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Il viaggio di Céline al termine della notte

Louis-Ferdinand Céline (1894-1961) con la seconda moglie Lucette (1912-2019) nei primi anni 40 del Novecento (ARCHIVIO/A3/CONTRASTO) 
ORA D'ARIA All'arrivo degli Alleati lo scrittore fuggì da Parigi lasciandosi dietro un cumulo di manoscritti. Ritrovati solo oggi
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Gli americani erano sbarcati in Normandia; a Parigi, tra i "germanosi" (favorevoli agli occupanti tedeschi), Louis Ferdinand Céline fu il primo a scappare. Le fughe sono come tutti i viaggi: l'importante non è dove si va, ma da dove si parte. Il 17 giugno del 1944 Céline abbandonò in tutta fretta, con la moglie, la ballerina Lucette, e il gattino Bébert, la casa di Montmartre, quinto piano al 4 della via Girardon; ultimamente, trovava nella cassetta bare in miniatura. In effetti al quarto piano c'era un vero covo della Resistenza: Robert Champfleury e i suoi amici ascoltavano Radio Londra e complottavano; Roger Vailland, stalinista e scrittore ("segaiolo", per Céline: ma vinse il Goncourt e dai suoi romanzi trassero film con Gina Lollobrigida, Michéle Morgan e Mastroianni), nel 1950 avrebbe scritto che a uccidere Céline ci avevano pensato davvero. Gli obbrobriosi scritti antisemiti di Céline cer…

Gli americani erano sbarcati in Normandia; a Parigi, tra i "germanosi" (favorevoli agli occupanti tedeschi), Louis Ferdinand Céline fu il primo a scappare. Le fughe sono come tutti i viaggi: l'importante non è dove si va, ma da dove si parte. Il 17 giugno del 1944 Céline abbandonò in tutta fretta, con la moglie, la ballerina Lucette, e il gattino Bébert, la casa di Montmartre, quinto piano al 4 della via Girardon; ultimamente, trovava nella cassetta bare in miniatura. In effetti al quarto piano c'era un vero covo della Resistenza: Robert Champfleury e i suoi amici ascoltavano Radio Londra e complottavano; Roger Vailland, stalinista e scrittore ("segaiolo", per Céline: ma vinse il Goncourt e dai suoi romanzi trassero film con Gina Lollobrigida, Michéle Morgan e Mastroianni), nel 1950 avrebbe scritto che a uccidere Céline ci avevano pensato davvero. Gli obbrobriosi scritti antisemiti di Céline certo invogliavano a una resa dei conti (i testi della zuffa Vailland/Céline sono stati pubblicati da Eclettica, con la presentazione di Giampiero Mughini).

Ma i rapporti tra i due piani della casa erano più complicati. Céline, che era medico, aveva curato (gratis, come al solito) la mano schiacciata sotto tortura (o dentro a una porta) di un vicino di sotto. Inoltre (Céline è uno scrittore immenso - come Dante, ha portato la lingua parlata nella Letteratura; e guadagnava benino) per i conti si vedeva spesso con un ebreo, Oscar Rosembly, resistente, con cui mangiava bretzel, i pani teutonici. Nella fuga, Céline lasciò sopra un armadio la cassa dei manoscritti; e poi sempre tuonò che Rosembly aveva saccheggiato il suo appartamento (vero) e buttato (falso) le sue carte - che invece furono conservate e ora consegnate gratis alla morte (107 anni) di Lucette: la moglie di Céline non ci si doveva arricchire.

Imbottito d'oro (le monete cucite nel panciotto da Lucette, che portava, di suo, nacchere e scarpette da ballo), Céline il 17 giugno sale dunque su un treno. A Baden Baden sono al Park Hotel, il più decorato; tovaglie stirate; da Marsiglia arrivano gli ingredienti per la bouillabaisse. Ma poi i tedeschi reindirizzano i francesi a Sigmaringen, nel castello degli Hohenzollern. "Cacasotto" scrivono intanto di Céline a Parigi, "pepe al culo appena si mette male". Con le muffole tarlate appese al collo, e Bébert sopra, sul tascapane con cianuro e manoscritto, Céline riesce a partire per la Danimarca, dove ha altri fondi. Resteranno "spiaccicati" sotto le bombe? Si arriva a Norimberga che non esiste più, e poi all'agognato confine; la guida non ha potuto tacere: "Eccovi in viaggio al termine della notte".

Sul Venerdì del 20 agosto 2021