e dichiarano i redditi online, utilizzano prescrizioni digitali e firmano i contratti su laptop e smartphone. La carta è stata bandita dalle riunioni di governo. "Non lo sapevamo, ma ci preparavamo alla pandemia da oltre vent'anni".
Il caso della Regione Lazio
Ma ora che il mondo - Italia compresa come dimostra il recente hackeraggio dei sistemi informatici della Regione Lazio - è sempre più esposto agli attacchi di pirateria informatica, è legittimo chiedersi quanto questa infrastruttura sia vulnerabile. Tallinn lo ha scoperto a sue spese nel 2007 quando, in seguito al controverso trasferimento del monumento ai soldati sovietici, per 22 giorni si è trovata sotto al fuoco incrociato di diversi indirizzi IP russi in quella che è stata riconosciuta come "la prima guerra cibernetica al mondo". Al culmine dell'offensiva, 58 siti web di banche, media e servizi governativi andarono offline contemporaneamente. Anche se nessun dato fu rubato, a riprova del know-how estone, quell'offensiva fu il campanello d'allarme che ha aiutato il Paese a diventare un modello indiscusso di cyberdifesa in tutto il mondo.
Esportare le strategie
Allo stesso tempo, dopo il 2007, il governo anziché rallentare ha accelerato la digitalizzazione, convinto che un e-Stato sia più resiliente ai cyberattacchi di uno tradizionale. Nel 2012 il Paese è diventato il primo al mondo ad adottare la tecnologia blockchain, alla base delle criptovalute, per verificare l'integrità dei dati e nel 2017 il primo a spostare su cloud il back-up di tutti i sistemi inaugurando una "data embassy" in Lussemburgo, un server con la stessa protezione di un'ambasciata fisica. La strategia funziona. E, secondo Tallinn, è esportabile. Le porte dell'e-Estonia Briefing Centre sono sempre aperte. "Siamo pronti a condividere la nostra esperienza con qualsiasi Paese Ue", insiste il ministro Sutt. "Come recita il vecchio adagio, un sistema è forte quanto il suo anello più debole. Vale anche per la cybersicurezza".
Sul Venerdì del 13 agosto 2021